Fisco e giustizia, meno controversie più pendenze. A Napoli e Roma il maggior numero di ricorsi

34

Calano le controversie tributarie nel 2020 ma, a causa dell’emergenza sanitaria, aumentano le pendenze. E’ questo, in sintesi, il quadro tratteggiato dal presidente del Consiglio di presidenza della Giustizia tributaria, Antonio Leone, nella relazione alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario al Senato. Le controversie pervenute al 31 dicembre 2020, riferisce Leone, sono state 151.400 con una significativa contrazione rispetto all’anno precedente, quando erano state 189.537, pari al 20,12 per cento in meno. Nel 2020 i ricorsi presentati presso le Commissioni provinciali sono stati 108.699, nel 2019 erano stati 142.522. Gli appelli nel 2020, invece, sono stati 42.701, nel 2019 erano stati 47.015. Il numero delle controversie decise nel 2020 è stato di 141.751, di cui 101.552 ricorsi e 40.199 appelli, con un calo pari al 37,86 per cento rispetto al 2019 quando erano state 228.141. Il calo a livello provinciale, con 68.805 controversie decise in meno, è stato pari ad un meno 40,39 per cento, mentre al grado regionale si è vista una contrazione di 17.591 decisioni, pari ad un meno 30,44 per cento. Con la minore definizione dei processi, dovuta all’emergenza sanitaria, si è verificato un aumento nel 2020 delle pendenze complessive di circa il 3 per cento, interrompendo il trend positivo degli ultimi anni di abbattimento dell’arretrato. Al 31 dicembre del 2020 pendevano complessivamente 345.262 controversie, a fronte delle 335.175 del 2019. Le Commissioni provinciali con il maggior numero di ricorsi pervenuti nel 2020 sono state quella di Roma, con oltre 12.300 ricorsi, e quella di Napoli, con 10.918 ricorsi. A Milano i ricorsi sono stati 5462. Le Commissioni provinciali della Campania hanno gestito nel 2020 circa il 20 per cento di tutto il contenzioso nazionale di primo grado. Per quanto riguarda gli esisti delle decisioni, va rilevata una prevalenza dei giudizi favorevoli all’Ufficio impositore, i quali, al netto della presenza media di un 14 per cento di sentenze con esito parzialmente favorevole ad entrambe le parti, si sono attestati ad una percentuale del 48 per cento.