Fondazione Biagio Agnes, a Sorrento il forum su turismo e cultura. Premiati Isoardi e Montefusco

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In foto Simona Agnes

Identità, scoperta, ricerca del benessere. Le vacanze sono sempre più un mix di esperienze sensoriali e le identità culinarie diventano un attrattore, una vetrina di un territorio che si svela con tutte le sue peculiarità culturali e artistiche. Questi i temi salienti della IV edizione del Forum “Turismo e Cultura” promosso dalla Fondazione Biagio Agnes in collaborazione con Scabec (Società Campana Beni culturali), che si terrà a Sorrento e Piano di Sorrento da venerdì 22 a domenica 24 novembre.
La manifestazione si avvale del patrocinio del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Campania, del Comune di Sorrento, del Comune di Piano di Sorrento, di Federturismo Confindustria, di Federalberghi e Federalberghi Campania.
Secondo gli ultimi dati diffusi da Coldiretti, negli ultimi tre anni un italiano su tre ha realizzato almeno un viaggio motivato dall’enogastronomia e uno su cinque ha scelto la meta in base al cibo. Il turista che si muove sulla scia dei sapori è un consumatore esperto, esigente e informato, per questo motivo l’interesse per l’offerta enogastronomica è diventata anche uno stimolo per ideare strategie innovative di sviluppo in prospettiva di posti di lavoro e nuove figure professionali.

Momento clou della manifestazione sarà una tavola rotonda, che si terrà sabato 23 novembre alle ore 11 presso Villa Fondi, a Piano di Sorrento. Si parlerà di: “Gastronomia e territorio: un mix vincente per le vacanze”. Villa Fondi, che sovrasta lo splendido Borgo della Marina di Cassano, è una dimora costruita in stile neoclassico nel 1840 dal principe di Fondi Giovanni De Sangro. La struttura acquisita dal Comune di Piano di Sorrento ospita, all’interno delle sue sale, il Museo Archeologico Territoriale intitolato all’archeologo Georges Vallet allestito dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta (vedi la nota sotto). Partecipano all’incontro: Isa Grassano, giornalista e scrittrice; Fabrizio Raimondi, responsabile delle relazioni esterne del Consorzio del Parmigiano Reggiano e giornalista; Roberto Rocca, dirigente generale del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo; Manuela Soressi, giornalista freelance specializzata in food&beverage; Claudia Sorlini, professore emerito di Microbiologia agraria presso l’Università degli Studi di Milano e Presidente della Casa dell’Agricoltura; Mariagrazia Villa, docente dell’Università Iusve di Venezia e di Verona e dell’Università di Parma, giornalista esperta di enogastronomia.
Modererà l’incontro Monica Marangoni, giornalista e conduttrice Rai. Ogni anno la Fondazione Biagio Agnes assegna un riconoscimento a personalità che si siano distinte per la capacità di sensibilizzare l’attenzione su tematiche legate al turismo e agli interessi culturali ad esso correlati e per aver stimolato e arricchito la conoscenza in una prospettiva di apertura alle varie tipologie, tangibili e intangibili, di patrimonio culturale.
Al termine della tavola rotonda riceveranno il premio Elisa Isoardi, conduttrice della Prova del cuoco, per la sensibilità mostrata verso la divulgazione di una cultura enogastronomica come valore, attenta al benessere e alla sostenibilità e Antonino Montefusco, Executive Chef del Grand Hotel Excelsior Vittoria di Sorrento, già Stella Michelin nel 2017, per la ricerca costante dei sapori di una volta e la rielaborazione in chiave moderna, partendo da un’attenta analisi delle materie prime del territorio.

