Fossati (Appian): “Con tecnologia low-code il futuro delle aziende è già qui”

54

Milano, 29 gen. (Labitalia) – “La tecnologia low-code è un vero e proprio acceleratore di innovazione e di sviluppo digitale. In Italia le aziende ci credono e stanno lanciando veri piani operativi di digital trasformation. E’ il futuro, in parte già presente, dell’azienda innovativa”. Così Silvia Fossati, Managing Director Southern Europe di Appian, azienda leader nel Low-code, parla con Adnkronos/Labitalia della tecnologia sviluppata negli Usa qualche anno fa e che ora sta diffondendosi rapidamente anche in Italia. La tecnologia low-code (letteralmente ‘a basso codice’) offre strumenti di sviluppo per la trasformazione digitale dell’azienda, senza il bisogno di creare livelli di codifica troppo complessi. Una piattaforma low-code, quindi, può essere usata per lo sviluppo di app aziendali anche da persone che non abbiano elevate e specifiche competenze tecniche nell’It.

“Uno dei maggiori impedimenti allo sviluppo digitale, anche in Italia che è un mercato sicuramente meno matura degli Usa dove Appian è presente da 20 anni, è la velocità di implementazione delle trasformazioni. La nostra piattaforma elimina complessità e l’interesse verso di essa è cresciuto enormemente e ora la nostra base di clienti, da Pirelli ad Amadori, è vasta e importante”, dice la manager di Appian, prima azienda ad essere quotata al Nasdaq nel 2017 come ‘low-code’.

“L’interesse delle aziende italiane per la tecnologia low-code è sicuramente in crescita. Si tratta di un aumento trasversale in vari settori, che va dall’area di financial services nel mercato del banking al manifacturing con particolare riguardo per l’automotive, dal Pharma alle Utilities, soprattutto energia, gas e luce”, spiega ancora Fossati, parlando di come gli sviluppatori low-code di app aziendali stiamo accompagnando la trasformazione digitale delle imprese italiane.

“La richiesta di applicazioni aziendali -dice Fossati- sta crescendo molto più velocemente rispetto alla capacità di svilupparle. Per questo, le aziende hanno bisogno di una soluzione che permetta loro di costruire e personalizzare le proprie applicazioni, ma senza il bisogno di creare un livello di codifica troppo complesso. Sempre con un obiettivo che sta diventando il più importante: mettere il cliente al centro della tecnologia”. Le app aziendali che possono essere sviluppate velocemente con la piattaforma low-code, spiega Fossati, “sono le più disparate”. “Possiamo riconoscere tre macro-gruppi: il primo è quella delle app di servizi verso il cliente, come la sottoscrizione di un mutuo o una prenotazione ospedaliera. Il secondo riguarda i processi interni aziendali, come ad esempio l’emissione di una carta di credito a un dipendente. Il terzo riguarda tutte le tecniche regolatorie a supporto di procedure di varia natura”, dice Fossati.

E per quanto riguarda l’occupazione, sottolinea la manager Appian, “la tecnologia low-code è una grandissima opportunità per i lavoratori perché permette di avvicinare alla digital trasformation anche persone che non hanno un background forte in informatica”. “La nostra tecnologia permette alle persone di imparare ad utilizzarla nell’ordine di poche settimane. E diventa così un potente sviluppatore di occupazione”, dice Fossati, illustrando uno dei principali punti di forza degli sviluppatori low-code di app aziendali: la facilità di apprendimento del suo utilizzo.

“Di fatto, la diffusione del low-code -prosegue Fossati, laureata in Fisica- è una prima risposta alla mancanza di skill informatiche lamentate dal mondo produttivo. E’ anche -aggiunge- un’opportunità concreta di reimpiego di personale fuoriuscito dal mercato del lavoro perché la riconversione e la riqualificazione si può fare in tempi veloci”. “Abbiamo avuto già casi di aziende che sono ‘nate’ con la tecnologia low-code e che hanno ricollocato personale che era disoccupato e con competenze obsolete, grazie alla formazione su questo sistema semplice. Insomma, velocità di implementazione digitale e facilità di apprendimento sono i principali punti di forza del low-code”, conclude la manager.