Fisco: da Consulenti Lavoro vademecum per adempimenti anti-riciclaggio

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Roma, 23 mag. (Labitalia) – L’area Economia e Fiscalità del Dipartimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro ha redatto un ampio vademecum sugli adempimenti in materia di antiriciclaggio che i Consulenti del Lavoro sono tenuti a rispettare. Questi, infatti, devono adottare specifiche misure per l’adeguata verifica e la valutazione del rischio di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo nonché dimostrare alle Autorità di Vigilanza e agli Organismi di Autoregolamentazione che le stesse siano adeguate al rischio rilevato.

Nell’approfondimento si specifica, inoltre, che l’esenzione dall’obbligo di adeguata verifica, disposta dal riformato art. 17, comma 7, D. Lgs. n. 231/2007, vige per l’attività di mera redazione e trasmissione ovvero di sola trasmissione delle dichiarazioni derivanti dagli obblighi fiscali e degli adempimenti in materia di amministrazione del personale, di cui all’art. 2, comma 1, della legge 11 gennaio 1979, n. 12.

L’esenzione, quindi, non si applica a tutta l’attività di consulenza – strettamente necessaria ed indivisibile – ma interessa solo gli adempimenti in materia di amministrazione del personale. Sotto il profilo fiscale e contabile resta, infatti, esclusa la consulenza aziendale, amministrativa, contabile, tributaria e finanziaria. Considerata l’ampia portata della disciplina, il Consulente del Lavoro è tenuto ad effettuare sempre l’adeguata verifica del cliente quando ci sia il sospetto di riciclaggio o finanziamento del terrorismo o quando sorgano dubbi sulla veridicità dei dati forniti dal cliente, indipendentemente da qualsiasi esenzione o deroga.