Fisco: Ancot, in Lombardia più contribuenti che detraggono spese universitarie

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Roma, 31 ago. (Labitalia) – In Lombardia il numero più elevato dei contribuenti che hanno inserito nelle proprie dichiarazioni le detrazioni per aver sostenuto le spese universitarie. In questi giorni molti studenti sono alle prese con la decisione di quale indirizzo accademico intraprendere. Una decisione che tiene conto dei costi che gli studenti e quindi le famiglie devono sostenere nei diversi atenei italiani. Per le spese di istruzione universitaria è possibile chiedere, al momento della redazione della dichiarazione dei redditi una detrazione.

Da un’analisi condotta dall’Ancot-Associazione nazionale consulenti tributari su dati del Ministero delle Finanze emerge che in Italia sulla base delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 riferite ai redditi del 2016 sono stati complessivamente 1.534.507 i contribuenti che hanno indicato le spese sostenute per l’istruzione universitaria per un ammontare di 1.876.494.000 euro corrispondente a una media di 1.220 euro per ogni richiedente.

In Lombardia la media per ogni contribuente di spese per l’istruzione universitaria indicata nella dichiarazione dei redditi risulta essere pari a 1.510 euro e a seguire figurano: Veneto 1.370 euro; Trentino Alto Adige (P.A. Trento) 1.370 euro; Valle d’Aosta 1.350 euro; Emilia Romagna 1.330 euro; Liguria 1.320 euro; Piemonte 1.270 euro; Friuli Venezia Giulia 1.260 euro; Lazio 1.190 euro; Trentino Alto Adige (P.A. Bolzano) 1.180 euro; Toscana 1.170 euro; Campania 1.120 euro; Molise 1.120 euro; Sicilia 1.090 euro; Marche 1.090 euro; Calabria 1.060 euro; Umbria 1.050 euro; Basilicata 1.050 euro: Abruzzo 1.040 euro; Puglia 1.020 euro e Sardegna 930 euro.

“Nelle dichiarazioni dei redditi di quest’anno -ha detto Arvedo Marinelli presidente nazionale dell’Ancot- la detrazione delle spese universitarie è pari al 19% della spesa sostenuta per tasse, soprattasse per esami di profitto e di laurea, partecipazione a test d’accesso ai corsi di laurea senza limiti di importo per le università statali; per quelle private, invece, l’importo sul quale calcolare la detrazione è quello stabilito ogni anno dal decreto del MIUR in base agli importi medi di tasse e contributi nelle università pubbliche. I limiti individuati dal Ministero variano a seconda dell’area geografica nella quale è ubicata l’università e l’area disciplinare cui appartiene il corso d’istruzione”.

“È interessante analizzare la distribuzione sul territorio nazionale -ha detto Annamaria Longo, segretario nazionale dell’Ancot- delle spese per l’istruzione universitaria dove solo otto regioni hanno una media superiore a quella nazionale”.