Villa Fondi e il Museo archeologico George Vallet
di Tommasina Budetta

In foto Villa Fondi a Sorrento

Villa Fondi, posizionata su un suggestivo costone tufaceo a picco sul mare sopra la Marina di Cassano, in una delle posizioni panoramiche più belle della penisola sorrentina con vista sul golfo di Napoli e il Vesuvio, rappresenta uno dei numerosi gioielli architettonici del golfo. E’ stata costruita in stile neoclassico nel 1840 dal principe Di Fondi Giovanni De Sangro. All’interno delle sue splendide sale ospita il Museo Archeologico Territoriale intitolato all’archeologo Georges Vallet, allestito dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta d’intesa con il Comune di Piano di Sorrento.

Le ragioni di una scelta
Questo Museo Archeologico nasce dall’esigenza di raccogliere la documentazione relativa alle conoscenze storiche e archeologiche dell’intero territorio secondo criteri moderni e scientifici. L’idea di un “percorso” per illustrare e rendere fruibili i vari siti ragionando “per contesti” si è attuata con l’apertura di uno spazio museale la cui istituzione ha fornito un contributo all’approfondimento dei temi archeologici relativi al territorio, esponendo l’ampio e articolato corpus di materiali, frutto della ricerca archeologica svolta nella penisola. A ciò va aggiunto lo sforzo di presentare anche materiali dispersi nelle varie collezioni, da quelle del Museo Archeologico di Napoli a quelle private.

Il mito e la storia

Riflessi certi della grecità della Penisola sono le tradizioni sui santuari delle Sirene e di Atena, ubicati rispettivamente a Sorrento (il nome Sirene resta a Li Galli, i due scogli di fronte Positano) e sul promontorio di Punta Campanella. Per questo periodo (fine VII-VI a.C.), in mancanza di più precise indicazioni delle fonti, soccorre l’archeologia che mostra come la Penisola sia stata culturalmente influenzata dalle componenti greche e soprattutto etrusche. Ristrutturatasi, al pari di Pompei, come centro urbano in età sannitica, Sorrento visse poi, in età romana, un nuovo momento di splendore, testimoniato dal livello altissimo dei suoi monumenti. In età imperiale, così come per Capri, l’elemento principale di attrattiva per i Romani fu la bellezza del paesaggio che determinò il fiorire di moltissime ville marittime lungo tutta la costa.

La ricerca archeologica

Punto di partenza è la carta archeologica del comprensorio territoriale pubblicata nel lontano 1946 nel volume “Surrentum” all’interno della serie Forma Italiae, a cura di P. Mingazzini e di F. Pfister. Essa racchiude in una sintesi grafica e cartografica tutte le presenze archeologiche note sia dai dati d’archivio che dai ritrovamenti, quasi sempre occasionali, effettuati fino a quella data. I materiali archeologici rinvenuti sono andati dispersi in varie collezioni private e soltanto in minima parte sono confluiti nel Museo Nazionale di Napoli e nel locale Museo Correale di Terranova.
In seguito le successive tappe della ricerca archeologica sono state segnate dalle campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta delle necropoli di S. Agata sui due Golfi (1994) e di via Nicotera a Vico Equense (1985-2006) e dallo scavo della necropoli eneolitica di Piano, loc. Trinità (1990), che hanno consentito di disegnare un quadro sempre più preciso del popolamento e dell’organizzazione socio-economica del territorio. I numerosi saggi di scavo, negli anni 90, hanno consentito l’aggiornamento della pianta topografica dell’antica Surrentum individuando l’articolazione urbanistica delle varie fasi di occupazione del sito. Per quanto riguarda le grandi ville d’otium che popolavano la costa, lo scavo a Marina della Lobra in Massalubrense ha permesso di recuperare e di esporre uno dei ninfei a mosaico in terzo stile pompeiano più rappresentativi e meglio conservati di tutta la Campania antica.

