Forza Italia e il ‘fantasma’ del Nazareno

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Roma, 19 ago. (AdnKronos) – C’è chi, come l’ex Dc Gianfranco Rotondi, pensa a un ”governo di raffreddamento, che faccia sgonfiare la bolla populista”. C’è chi, invece, come Renato Brunetta, preoccupato dai conti pubblici, invoca un ”governo del presidente”, con tutti i partiti dentro, compresa la Lega, ”per salvare l’Italia da una congiuntura spaventosa dal punto di vista economico-finanziario”. E chi, come il senatore Massimo Mallegni, indicato dai rumors come tra i principali promotori a palazzo Madama di un ‘gruppo di responsabili azzurri’, almeno una ventina, avverte che il ”sovranismo non fa parte della nostra storia” e, siccome ”Fi al Senato è il secondo gruppo parlamentare, ha il dovere costituzionale di partecipare a tutte le discussioni per la formazione di un governo, consentendo a Berlusconi e non ad altri di decidere poi se parteciparvi o no”.

Dentro Forza Italia prende quota il ‘partito del non voto’, che “non vuol sentir parlare di Nazareno Bis” e ”inciucioni’, ma guarda con interesse a un eventuale governo istituzionale, che, magari d’intesa, con Pd, M5S e Leu, scongiuri l’interruzione anticipata della legislatura e il connesso rischio di esercizio provvisorio del bilancio. Silvio Berlusconi, ancora in Provenza ospite della figlia Marina, tornerà a Roma domani sera, o più probabilmente, mercoledì, per seguire da vicino gli sviluppi della crisi, che, secondo gli azzurri, verrà ufficializzata domani da Giuseppe Conte in occasione delle comunicazioni al Senato, senza però farsi sfiduciare dall’Aula.

Il Cav, come sempre in questi casi, attende gli eventi e invita alla cautela, giocando su più tavoli: la priorità è pensare a un centrodestra rinnovato e unito, unica formula vincente in caso di urne, ma, nello stesso tempo, tenersi aperta la strada alternativa di un governo di responsabilità nazionale con tutti dentro per il bene del Paese. Una soluzione a cui, sin dal primo momento starebbe lavorando l’ala forzista moderata e più europeista, che non vuole morire salviniana e fa capo a Gianni Letta e Antonio Tajani, e vede in campo anche Mara Carfagna.