Fondazione Carrefour partner del Refettorio Sociale di Napoli. Batista: Col cibo combattiamo l’esclusione

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In foto Massimo Bottura

Fondazione Carrefour è partner del Refettorio Stellato che lo chef Massimo Bottura ha aperto a Napoli qualche giorno fa. Una collaborazione virtuosa i cui dettagli sono illustrati da Anyka Batista, responsabile Programmi Internazionali della Fondazione, in una intervista rilasciata in esclusiva a ildenaro.it.

Come nasce il progetto e perché?
Crediamo nella gastronomia sociale – puntiamo ad usare il cibo come mezzo per combattere l’esclusione. La Fondazione lavora con Food for Soul dal 2016, partner con cui abbiamo realizzato il progetto di Gastromotiva, il Refettorio di Rio de Janeiro, per trasformare il cibo in eccesso in pasti per i bisognosi e formare i giovani delle favelas nel campo della ristorazione. Ogni sera vengono serviti 80-100 pasti ai bisognosi del distretto di Lapa. Poi, nel marzo 2018, abbiamo continuato con la ristrutturazione del Refettorio Paris, che ora serve anche 100 pasti a sera. I punti vendita Carrefour donano cibo ad entrambi i ristoranti, oltre 100 dipendenti si sono già offerti volontari come camerieri e la Fondazione provvede a cofinanziare i lavori di ristrutturazione, le attrezzature, i costi operativi quando necessario.

Come si sviluppa la partnership napoletana con Bottura?
La Fondazione ha una partnership diretta con Made in Cloister. Food for Soul mette a disposizione le competenze per la creazione del ristorante sociale. Questi ristoranti non si limitano ad accogliere gli ospiti e a servire i pasti, ma vogliono essere spazi di accoglienza per creare poli comunitari di cultura e inclusione sociale.

Perché avete scelto Napoli per questo Refettorio Sociale?
Questo progetto si inserisce nella dinamica strategia di rigenerazione urbana guidata da Made in Cloister. La Fondazione ha scelto di sostenere questo progetto perché è vicina ai punti vendita Carrefour, che ne faciliteranno la logistica delle eccedenze alimentari e la creazione di sinergie con i dipendenti.

Voi siete in prima linea da anni contro lo spreco alimentare. Che vantaggi produrrebbe una seria politica in tal senso?
La lotta allo spreco alimentare rappresenta una delle maggiori sfide globali contemporanee, nonché un enorme problema per la sostenibilità ambientale, sociale ed economica del nostro pianeta. Carrefour ha un ruolo centrale nel settore della GDO ed è consapevole della responsabilità sociale legata a questa posizione. Per questo motivo siamo in prima linea nella lotta allo spreco alimentare, lavorando costantemente in questa direzione anche attraverso l’ideazione e l’implementazione di sinergie come quella in atto con Food for Soul, un progetto che, veicolando un forte messaggio di inclusione sociale e accesso democratico al cibo, comporta anche la generazione di valore. L’impatto ambientale registrato in fase di produzione viene infatti duplicato in fase di distruzione, processo al quale sarebbe destinata l’eccedenza di cibo, senza creare valore aggiunto. Destinando il cibo ad attività come quella che presentiamo qui oggi, interveniamo quindi in maniera positiva nella catena del valore. Collaborazioni di questo genere sono inoltre del tutto coerenti con la strategia di Transizione Alimentare, implementata a livello di Gruppo e in Italia e orientata a garantire a tutti l’accesso al cibo di qualità.

Può illustrare altri progetti che vedono protagonista Fondazione Carrefour?
La nostra missione è aiutare i più bisognosi ad avere accesso a cibo sano e di qualità. Lavoriamo senza scopo di lucro in diversi programmi di solidarietà alimentare – i principali esempi includono lo sviluppo agricolo e la formazione degli agricoltori in Cina, integratori alimentari per neonati e giovani madri in Romania, orti scolastici nelle zone rurali dell’Argentina, formazione nel settore alimentare (in particolare panetteria, macelleria e ristorante) in Francia. La Fondazione è anche uno dei principali partner di Banco Alimentare in tutto il mondo. Lo scorso anno i punti vendita Carrefour hanno donato oltre 164 milioni di pasti ai bisognosi di 10 paesi. Abbiamo anche campagne di raccolta per le associazioni di aiuto alimentare. La Fondazione interviene anche in seguito a calamità naturali e catastrofi, come il recente tsunami in Indonesia o l’ultimo terremoto in Italia, donando prodotti alimentari alle vittime.