Fiorentino Sullo, meridionalista del fare. Ricordo dello statista irpino a cento anni dalla nascita

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in foto Fiorentino Sullo

di Vincenzo Sbrescia*

Uno statista che, con competenza, passione e visione politica, ha rappresentato per decenni il Mezzogiorno, la Campania e l’Irpinia in Parlamento ed al Governo del Paese. A cento anni dalla nascita, avvenuta a Paternopoli, in provincia di Avellino, il 29 marzo del 1921 (e a circa venti anni dalla scomparsa, avvenuta a Salerno il 4 luglio del 2000) va rivolto al leader democristiano Fiorentino Sullo un memore, grato pensiero per la sua incisiva ed efficace azione politico-legislativa e di Governo condotta a favore dello sviluppo del Mezzogiorno e della modernizzazione dell’intero Paese. Egli è stato un autorevolissimo uomo di Stato dell’Italia repubblicana. In attesa dei prossimi appuntamenti in cui sarà ulteriormente commemorato l’insigne statista (già annunciati, per il prossimo mese di luglio, dall’On. Gianfranco Rotondi che, insieme all’On. Gerardo Bianco, da anni tiene vivo il ricordo dell’On. Sullo), va onorata la memoria di quello che fu il più giovane dei Costituenti, oltre che legislatore illuminato e Ministro riformista e lungimirante.
Fiorentino Sullo ha rappresentato una delle più lucide e brillanti intelligenze espresse dal nostro Paese, ma, al tempo stesso, egli è stato un realizzatore di opere. L’azione politica ed istituzionale dell’On. Sullo ha contrassegnato la vita politica nazionale nella parte centrale della seconda metà del Novecento. Fin dalla Costituente ha contribuito a gettare le basi costituzionali della democrazia italiana, operando, negli anni successivi, come Deputato, come Sottosegretario e come Ministro della Repubblica in numerosi Governi. L’esperienza politica di Sullo fu connotata dall’intenso e competente impegno legislativo e di governo. Dopo la nomina a Sottosegretario di Stato in prestigiosi dicasteri (Difesa, Industria e Partecipazioni statali), fu chiamato alla guida del Ministero dei Trasporti, del Lavoro, dei Lavori pubblici, della Pubblica istruzione, della Ricerca scientifica, delle Regioni. Con un piglio decisionista e con grande competenza e capacità di governo delle strutture ministeriali, portò avanti un’incisiva azione in ambito politico ed amministrativo. Le sue iniziative legislative furono di profonda rottura con il passato. Tra le sue battaglie politiche se ne ricordano diverse. Alla guida dei Lavori pubblici elaborò una riforma urbanistica avanzata, con una legislazione pioneristica che guardava, in chiave comparata, ad esperienze di altri Paesi. Il progetto di Sullo fu, però, duramente osteggiato, anzitutto, dalla DC che, presumibilmente, non comprese a fondo la portata rivoluzionaria della riforma sulliana. La predetta proposta di riforma, ancora oggi studiata ed apprezzata da fior di urbanisti, fu, quindi, accantonata. Per il Paese fu quella una grande occasione mancata. Alla Pubblica istruzione, durante il ’68, egli varò la riforma della maturità, contribuendo, inoltre, ad introdurre elementi di democrazia e di partecipazione nell’amministrazione delle scuole. Oltre ad essere stato un autorevole Ministro della Repubblica fu, al tempo stesso, uno scopritore di talenti politici, costruendo una classe dirigente che dall’Irpinia raggiunse i vertici dello Stato. Chiamò a sé, anzitutto, due giovani irpini che studiavano a Milano: Ciriaco De Mita e Gerardo Bianco; personalità di altissimo profilo politico e culturale che prima insieme e, poi, su posizioni dialettiche, hanno contrassegnato la storia repubblicana nel Partito dei cattolici ed al Governo del Paese. Fiorentino Sullo fu un meridionalista del fare. Egli seppe coniugare pensiero ed azione. Fu un acceso regionalista. Per lui le Regioni sarebbero divenute uno straordinario strumento di sviluppo per il Meridione, ma nel rispetto dell’equilibrio dei rapporti tra il centro e le autonomie. Da Ministro dei lavori pubblici e presidente dell’ANAS, si spese per infrastrutturare il Mezzogiorno, al fine di contribuire a creare, nelle predette aree, le precondizioni dello sviluppo e per agevolare, così, la localizzazione di insediamenti produttivi. La sua azione tendeva a porre il Sud in condizione di superare il divario rispetto al resto del Paese. Egli ha fornito un apporto preziosissimo alle iniziative pubbliche per la rinascita del territorio meridionale, nel primo e secondo dopoguerra e fino agli anni ‘80. E’ difficile, anzi, impossibile sintetizzare in pochissime righe il profilo di uno statista tra i più autorevoli della storia della Repubblica italiana. Il percorso dell’insigne statista democristiano meriterebbe ben altre trattazioni ed approfondimenti. Tuttavia, in occasione del centenario della nascita dell’On. Sullo, appare doveroso sottolineare il senso dello Stato, la profonda cultura politica e la cultura delle Istituzioni, la visione meridionalistica, la notevole capacità amministrativa e l’efficace ed incisiva azione legislativa e di Governo.

*vicecoordinatore regionale di FareAmbiente