Forio InChiostro: il festival di Ischia che crea un dialogo con la comunità

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di Rosina Musella

Da giovedì 2 a domenica 26 settembre l’Isola di Ischia ospiterà la rassegna ideata da Corrado Visone che, tra teatro, musica, degustazioni ed escursioni, racconta Forio attraverso la parola: Forio InChiostro

Da giovedì 2 settembre il Chiostro della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Forio, Ischia, si animerà con voci di divulgatori, musiche di artisti e risate di bambini grazie al festival Forio InChiostro.
Più di sessanta eventi, ad ingresso gratuito con offerta a piacere, che dal giovedì alla domenica coloreranno l’isola di Ischia con incontri in cui la parola, in ogni sua forma, farà da protagonista.
Un festival ad impatto zero che consta di sette sezioni: Inchiostro Simpatico, dedicata ai bambini, con teatro di figura e animazioni; Gnostra, con degustazioni e commistioni tra letteratura, storia ed enogastronomia; Stampe, area letteraria in cui, attraverso il racconto di Forio, si narrerà il meridione; la sezione musicale che prende il nome di ContrAppunti, con una decina di concerti in varie formazioni che si alterneranno negli spazi del chiostro, passando il testimone a L’INK, parentesi teatrale in cui si adnrà dal teatro di Scarpetta, De Filippo e Viviani, alla narrazione del teatro in dialetto foriano; Inchiostro di china, dedicata agli itinerari tra le strade del comune medievale, alla scoperta di torri antiche, vigneti, borghi abbandonati e, infine, Timbri, spazio divulgativo in cui autori, studiosi e ricercatori racconteranno le loro opere.

La direzione tecnica è affidata a Pierpaolo Mandl, mentre quella artistica è nelle mani di Corrado Visone, drammaturgo, direttore artistico – tra le altre cose – del Teatro Polifunzionale di Ischia e ideatore del Festival.
I nostri microfoni hanno raggiunto Visone per scoprire di più su questa ricchissima rassegna.

Lei è l’ideatore del festival, come ha partorito questa idea?

Come direttore artistico del Teatro Polifunzionale di Ischia in questo anno e mezzo mi sono ritrovato col non poter realizzare un cartellone teatrale indoor, quindi questo festival è nato come opportunità per fare qualcosa.

Ho sempre pensato che il Chiostro di San Francesco fosse particolarmente indicato per essere abitato in chiave artistica, così ho presentato questo progetto al Comune di Forio ricevendo un riscontro entusiasta.

 Perché il Chiostro di San Francesco?

Nei miei lavori teatrali è sempre stata fondamentale la ricerca delle radici foriane, quindi per il festival cercavo un luogo storico che permettesse di dialogare con la comunità attraverso vari linguaggi: il Chiostro di San Francesco è perfetto, anche perché la sua conformazione permette una coabitazione molto intima di artista e pubblico, infatti gli spettatori sederanno proprio sui muretti che lo contornano.

Forio InChiostro è quindi un modo per mettere al centro Forio e la sua storia peculiare, che un po’ differenzia questa zona dal resto dell’isola, ma al contempo è l’espediente che ci permette di raccontare l’isola stessa, Napoli e il meridione, attraverso cerchi concentrici che si allargano, comprendendo tutti questi aspetti.
Il chiostro si presta bene anche da questo punto di vista, perché il suo cielo aperto permette alle idee di uscire fuori e raggiungere i posti più lontani.

Quanto è stato importante il lavoro di RISMA, il vostro staff?

Fondamentale. Un festival come questo ha bisogno di uno staff corposo, così abbiamo lanciato una chiamata alle arti, alla ricerca di volontari, ma anche di persone che presentassero loro idee di eventi. A questa chiamata hanno risposto in tanti, tra giovani che daranno una mano da un punto di vista tecnico, ad esempio negli info-point, ed esperti, artisti e appassionati che hanno presentato le loro proposte di eventi.
Con mio grande piacere questo messaggio è stato accolto anche dalle scuole locali, come l’IIS “Cristofaro Mennella” che ha invitato i suoi studenti a partecipare, sia come volontari che come spettatori.

In che modo il festival è a impatto zero?

Si potrà accedere al programma scannerizzando dei QR code; sfrutteremo acustica e luci naturali, queste ultime molto caratteristiche del luogo per via dei giochi di ombre che si creano nel cortile; siamo stati aiutati da ditte e ristoranti locali che fanno del km 0 il punto cardine della loro offerta; durante gli itinerari nel verde si parlerà dell’ambiente foriano e della sua salvaguardia, tema centrale anche di alcune divulgazioni.

È forte il desiderio di raccontare la natura dell’isola e le sue caratteristiche, trasmettendo l’importanza di tutelarne la storia e l’ambiente.

Un messaggio prima della partenza?

Questo festival è non solo ad impatto zero, ma anche a costo “quasi zero”. Abbiamo ricevuto pochi finanziamenti e il fondo economico messo a disposizione dal Comune servirà per le spese più impellenti. Quindi ci tengo a ringraziare tutti coloro che hanno preso parte alla preparazione del festival, perché hanno capito lo spirito con il quale è stato messo su. Ho percepito la volontà degli artisti di ripartire e, di conseguenza, di voler far ripartire Forio.

Un festival così corposo non era mai stato organizzato prima, ora invece c’è stata la necessità di farlo, perché è fondamentale aprire un dialogo per capire da dove stiamo partendo e dove vogliamo andare come comunità.