Fonditalia, avviso Femi per formare i lavoratori: via a 93 progetti, Campania 3^ per numero di aziende beneficiarie

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in foto Francesco Franco, presidente di FondItalia

Si è chiuso con 93 progetti approvati il primo sportello dell’Avviso Femi FondItalia che prevede l’erogazione di un importo totale pari a 1.812 milioni di euro, quasi un terzo della disponibilità attuale dell’Avviso, garantendo la formazione a 3.772 lavoratori, 312 imprese beneficiarie e 13 Conti di Rete coinvolti. Anche quest’anno il Fondo paritetico interprofessionale per la formazione continua, promosso da Ugl e FederTerziario, ha stanziato 6 milioni di euro come dotazione iniziale dell’Avviso Femi 2021.01 con possibilità di aumento delle risorse, annunciato per mezzo di Avviso pubblico di solito con cadenza quadrimestrale, sulla base dei trasferimenti INPS che si renderanno disponibili. “Una risposta concreta – si legge in una nota di Fondimpresa – alle esigenze formative delle imprese che promuove la crescita e la qualificazione professionale dei lavoratori. Sono state messe in campo, inoltre, nuove risorse per favorire la ripresa delle imprese nell’ottica di favorire l’innovazione attraverso la realizzazione di nuove metodologie organizzative e produttive”.
La fotografia scattata da FondItalia vede la Lombardia al comando della classifica delle regioni per numero di aziende beneficiarie (18%), seguita da Marche (14%) e Campania (13%). Al primo posto figurano le piccole imprese (48%), con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e i 50 lavoratori, a cui va il 56% circa delle risorse, seguite dalle microimprese (39%) con meno di 10 dipendenti, mentre le medie imprese (10,5%) si attestano al terzo posto; fanalino di coda le grandi imprese (1,5%).
Il settore maggiormente rappresentato è quello del commercio (27%), seguito dall’industria e dal manifatturiero (24%) e, a seguire, il comparto degli alberghi e ristoranti (10%), particolarmente colpito dalle restrizioni dovute al Covid. Il destinatario tipo dei progetti formativi è italiano (86%), maschio (77%), di età compresa tra 35 e 44 anni, con diploma di Scuola Media Superiore (42% circa), proveniente, in primis, da Lombardia (24%) e Piemonte (16%). La presenza femminile si attesta solo al 23%.
“Il mondo delle imprese e del lavoro sta vivendo un momento di profonda incertezza: con la pubblicazione di un Avviso di un anno intendiamo promuovere le nuove tecnologie ed offrire innovative opportunità formative, – spiega Egidio Sangue, Vicepresidente e Direttore di FondItalia – “Nonostante le grandi difficoltà di tipo economico ed organizzativo che stanno incontrando le imprese, ci auguriamo di poter riconfermare il dato del 2020 in termini di Progetti finanziati. Per FondItalia, il difficile anno della pandemia si è concluso con oltre 11 milioni di euro spesi in attività formative a beneficio di circa 35mila lavoratori. Un dato di grande rilievo, nonostante l’emergenza, in quanto allo stanziamento iniziale, si sono aggiunti più di 6,5 milioni, erogati a luglio 2020″.
Salute e sicurezza sul lavoro (41%), gestione aziendale e amministrazione (24%), conoscenza del contesto lavorativo (11%): sono queste le tre aree su cui ruota la maggior parte dei corsi.
New entry la formazione in materia Covid. Anche se la normativa prevede l’obbligo di una semplice informativa, sono tante le aziende che optano per corsi dedicati alla prevenzione del contagio. Ancora debole, invece, la domanda finalizzata all’acquisizione di competenze digitali e per stimolarla, nello Sportello che si è appena chiuso, FondItalia ha accordato maggiorazioni di punteggio alle proposte dedicate a questo tema di grande rilievo.
Le aree prioritarie, definite dal Comitato Tecnico Scientifico del Fondo, sono: aggiornamento e mantenimento delle competenze; adozione di nuovi modelli di gestione aziendale (risorse umane, qualità, tecniche di produzione) ed amministrazione; sviluppo delle abilità personali; introduzione di elementi di innovazione tecnologica; promozione della conoscenza del contesto lavorativo; diffusione delle competenze linguistiche; supporto all’internazionalizzazione e green economy.
Nonostante la pandemia, inoltre, la modalità maggiormente richiesta è la formazione in aula (92% del monte ore) anche se è sempre ammessa la teleformazione, conforme ai provvedimenti emanati dalle competenti autorità ai fini del contenimento del contagio dal virus Covid 19. Afferiscono a questa voce anche le ore erogate nella tipologia “a distanza sincrona e tracciabile”, del tutto assimilata alla modalità in presenza.