Fondi agli atenei, Italia spaccata un due. Paralisi per le università del Sud

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Il nuovo decreto di riparto dei “punti organico per le università nasconde “insidie mal celate” a danno degli atenei del Sud che risultano “perdenti“. Lo afferma Link coordinamento universitario sulla base di un’analisi dei risultati provocati dal decreto. “Il decreto è simile a quello dell’anno scorso con due importanti novità: la prima è il tetto minimo garantito agli atenei che riceveranno almeno il 30% dei punti organico dell’anno precedente. Il secondo aspetto è il tetto massimo al turn over che quest’anno non è definito solo a livello di sistema (al 50%) ma anche a livello di ateneo (al 110%)“. “Analizzando la tabella della distribuzione dei punti organico – spiega la nota – la situazione appare in miglioramento rispetto a quella dell’anno scorso. Diminuisce il numero degli atenei non virtuosi ed in generale tutti gli atenei incrementano i punto organico ricevuti rispetto all’anno scorso“.

Alberto CampaillaIl crollo degli atenei del Sud

“Ma purtroppo le apparenze ingannano – afferma Alberto Campailla, portavoce di Link Coordinamento Universitario – e ancora una volta ad uno studio più attento si comprende come in realtà il criterio di distribuzione premiale stia provocando forti danni nella direzione di un ridimensionamento selettivo del sistema universitario italiano. Questo studio più approfondito lo dobbiamo a Beniamino Cappelletti Montano che ha confrontato i punti organico ricevuti da ogni università con quelli che le spetterebbero se il tetto del 50% fosse stabilito a livello di ateneo e non di sistema e quindi in assenza di logiche premiali. I dati che ne risultano sono tutt’altro che positivi. Alcune università perdono più di dieci punti organico: Palermo -14.63, Napoli Federico II -14.10, Messina -10.63, Roma La Sapienza -12.92. Perde di nuovo anche Bari che non raggiunge il tetto di meno dieci punti organico ma si attesta su un risultato negativo di -8.98“.

Impossibili nuove assunzioni

L’analisi di Montano evidenzia inoltre un altro dato dato eclatante: la perdita di potere assunzionale da parte degli atenei segue una dinamica territoriale marcata che sfavorisce alcune regioni rispetto ad altre. Emblematico il caso di Sicilia e Lombardia dove mentre la Sicilia perde 29 PO le università lombarde guadagnano tutte, per un totale di 45 PO. Si nota come il fenomeno si estenda oltre le regioni e denoti una spaccatura in due aree del paese che mostra la tendenza del centro nord a sottrarre risorse agli atenei meridionali che hanno un turn over medio del 41% contro il 59% del centro nord, con uno stacco di ben 18 punti percentuali. “Viene quindi confermata la frammentazione di un sistema universitario che ormai viaggia evidentemente a due velocità, con tutte le prevedibili conseguenze che questo ha sugli atenei meridionali i quali subiscono un continuo calo di studenti e di risorse“, conclude Link.