Fincantieri, verso accordo “equilibrato” per Stx al vertice italo-francese

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Dopo mesi di trattativa, domani a Lione in occasione del 34esimo summit tra Francia e Italia, si dovrebbe arrivare finalmente ad un accordo equilibrato sul dossier Stx France – Fincantieri. A poche ore dal vertice sembra essere stata trovata una soluzione di reciproco interesse che garantisca sia l’investimento del gruppo italiano che i Cantieri di Saint Nazaire. Ad annunciarla dovrebbero essere il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron e il premier italiano Paolo Gentiloni dopo settimane di dialoghi e di incontri tra le due parti. Da ultimo quello dell’11 settembre scorso tra il ministro dell’Economia francese, Bruno Le Maire e il suo omologi italiano Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda. La soluzione individuata dovrebbe confermare una presa di partecipazione maggioritaria di Fincantieri in Stx France ma offrire delle garanzie alla Francia. In particolare ci dovrebbe essere poteri rafforzati per i francesi nel board e garanzie circa le questioni strategiche. Il tema dell’estensione dell’accordo al navale militare dovrebbe essere rinviata a un secondo momento. “Il dossier Stx France è complicato. La questione del navale militare è un dossier ancora più complicato e probabilmente prematuro”, spiega una fonte vicina al dossier all’Adnkronos. Ma un passo in quella direzione potrebbe essere comunque fatto. Secondo quanto riferisce oggi ‘La Tribune’, il gruppo industriale francese Naval Group (ex Dcns) che è uno dei principali costruttori navali europei e che opera nel setttore dei sistemi di difesa, potrebbe infatti entrare nel capitale sociale di Stx France. “Naval Group – scrive il quotidiano economico francese – ha ricevuto delle istruzioni dal suo Consiglio di amministrazione per entrare nel capitale di Stx France al fianco di Fincantierie dello Stato francese. Il gruppo navale francese, presieduto da Hervé Guillou, ha ricevuto l’autorizzazione per rilevare una quota fino al 15% di Stx France per circa 20 milioni di euro”.

li accordi di Governance, rileva ancora ‘La Tribune’, sarebbero già stati negoziati con Fincantieri e non dovrebbero cambiare. In particolare “Naval Group dovrebbe disporre di un diritto di veto nel Cda di Stx France” mentre Fincantieri “non potrebbe impegnarsi in costruzioni militari con Stx France fatta eccezione per gli ordini realizzati dalla Francia o ordini per l’esportazioni che riguardano navi del tipo Mistral”. Per altro, evidenzia parlando all’Adnkronos Patrick Cheppe, presidente della Confindustria francese del dipartimento Loire – Altantique (Medef 44), il tema della maggioranza nell’azionariato “non è posto correttamente. Serve una visione che guardi ai mercati globali e alle prospettive del settore”. L’importante “è iniziare a lavorare insieme” e fare un passo dopo l’altro. Proprio oggi Gentiloni, in un’intervista a ‘Le Figaro’, ha ribadito la posizione italiana: “ci sono le premesse per un accordo che tenga conto dei nostri interessi legittimi e al tempo stesso di quelli della Francia. Abbiamo l’ambizione, fondamentale dal punto di vista strategico di costruire un grande ‘player’ globale nel settore navale. L’accordo sui cantieri è una prospettiva a breve termine”.

Civile e militare, invece, potrebbe essere la via da seguire in prospettiva. “Costruire un grande polo, civile e militare -sottolinea Gentiloni- è una prospettiva che non si fa in un solo giorno. Lavoreremo dunque con impieghi del tempo diversi tra la questione specifica dei cantieri di Saint -Nazaire, sulla quale ci sono le condizioni per pervenire rapidamente ad una conclusione, e la questione di intese più generali che avrà bisogno di analisi più approfondite”. Anche il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, oggi si è detto ancora una volta “molto confidente” circa il raggiungimento di una buona soluzione per Fincantieri-Stx France. Il ministro ha comunque sottolineato ieri che le linee guida per l’accordo “non possano essere messe in discussione”, a partire dal fatto che Fincantieri abbia una quota di maggioranza in Stx France. E questo “pur comprendendo le preoccupazioni dei francesi per quello che riguarda il trasferimento di know how e il mantenimento dei posti di lavoro”. La crisi tra Parigi e Roma è scoppiata a fine luglio quando il Governo francese ha annunciato la nazionalizzazione temporanea di Stx France nonostante l’accordo raggiunto tra Fincantieri e il precedente governo durante la presidenza di Francois Hollande.