Formazione: al via 30° Seminario Europa, al centro reti con mondo produttivo

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Roma, 17 set. (Labitalia) – Il rapporto con il mondo produttivo nelle sue specificità territoriali è la matrice sui cui costruire la formazione professionale; il nesso è strettissimo e l’esito di un perfetto tandem porta a un’occupazione giovanile concreta e, in prospettiva, costruisce i futuri standard del welfare italiano. I mestieri tradizionali non sono spariti, si sono evoluti ed espansi, generando nuove figure molto ricercate da artigiani, imprese, professionisti e commercianti che, faticando a trovarle, chiedono quindi che vengano formate. Di questo si parlerà a Roma al 30° Seminario Europa organizzato dal Ciofs-Fp (Centro Opere Femminili Salesiani per la formazione professionale) e promosso da Forma (Associazione nazionale enti di formazione professionale), dal 19 al 21 settembre, ‘La filiera della Istruzione e formazione professionale (Iefp) in un sistema a rete’.

“L’imprinting di chi fa formazione professionale – spiega Manuela Robazza, presidente nazionale Ciofs-Fp – è da sempre molto concreto, parte dalla valutazione del mondo reale e delle sue necessità. Su queste si progettano corsi mirati che hanno già una prospettiva di impiego negli ultimi decenni abbiamo migliorato la velocità di progettazione per esser pronti alle richieste formative nel minor tempo possibile. Spesso, però, ci troviamo a doverci fermare per questioni burocratiche”.

Dunque, imprese e formatori sono allineati su comuni esigenze: avere, da una parte, giovani preparati per i mestieri di cui c’è bisogno; dall’altra, la possibilità di rispondere alle esigenze del mercato attivando corsi mirati alle specificità dell’economie del territorio. Un processo paradossalmente lineare e utile, che invece risulta impedito dalla burocrazia: la formazione professionale gioca un ruolo essenziale, ma avrebbe bisogno di corsie preferenziali e semplificate, consone a una economia 4.0 e a una società 5.0. Basti ricordare che più del 50% dei ragazzi che hanno concluso il ciclo di studi triennale ha trovato un impiego nell’arco di 3 anni. I contratti di apprendistato di 1° livello dopo l’introduzione del sistema duale in Italia hanno avuto un’impennata: il 32% in più. Entro i due anni il 79% dei contratti è diventato a tempo indeterminato.

Il convegno si aprirà il 19 settembre, all’Hotel Villa Eur Parco dei Pini, con i saluti istituzionali del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla presenza di tutti i maggiori player della formazione professionale e dell’associazione di categoria Forma. Si descriverà un quadro sociologico dell’Italia dei mestieri e si approfondirà il perché siano necessari modelli di reti tra imprese e formatori con Eugenio Gotti, ad di Noviter, e Giulio Salerno, docente dell’Università di Macerata.

Il 20 settembre lo sguardo sarà rivolto all’Europa con Mara Brugia, direttore di Cedefop (European Centre for the Development of Vocation Training), a cui spetterà di illustrare il sistema a rete negli altri paesi Ue divulgando i casi di successo e le prospettive di miglioramento per l’Italia.

Il 21 settembre la tavola rotonda finale avrà come scenario Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma, con la presentazione di questo nuovo progetto di filiera ragionato con il mondo produttivo per lo sviluppo di un sistema a rete che verrà illustrato al sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali, Claudio Durigon. Saranno presenti l’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro), con il presidente Maurizio Del Conte, l’Inapp (Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche), con il direttore generale Paola Nicastro, numerose rappresentanze di Regioni italiane, l’assessore alla Formazione Massimiliano Smeriglio per la Regione Lazio, Cisl Scuola, insieme a Confindustria, Confartigianato e Coldiretti. A chiudere il dibattito Paola Vacchina, presidente nazionale Forma.