Ricerca, fisica quantistica e vulcani: meeting internazionale a Pompei

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in foto da sinistra G.Zuchtriegel, P. Silvestrini (pres. Eudora), B. Ruggiero (pres. Com Scient. Eudora), T. Calarco (Università di Bologna), I. Rendina (Dir. Isasi Cnr - Eudora)

Nel cuore millenario di Pompei si è parlato di futuro. L’Auditorium del Parco Archeologico ha ospitato il convegno internazionale “Quantum Nexus – Timeless Entanglement”, dedicato agli scenari aperti dalla seconda rivoluzione della fisica quantistica e alle sue applicazioni in campi che vanno dalla vulcanologia alla finanza, fino alle comunicazioni crittografiche. L’iniziativa è stata organizzata dall’Associazione Eudora, presieduta dai fisici Berardo Ruggiero (Cnr-Isasi) e Paolo Silvestrini (Università della Campania Luigi Vanvitelli), insieme a Francesco Sangiovanni, in collaborazione con il Parco Archeologico.

L’apertura con il messaggio della ministra Bernini
L’evento, che ha riunito 100 scienziati e ricercatori, è stato aperto da un videomessaggio della Ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini: “Oggi celebriamo l’idea che scienza e patrimonio culturale possano parlare la stessa lingua. La fisica quantistica ci mostra che le relazioni possono essere più forti della distanza e del tempo. La cultura scientifica è parte integrante della nostra identità culturale; scegliere Pompei come sede, davanti a un patrimonio che racconta Roma e il Mediterraneo, rende questo messaggio ancora più forte”.

Le tecnologie al centro della seconda rivoluzione quantistica
Il convegno ha ripercorso le basi teoriche e gli esperimenti che hanno condotto alla fisica quantistica macroscopica contemporanea, presentando le tecnologie che costituiscono il nucleo di questa nuova rivoluzione: dal computer quantistico alle piattaforme fotoniche, fino ai gravimetri quantistici, settore in cui l’Italia mantiene una tradizione riconosciuta a livello internazionale.

Tempo e percezione: l’intervento di Zuchtriegel
A introdurre i lavori è stato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, con un intervento dedicato al concetto stesso di tempo: “Che cosa sia veramente il tempo viene raramente chiesto nelle discipline storiche che analizzano il tempo passato. S. Agostino diceva che la nostra percezione del tempo è basata su un’illusione, e recenti studi quantistici arrivano a conclusioni sorprendentemente simili”.

Gravimetri quantistici e vulcani: la ricerca dell’INGV
Tra gli interventi più seguiti quello di Stefano Branca dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, che ha illustrato il ruolo dei gravimetri quantistici nel monitoraggio vulcanologico: “I movimenti delle masse possono essere superficiali, come quelli degli acquiferi, oppure riguardare corpi magmatici che dal profondo si spostano verso la superficie. Il gravimetro quantistico, con la sua precisione elevatissima, riesce a rilevare anche masse piccole, permettendo di seguirne gli spostamenti nello spazio e nel tempo”.

I Nobel e la scuola napoletana di Superconduttività
All’appuntamento hanno preso parte anche quattro premi Nobel per la Fisica – Anthony J. Leggett (2003), John Michael Kosterlitz (2016), Giorgio Parisi (2021) e Michel Devoret (2025) – collegati da remoto. Durante il dibattito significativo il confronto tra Devoret, Leggett, Pascazio, Ruggiero, Tafuri e Silvestrini sulle prospettive delle tecnologie quantistiche per piattaforme superconduttive e sul ruolo storicamente centrale della scuola napoletana di Superconduttività.

QKD: la chiave quantistica che mette al sicuro i dati
Un altro tema cruciale ha riguardato la sicurezza dei dati con la tecnologia QKD, Quantum Key Distribution. Francesco Cataliotti, referente del Cnr Firenze per i sistemi applicativi quantistici, ha spiegato: “La QKD permette di trasmettere chiavi che poi possono essere usate per criptare qualunque tipo di dato, dalla finanza alla salute, fino alle comunicazioni dello Stato, impedendo ogni intercettazione o tentativo di hackeraggio”.

L’ultimo appuntamento dell’Anno internazionale della Scienza Quantistica
Il convegno ha rappresentato l’ultimo grande appuntamento legato a “2025 – Anno internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica”, iniziativa promossa da Unesco e Nazioni Unite per accrescere la consapevolezza sull’impatto della fisica quantistica nelle tecnologie e nella vita quotidiana. Pompei, ancora una volta, si conferma un luogo dove la