Fisica, arriva l’acceleratore che svela i nuovi segreti dell’arte

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Un acceleratore di nuova generazione – piccolo, preciso e potente – frutto della collaborazione tra l’Istituto nazionale di Fisica nucleare e il Cern di Ginevra dedicato interamente ai beni culturali: sarà realizzato all’Opificio delle Pietre Dure di Firenze e aiuterà esperti e ricercatori a studiare in modo non invasivo, svelando nuovi segreti, le opere d’arte e i reperti storici, tra cui capolavori di Leonardo da Vinci, Raffaello e Andrea Mantegna. Il progetto ha un finanziamento di 1,7 milioni di euro e vede la collaborazione di Infn e del Cern. Si tratta del progetto “Machina” (Movable Accelerator for Cultural Heritage In-situ Non-destructive Analysis) per la costruzione, ai laboratori dell’Opificio delle Pietre Dure (Opd) di un acceleratore compatto trasportabile, basato sulla tecnologia di quadrupolo a radiofrequenza (Hf-Rfq) sviluppata al Cern, da dedicare a tempo pieno agli studi di diagnostica non invasiva per il restauro e lo studio dei materiali di reperti storici e opere d’arte. Negli ultimi anni, le tecniche diagnostiche per lo studio dei beni culturali hanno avuto un grande sviluppo tecnologico che ha portato a un incremento delle richieste di supporto scientifico da parte di storici dell’arte, archeologi, restauratori, curatori e altri esperti di beni culturali.