Forex, sprint del kiwi nonostante nuovo taglio della Rbnz

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La banca centrale neozelandese la notte scorsa ha tagliato il livello dei tassi di interesse al 3% dal 3,25% precedente. Si tratta del secondo taglio consecutivo. La decisione risulta in linea con il consensus Bloomberg. Lo statement della banca centrale neozelandese ha anche rimarcato il concetto secondo cui un ulteriore allentamento potrebbe essere opportuno per alimentare l’inflazione e la crescita economica. “Il taglio dei tassi è giustificato dal rallentamento delle prospettive economiche e dalla bassa inflazione e l’indebolimento della domanda”, ha sottolineato infatti il governatore Graeme Wheeler. Il nuovo taglio dei tassi deciso dalla Reserve Bank of New Zealand (Rbnz) e l’apertura a futuri nuovi ribassi del costo del denaro non hanno impedito al dollaro neozelandese un deciso balzo in avanti sul mercato dei cambi (forex). Il cosiddetto kiwi, infatti, ha segnato un progresso di oltre una figura con il cross nzd/usd risalito a ridosso di quota 0,67 (0,6684) sui massimi a una settimana. La reazione rialzista della divisa oceanica è dettata dal mancato riferimento della Rbnz all’eccessiva valutazione della valuta locale che aveva accompagnato tutti i precedenti statement. Sul kiwi, il governatore della Reserve Bank of New Zealand, Graeme Wheeler, si è limitato a dire che “il deprezzamento della moneta fornirà supporto all’export e una ulteriore discesa è necessaria alla luce della debolezza dei prezzi delle materie prime“. Wheeler ha inoltre avvertito circa il nuovo aumento dei prezzi delle case a Auckland con la necessità di tempo per correggere gli squilibri del mercato immobiliare.

Borse asiatiche

Borse asiatiche miste con le trimestrali che iniziano a prendere il posto dei dati macroecomici nel mirino degli investitori (e il crollo di Apple si è fatto sentire anche a Oriente, così come il peggiore rosso della storia per Microsoft) e le materie prime che continuano ad appesantire i corsi, in particolare in Australia. L’oro ha segnato la terza seduta consecutiva ai minimi di cinque anni (ma si tratta della decima giornata di perdite di fila). Il minerale di ferro, a cavallo della soglia psicologica di 50 dollari la tonnellata, ha segnato un declino del 2,8% in overnight mentre il rame ha perso il 2% dopo che Goldman Sachs ha previsto una flessione fino al 20% per fine anno a causa del rallentamento della domanda cinese. Non si ferma neppure il costante deprezzamento del petrolio. Abbastanza per spingere in declino dello 0,40% l’S&P/ASX 200 a Sydney, trainato al ribasso ancora una volta dai titoli minerari (Bhp Billiton ha sfiorato una perdita del 3% mentre poco meglio ha fatto Rio Tinto, con un calo di oltre l’1,5%). Seduta in segno positivo, invece, per Tokyo, con il Nikkei 225 che guadagna lo 0,44% grazie ai progressi dei titoli del settore aereo (oltre il 2% l’apprezzamento di Ana Holdings) e al balzo di Sony, che sfiora un guadagno del 4% nella seduta. Male, come prevedibile, i titoli più strettamente legati ai corsi petroliferi. Tra i peggiori performer del Nikkei c’è anche Sharp, che perde più del 4%. Sul fronte macro, il ministero delle Finanze giapponese ha reso noto il dato relativo alla bilancia commerciale che in giugno è rimasta in deficit per il terzo mese consecutivo dopo il primo surplus dal giugno 2012 a 229,3 miliardi di yen in marzo. Lo scorso mese il deficit è stato pari a 69,04 miliardi di yen contro il consensus per un surplus di 45,8 miliardi e a fronte del deficit rivisto da 215,97 a 217,2 miliardi di yen per maggio. Nel mese le esportazioni sono cresciute del 9,5% su base annua contro il progresso del 10% atteso dagli economisti ma in netto progresso rispetto all’incremento del 2,4% registrato in maggio, mentre le importazioni sono calate del 2,9% contro la flessione del 4,2% del consensus e il declino dell’8,7% del mese precedente. Guadagni anche nei mercati cinesi, con Shanghai e Shenzhen in progresso di oltre il 2% nella sesta seduta consecutiva in territorio positivo. Una spinta alla fiducia degli investitori è arrivata dalla China Securities Finance, l’istituto cui Pechino ha demandato il compito di sostenere i listini, che ha comunicato che continuerà nel suo programma di supporto, negando di avere venduto azioni di alcune quotate. Tra i singoli titoli soffrono ancora le telecom, dopo che il governo ha ordinato a China Mobile, China Telecom e China Unicom di finalizzare i tagli alle tariffe della banda larga entro la fine di ottobre. In scia alla Cina continentale guadagna anche Hong Kong (ma il progresso dell’Hang Seng è molto più limitato, intorno al mezzo punto percentuale). Se a Mumbai il Sensex 30 perde circa lo 0,30% nella seduta, a Seoul il Kospi chiude sostanzialmente invariato. Secondo i dati preliminari diffusi dalla Bank of Korea, nel trimestre allo scorso 30 giugno il Pil è cresciuto dello 0,3% su base trimestrale, contro lo 0,8% del precedente periodo e sotto allo 0,4% atteso degli economisti. Su base annuale l’incremento del Pil sudcoreano è stato del 2,2% contro il 2,3% del consensus e in calo dal 2,5% del primo trimestre dell’anno. Nel passato esercizio il progresso dell’economia di Seoul era stato del 3,3% e del 2,7% nell’ultimo trimestre dell’anno.

