Fondazione Maugeri pensa al futuro, sostegno a ricerca e associazioni

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Milano, 17 nov. (AdnKronos Salute) – Sostegno alla ricerca medica, confermando un impegno che dura da oltre 50 anni, ma anche al mondo delle associazioni attive sul territorio pavese. La Fondazione Salvatore Maugeri (Fsm) ripensa così il suo futuro in occasione del 112esimo anniversario dalla nascita del ‘papà’ dell’ente, Salvatore Maugeri, pioniere della medicina del lavoro. “Obiettivi ridefiniti” ma nel solco della tradizione, fedeli alla missione indicata dal fondatore, annuncia il presidente di Fsm Gualtiero Brugger, durante la giornata in cui nella cappella dell’Irccs Pavia è stata celebrata una messa in ricordo della prematura scomparsa di Aldo Maugeri, figlio di Salvatore, nel luglio 2014.

La Fondazione torna a parlare del proprio ruolo nella ricerca dopo il passaggio – il 1 ottobre 2016 – delle attività sanitarie alla controllata Ics Maugeri Spa Società Benefit, di cui Fsm detiene circa il 70% del capitale, mentre il restante 30% è in mano al fondo britannico Trilantic Capital Partners.

“La Fondazione – spiega Brugger che la guida dall’ottobre 2014, al timone durante tutta la fase della ristrutturazione e della sistemazione concordataria dell’indebitamento – oggi ha come scopo il finanziamento della ricerca, innanzitutto a beneficio della controllata Ics Maugeri, ma non solo. Fsm sta focalizzando la propria attenzione su progetti di promozione in ambito strettamente medico-scientifico, ma anche in ambito sanitario più in generale. Progetti che arrivino dal mondo sociale e dell’associazionismo, specialmente delle famiglie dei pazienti. Un’attività che abbiamo iniziato – sottolinea – con un’opera di osservazione, sollecitazione, discussione di progetti, anche attraverso le informazioni che giungono tramite Ics Maugeri, capillarmente e operativamente presente sul territorio”.

Secondo Chiara Maugeri, vicepresidente di Fsm e nipote di Salvatore, “anche in questa sua ‘seconda vita’ la Fondazione mantiene chiari i valori fondanti, di attenzione alla persona, che nel 1965 spinsero Salvatore Maugeri a essere iniziatore di un’istituzione in grado portare i risultati della ricerca medica laddove servivano, ossia nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, per migliorarne le condizioni ambientali. Gli stessi valori – evidenzia – che poi lo spinsero ad ampliare lo spettro delle cure, ponendo le basi per una moderna medicina riabilitativa che affrontasse disabilità e cronicità con lo scopo di offrire una migliore qualità di vita”.

“Una missione che continua ancora oggi – conclude Brugger – con il contributo dei suoi discendenti che, anche nel momento più acuto della crisi, hanno sempre voluto garantire soluzioni che conservassero intatto il perimetro della attività cliniche e dell’occupazione, a Pavia e non solo”.