Fisco: Ancot, da Forum proposte per migliorare rapporto con contribuente

57

Roma, 25 gen. (Labitalia) – Una serie di concrete proposte per migliorare in maniera considerevole il rapporto tra i contribuenti e l’amministrazione finanziaria nel segno dell’innovazione, della chiarezza e della semplificazione. Questa la sintesi delle indicazioni emerse dal Forum organizzato dall’Ancot, Associazione nazionale consulenti tributari, presso il Centro Congressi Cavour di Roma. Tra le proposte avanzate dall’Ancot nel corso del Forum è stato ribadito il reinserimento dei consulenti tributari, iscritti ai ruoli camerali del 30 settembre ’93, presso le commissioni tributarie. Nel corso del Forum, sono emerse anche le criticità avanzate da molti consulenti sul taglio dei compensi, in qualità di sportelli Caf, nonostante l’aumento del lavoro, e il problema delle sanzioni. Un altro tema emerso è quello della fiscalità locale e dall’eventuale aumento della imposizione fiscale.

“E’ importante – spiega il Celestino Bottoni, vicepresidente dell’Ancot, in occasione del Forum dell’Associazione – il coinvolgimento delle diverse categorie professionali nella definizione del contenzioso tributario. Sarebbe una iniqua e ingiustificata penalizzazione per le altre categorie, tra le quali la nostra che da anni chiede, al contrario, il superamento della limitazione e l’estensione del patrocinio. Nel contempo è stata chiesta l’ammissione anche dei consulenti tributari alla mediazione tributaria per i clienti di cui hanno tenuto la contabilità ed effettuato gli altri adempimenti, compresa la trasmissione delle dichiarazioni fiscali e che hanno già assistito in sede di accertamento con adesione”.

“Abbiamo chiesto – sottolinea – anche l’estensione generalizzata dell’obbligo del contraddittorio endoprocedimentale, anche per i tributi non armonizzati, pena la nullità degli accertamenti. Inoltre, per i visti leggeri si è richiesto il ripristino del precedente limite di 15.000 euro, al cui superamento si rende obbligatoria l’apposizione del visto di conformità che ad oggi non può essere effettuato da parte di tutti i consulenti tributari”.

“Con l’avvio della fatturazione elettronica – chiarisce – che stiamo cavalcando con un nostro portale con costi molto contenuti, rispetto al mercato, confidavamo nell’abrogazione di detto adempimento anche per una diminuzione dei costi riflessi della fiscalità. Si chiede la rimozione di quest’ultima ingiustificata penalizzazione per la categoria che può assistere il contribuente, elaborando e trasmettendo anche i relativi dichiarativi. Per l’Ini-pec l’Agenzia delle Entrate ha trovato un escamotage, provvisorio, vista la carenza normativa. Ciò nonostante se oggi si volesse utilizzare il canale pec per l’invio e ricezione delle fatture elettroniche molte categorie professionali non sono presenti nell’elenco perché non iscritte in ruoli e albi, tutto ciò nel mancato rispetto della legge 4 del 2013”.

“Per il 2019 – afferma Arvedo Marinelli, presidente nazionale dell’Ancot – abbiamo il timore di un nuovo aumento dell’imposizione fiscale. Purtroppo siamo rimasti scottati in passato dalla lieve diminuzione delle aliquote Irpef che sono state superate con gli aumenti delle addizionali regionali e comunali e dalle stesse imposte locali Tasi e Ici, tralasciando la Tari”.

Infine “per una semplificazione amministrativa, che auspichiamo da oltre un decennio, riteniamo che sia giunto il momento di una vera semplificazione che ridurrebbe la complessità dei dichiarativi rendendoli ad uso umano”.