Fonderie Pisano, protesta degli operai davanti al Tribunale di Salerno

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Al grido di “rivogliamo il nostro lavoro”, questa mattina, si sono ritrovati gli operai delle Fonderie Pisano, dinanzi al tribunale di Salerno. Hanno esposto uno striscione e hanno lasciato, alcuni di loro, le proprie scarpe davanti l’ingresso del Tribunale. “L’azienda – spiega il segretario provinciale Cgil Francesca D’Elia – era riuscita a dimostrare che non inquinava e dover apprendere che resta chiusa per molestie odorose, è stato un grande colpo per i lavoratori e per tutti noi. Le scarpe sono il simbolo di questi odori che in qualche modo sono molesti, ma per me sono anche il simbolo della disperazione di questi lavoratori. Faremo ancora dei passaggi per quanto riguarda gli ammortizzatori in deroga in attesa della presentazione da parte dell’azienda del Riesame. Vogliamo che si faccia una interrogazione parlamentare sulla vicenda e, inoltre, sollecitiamo l’istituto tumori per avere la casistica delle patologie presenti sull’area. Intanto vi è la permanenza della procedura di licenziamento che mercoledì arriverà al suo trentesimo giorno di scorrimento”. Al presidio ha preso parte anche Angela Petrone, la moglie di uno dei lavoratori nonché simbolo di questa protesta. “Io – dice – sono stata la prima a togliermi le scarpe. Mi incatenerò vicino la fornace e non me ne andrò finché verrà qualcuno a dirmi che è stata trovata una soluzione. Non ci serve la solidarietà. Con quella non mangiamo. Anche i pannolini dei neonati puzzano, ma nessuno dice alle donne di non partorire”. Intanto, questa mattina, al bar Verdi, il comitato e associazione Salute e Vita ha tenuto una conferenza stampa dove sono state illustrate alcune iniziative. “Il 29 ottobre – sottolinea il presidente Lorenzo Forte – faremo all’Eco Bistrot un incontro dal tema “Senza salute non c’è lavoro”. al quale parteciperanno anche alcuni esperti che verranno da Napoli, Genova e Taranto. Abbiamo invitato oggi pubblicamente anche i sindacati a partecipare perché siamo aperti al confronto”. “Inoltre – rimarca Forte – vogliamo ricordare all’assessore Fulvio Bonavitacola che abbiamo chiesto, da oltre sei mesi, di convocare il tavolo tecnico di monitoraggio ambientale”.