Il percorso museale

Il percorso prende l’avvio a piano terra, nella sala dominata dalla grande scala, dove è stato ricostruito il tumulo funerario (mnema) del re Liparos, mitico fondatore di Surrentum. Esso è costituito da quattro leoni ed una stele in tufo. Di seguito, al piano superiore continua il percorso con lo spazio dedicato agli scavi condotti nel Comune di Piano di Sorrento, in località Trinità, relativi ad un insediamento della cultura del Gaudo (III millennio a.C.), e dalle necropoli arcaiche e classiche di Massalubrense (S. Agata sui due Golfi, Loc. Deserto),di Vico Equense (via Nicotera) e di Sorrento. Straordinari in questa sala sono i reperti dei corredi dalla tomba n.2 di S. Agata, datati al VI sec. a.C., della quale si ripropone la ricostruzione, e la ceramica attica a figure rosse dei corredi di Vico Equense, datata alla prima metà del V sec. a. C.. Un’intera sezione è dedicata ai culti e alle iscrizioni, con una selezione del materiale del santuario di Atena sulla Punta della Campanella, insieme al calco dell’iscrizione scolpita sulla roccia datata alla prima metà del II sec. a. C.. Sempre da Massalubrense, è esposta una splendida testa marmorea del VI sec.a.C. Si prosegue con l’obiettivo di affrontare la problematica della formazione della città di “Surrentum”, presentando per la prima volta l’aggiornamento della carta topografica con l’ubicazione di tutti i saggi e le strutture emerse negli ultimi interventi di archeologia urbana condotti dal 1993 ad oggi, con una selezione dei materiali provenienti dalla città. Le necropoli di Sorrento sono per la prima volta illustrate scientificamente grazie ai risultati della campagna di scavo iniziata nel 1998 e ancora in corso, eseguita fuori Porta Parsano. Di straordinaria espressività è il trapezoforo di tufo raffigurante un’erma maschile, trasposizione “provinciale” di modelli colti, pertinente alla mensa funeraria del colombario di prima età imperiale emerso nella necropoli. Tra i reperti della necropoli di età romana, oltre ad una selezione delle columelle antropomorfe, si espongono anche i balsamari di vetro e di terracotta mentre la fase di IV sec. a.C. è rappresentata da un ricco corredo costituito da interessanti vasi a figure rosse, tra cui spicca un bel piatto da pesce. Una novità rappresentano le due statue funerarie provenienti dallo scavo condotto nel 2009 della necropoli in Via Nicotera di Vico Equense risalenti al I sec.d.C.
Sempre nella stessa sala è una sezione dedicata alle ville marittime di età romana con gli splendidi rilievi marmorei, tra i quali quello integro con la raffigurazione del sacrificio a Diana del I sec.d.C, i capitelli di marmo della villa di Capo di Massa in contrada Villazzano e il plastico della villa c.d. di Pollio Felice. Scendendo al piano terra, al lato sinistro della scala è esposta la statua colossale ritrovata a Sorrento, nel 1971, nell’area dell’attuale albergo Royal, raffigurante una figura femminile, forse Demetra, pertinente ad una villa di età imperiale. Il percorso museale termina all’esterno della villa, nel giardino del parco, dove la ricostruzione dello splendido ninfeo a mosaico di una delle ville marittime romane, ritrovato a Massalubrense in località Marina della Lobra, accoglie il visitatore.
Il ninfeo, unico per stato di conservazione e sviluppo architettonico, è una realizzazione a mosaico in pasta vitrea di alcuni tra i temi ricorrenti della pittura del cosiddetto terzo stile pompeiano quali quello del giardino fiorito popolato di uccelli riquadrato da figure allegoriche, il fondo marino con pesci e i quadretti di natura morta, il tutto databile intorno al 55 d.C.

SCHEDA
Il Museo Archeologico “Georges Vallet” di Piano di Sorrento, è un museo statale e fa parte dei musei del Polo Museale della Campania.
Direttore del Polo Museale, Anna Imponente
Direttore del Museo “Vallet”, Tommasina Budetta
Per info e prenotazioni: 0039- 081 8087078; pm-cam.georgevallet@beniculturali.it