Borsa Usa

A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in ribasso a causa della caduta dei tecnologici. Il Dow Jones ha perso lo 0,38%, l’S&P 500 lo 0,24% e il Nasdaq Composite lo 0,7%. Dai dati macroeconomici pubblicati in giornata sono arrivate indicazioni contrastanti. L’indice HPI relativo ai prezzi delle abitazioni negli USA elaborato dalla FHFA, nel mese di maggio ha fatto segnare un incremento dello 0,4% m/m, inferiore al +0,5% atteso dagli economisti. Il dato di aprile è stato però rivisto da +0,3% a +0,4%. A giugno le vendite di abitazioni esistenti si sono attestate a 5,49 milioni di unità (dato annualizzato), +3,2% m/m e sopra i 5,40 milioni (+1,2% m/m) attesi dagli economisti. Il dato di maggio è stato rivisto al ribasso da 5,35 milion i (+5,1% m/m) a 5,32 (+4,5%). Sul fronte societario Apple -4,23%. Il produttore di iPhone ha annunciato una trimestrale in crescita e superiore alle attese ma ha fornito stime sui ricavi per il trimestre in corso deludenti. Nel terzo trimestre l’utile è aumentato a 1,85 dollari per azione su ricavi per 49,61 miliardi (+33%). Gli analisti avevano previsto un Eps di 1,81 dollari su ricavi per 49,43 miliardi. Per il trimestre in corso la società stima ricavi compresi tra 49 e 51 miliardi di dollari (consensus 51,13 miliardi). Microsoft -3,68%. Il colosso dei software ha chiuso il quarto trimestre con una perdita di 3,2 miliardi di dollari (contro l’utile di 4,61 miliardi dello stesso periodo di un anno prima) a causa delle svalutazioni. Yahoo -1,23%. L’utile per azione adjusted del gruppo internet nel secondo trimestre è stato inferiore alle attese (0,16 dollari contro i 18 centesimi indicati dagli analisti). Campbell Soup +1,81%. Il produttore di zuppe in scatola ha alzato le stime di utile per l’esercizio in corso. L’Eps adjusted è atteso tra 2,43 e 2,46 dollari da 2,32-2,38 dollari previsti nella precedente guidance. Boeing +1,01%. Il gigante aerospaziale ha pubblicato una trimestrale superiore alle attese. Nel secondo trimestre l’utile per azione adjusted è stato pari a 1,62 dollari contro 1,37 dollari indicati dal consensus. Meglio del previsto anche il giro d’affari a 24,54 miliardi (consensus 24,31 miliardi). Coca-Cola -0,69%. I risultati trimestrali del colosso delle bevande analcoliche hanno superato le previsioni. La società però ha avvertito che quest’anno potrebbero essere riacquistate meno azioni proprie del previsto. Thoratec +10,21%. Lo specialista dei dispositivi medici St. Jude Medical ha annunciato l’acquisto della rivale per circa 3,4 miliardi di dollari. Whirlpool +7,32%. Il gigante degli elettrodomestici ha alzato le stime di utile per l’intero esercizio.

Europa

Il Parlamento greco ha approvato anche il secondo round di riforme, aprendo la strada ai negoziati per la concessione del terzo bailout. Le principali Borse europee hanno aperto la seduta in rialzo. Il Dax30 di Francoforte guadagna lo 0,35%, il Cac40 di Parigi lo 0,3%, il Ftse100 di Londra lo 0,28% e l’Ibex35 di Madrid lo 0,28%. In Spagna il tasso di disoccupazione nel secondo trimestre è calato al 22,4% dal 23,8% del trimestre precedente. Gli analisti avevano previsto un tasso al 23,1%.

Italia

Il Ftse Mib segna +0,29%, il Ftse Italia All-Share +0,35%, il Ftse Italia Mid Cap +0,67%, i l Ftse Italia Star +0,47%. Euro in forte progresso contro dollaro in questi ultimi minuti: EUR/USD sfiora quota 1,10. Mercati obbligazionari tonici in avvio: il rendimento del BTP decennale cede 4 bp rispetto alla chiusura di ieri all’1,92%, mentre quello del Bund decennale si attesta a 0,74%, -2 bp. Lo spread scende di 2 bp a 118. Ieri a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,13% a 23.681 punti. Positivi la maggior parte dei titoli del comparto bancario: Montepaschi ha guadagnato lo 0,37% a 1,865 euro, Popolare dell’Emilia Romagna l’1,50% a 8,45 euro, Popolare di Milano lo 0,50% a 1,001 euro, Mediobanca l’1,60% a 9,51 euro, Ubi Banca l’1,43% a 7,775 euro. Il petrolio Wti sotto quota 50 dollari al barile si è fatto sentire sui titoli maggiormente legati alle sorti del greggio: Eni ha ceduto l’1,12% a 15,85 euro, mentre Tenaris è arretrata del 3,38% a 11,40 euro. Pesante Saipem (-3,33% a 8,40 euro) in scia alla bocciatura da parte degli analisti di Mediobanca a underperform da neutral. STM (-6,64% a 6,815 euro) ha indossato la maglia nera sull’indice Ftse Mib di Piazza Affari pagando la bocciatura a neutral da buy arrivata dagli analisti di Citigroup.


I dati macro attesi oggi

Giovedì 23 luglio 2015

01:50 GIA Bilancia commerciale giu;

09:00 SPA Tasso disoccupazione T2;

10:00 ITA Bilancia commerciale non-UE mag;

10:30 GB Vendite al dettaglio giu;

14:30 USA Richieste settimanali sussidi disoccupazione;

16:00 EUR Indice fiducia consumatori (f lash) lug;

16:00 USA Indice anticipatore giu.