Fishing tourism, la pesca sportiva vale oltre 10 mld in Europa. Il golfo di Napoli alla Fiera si Rimini

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Il pescatore con la canna in spalla non è più un cliché da cartolina. Oggi è un viaggiatore che prenota charter, lodge esclusivi e guide certificate. E soprattutto spende. Il cosiddetto fishing tourism si sta ritagliando uno spazio preciso nel turismo esperienziale europeo, muovendo miliardi e ridisegnando l’offerta di porti, destinazioni e operatori specializzati.
Il fenomeno sarà al centro di Pescare Show 2026, il salone internazionale della pesca sportiva e della nautica da diporto organizzato da Italian Exhibition Group, in programma alla Fiera di Rimini dal 13 al 15 febbraio 2026 (www.pescareshow.it).

I numeri: un volano per l’economia turistica

In Europa la pesca sportiva genera una spesa annua di circa 10,5 miliardi di euro tra viaggi, attrezzature ed esperienze. A stimarlo è la European Fishing Tackle Trade Association.
L’Italia si conferma tra i Paesi di riferimento: 2,5 milioni di pescatori sportivi e un mercato interno da circa 300 milioni di euro secondo Fipo. Il comparto si inserisce in un quadro più ampio: il turismo sportivo italiano nel 2024 ha raggiunto i 12 miliardi di euro, in crescita dell’8% sull’anno precedente, come rilevato dall’Osservatorio sullo sport system di Banca Ifis. A trainare il settore, oltre 550mila viaggiatori internazionali (+4,7% secondo le rilevazioni Enit/Banca d’Italia).
La pesca, insomma, non è più una nicchia marginale ma un segmento capace di intercettare la domanda di natura, sostenibilità ed esperienze autentiche lungo tutto l’arco dell’anno.

L’evoluzione dei porti turistici: da ormeggi a hub esperienziali

Il cambiamento è evidente anche nella portualità. Secondo Assonat, i marina italiani stanno registrando una trasformazione della domanda: meno diportisti fai-da-te, più clientela internazionale – in particolare dagli Stati Uniti – alla ricerca di charter professionali, assistenza tecnica e servizi di alto livello.
La pesca sportiva diventa così una leva strategica per ampliare l’offerta. I porti non sono più solo luoghi di ormeggio, ma hub turistici capaci di collaborare con chef, musei e strutture ricettive per valorizzare l’identità del territorio. Un elemento chiave è la destagionalizzazione: i flussi legati alla pesca si distribuiscono durante tutto l’anno, mantenendo vivi i porti anche fuori stagione.

Sostenibilità e catch & release

Il nuovo turista-pescatore è attento all’impatto ambientale. La pratica dominante è il catch & release, cattura e rilascio, affiancata da innovazioni green come motori elettrici per una navigazione silenziosa.
Una sensibilità che coinvolge anche i marina, sempre più orientati verso investimenti in gestione dei rifiuti, impianti fotovoltaici e tutela dell’ecosistema marino.

Le mete in vetrina a Rimini: dalle Alpi al grande Nord

A Pescare Show 2026 il viaggio attraversa l’Europa partendo dai paradisi nordici. La Danimarca sarà protagonista con l’isola di Fyn e l’arcipelago di Langeland e Ærø, considerati la capitale della trota di mare grazie al progetto trentennale di ripristino ambientale Havørred Fyn. Tra le strutture di riferimento, il Denmark Fishing Outdoor Lodge, che offre accesso esclusivo ad acque private per la pesca al luccio.
Per chi punta all’avventura estrema, Go to Fish propone itinerari personalizzati verso la Norvegia per la pesca a halibut e merluzzo, fino alle acque della Groenlandia per i salmerini artici.
In Italia l’offerta unisce biodiversità e servizi professionali. Il Trentino mette in rete 300 laghi alpini e 2.000 chilometri di corsi d’acqua grazie alle Trentino Fishing Guide, prenotabili anche via smartphone. In Friuli Venezia Giulia, Carnia Fishing Guide promuove un modello di turismo lento e no-kill, dove la pesca diventa strumento per scoprire storia ed enogastronomia locale.
Il Sud risponde con il Mediterraneo in versione premium: nel Golfo di Napoli, Virada Fishing Experience propone uscite esclusive a bordo del Pursuit 3100 Offshore, coniugando pesca sportiva professionale e scenario partenopeo.
Il messaggio è chiaro: la canna da pesca non è più solo attrezzatura sportiva, ma passaporto per un turismo che cresce, si diversifica e punta sulla qualità.