Foiano di Val Fortore: Feo Fest-Terre Nostre. La fiammella non si spegne aspettando l’alba del 2023

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Cosa accade quando finisce un festival? Quando il sipario cala e, dopo gli applausi, tutto intorno si fa silenzio? Feo Fest – Terre Nostre, contest ecologico – culturale che si è appena concluso a Foiano di Val Fortore (Bn) prova a raccontarlo dopo aver puntato il suo folto programma su workshop formativi, green revolution, spettacoli “poliartistici”, esperienze olistiche in natura, enogastronomia locale, ma soprattutto sul concetto di sostenibilità non solo ambientale, ma anche economica e culturale.
Il festival, ormai alla sua seconda edizione e che ha avuto luogo dal 23 al 28 agosto 2022, ha trovato fecondo patrocinio nel piccolo comune fortorino, con alla guida il Sindaco Dott. Giuseppe Antonio Riuggiero ed è stato ideato dal Collettivo_Gea per la direzione artistica di Alessandra Facchiano, Angela Cerritello e Matteo Fioretti.
Foiano di Val Fortore, al di là della dedizione già, e da lungo tempo, profusa in termini ecologici, con l’edizione 2022 di Feo Fest percorre la strada della sensibilizzazione attraverso arte e cultura, da intendere in senso trasversale e dinamico, aperto al “fare”. Mettere al centro le persone e responsabilizzarle: è così che un festival non si consuma nel momento della sua messa in opera, ma si configura come testamento, rendita. Tutte le sezioni del contest sono andate convergendo verso il racconto di un’ecologia non più “astratta”, lontana o impalpabile, ma di un microcosmo-paese sempre in contatto con l’ambiente. E’ sotto questa bandiera che si è saldato anche il corpus degli spettacoli che hanno visto avvicendarsi sul palco musicisti del calibro di Riccardo Tesi e Maurizio Geri, maestri internazionali della world music, Enzo Nini, ospite d’onore con Leonardo Maietto e Antonio Cicoria del concerto per danzatori Le Cinque Stagioni di e con Matteo Fioretti e Margherita Dotta. E ancora Gianni Valentino e Lello Tramma con Totò Poetry Culture, viaggio tra le poesie del Principe De Curtis rivisitate in chiave “elettronica”, fino ad arrivare ad I Villani, per la regia di Daniele De Michele, film documentario e intimo racconto sulle realtà coraggiose, ostinate della pesca e agricoltura di sussistenza.  E ancora omaggio a Philip Glass, padre della musica minimalista, con le flautiste Alessandra Facchiano ed Elisabetta Loconsole e suggestivo congedo con il Concerto all’Alba assieme a Sara Jane Ceccarelli e Lorenzo De Angelis. Ad animare, poi, “in notturna” il borgo antico di Foiano di Val Fortore è stata HUMANA, opera di video arte diffusa che, attraverso un percorso di luci architetturali e proiezioni, ha raccontato la genetica e l’identità della comunità che ha ospitato il festival.  L’ecosostenibilità, dichiarata o appena sussurrata, è stata il punto in cui il tutto è andato a collimare. A venirne fuori è stato un affresco compatto, ma, al contempo, variegato che si è confrontato con modalità artistiche diverse eppur sensibili all’inter-relazione. 0
Ma non solo, Feo Fest – Terre Nostre è stata anche l’occasione per innamorarsi delle eccellenze del complesso agricolo fortorino con le sue specialità culinarie e i prodotti nati dalla tradizione. Il Collettivo-Gea si è mosso in promozione di un circuito economico in grado di non consumarsi nelle giornate del festival, ma sfondare verso più ampi orizzonti grazie ad una rete aperta con le filiere del territorio e le aziende impegnate in produzioni attente al km zero, alla filiera corta, alle materie prime antiche.E allora cosa accade quando finisce un festival? Soprattutto quando corale, soprattutto quando partecipato? Accade che quella fiammella accesa non si spegne, continua a bruciare. Accade che cultura e arte fanno da scia per scoprire e riscoprire un territorio, quale quello del Fortore, che ha tanto da raccontare. Perché il futuro si costruisce in potenza e il Fortore è terra di potenzialità.