Se fossimo migliori potremmo tutti vivere come in una favola

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Oggi vi risparmio le riflessioni, che, come sapete, non cercano consensi. Vogliono indurre chi le legge a riflettere, come tutti gli esseri umani, che hanno la fortuna di vivere liberi e in democrazia, dovrebbero fare. Oggi, seppure al di sopra delle parti, un messaggio può distrarre dagli impegni con la famiglia e, per chi ci crede, con la fede. Bianchi e neri, furbi e ingenui, ricchi e poveri, abbiamo il dovere di ubbidire a una morale. Sono tutte tolleranti e foriere di pace, amore e solidarietà. A Pasqua proviamo a lasciare gli altri sentimenti fuori dal nostro cuore. Questo è il mio affettuoso augurio.

Nessuno ci toglierà mai l’illusione di essere migliori

Il lamento è la linfa che tiene in vita gran parte dell’umanità. Impedirlo sarebbe crudele, come abbreviargli la vita. “Il mugnaio, suo figlio e l’asino”, celebre favola di La Fontaine del 1669, oggi è più che mai attuale. La tifoseria auspicava il VAR per evitare gli errori degli arbitri di cui ognuno si sentiva vittima. Ma neppure adesso, che finalmente c’è, siamo contenti. Perché non sempre ci dà ragione. Quindi, il più delle volte è ingiusto. È certamente allo studio un sistema infallibile che accerterà sempre la verità. Ma non piacerà nemmeno quello perché non ci si potrà più lamentare.

Finalmente la lotta al crimine come si deve
Giustissimo l’arresto della Preside che usò l’auto della scuola per recarsi da Imperia a Cannes. Intanto perché è una del Sud che si permette di esercitare al Nord. E poi, è persona di cultura. Si devono occupare le prigioni con chi commette reati minori o con chi è innocente. Così, non c’è posto in galera per gli ignoranti. Mentre i criminali vanno ai domiciliari o a piede libero e possono continuare a delinquere. Speriamo che queste azioni repressive continuino. È una nuova tendenza che darà ottimi risultati per un paese che scende sempre più in basso ed è già a un buon livello di degrado.

Non è stato un attentato, però adesso il terrorismo ce l’abbiamo in casa

È stata una negligenza imperdonabile. Nemmeno le guerre in otto secoli di storia hanno scalfito Notre Dame, simbolo della civiltà occidentale. Ci sono riuscite incuria e superficialità, cioè la stupidità umana. È una buona notizia che l’ISIS esulti per il crollo della cattedrale. Ma non lo rivendicano. Vuol dire che è stato solo un incidente. Più triste è che a gioire siano molti italiani. È questa la vittoria del terrorismo. Ma anche l’orrore. Non si può più far finta di niente. C’è da aver paura di una simile convivenza. Sapevamo già che l’umanità si era degradata, ma non fino a questo punto.

Da grandi vogliono riaprire Auschwitz per mettere nel forno un compagno di scuola

I bambini sono innocenti. L’episodio viene classificato atto di bullismo. Tanto poche ore dopo dimenticano e fanno pace. Sono i genitori, però, ad avergli inculcato il germe del razzismo. È sciocco sottovalutare la gravità dell’episodio. Il pericolo non sono i ragazzini, ma chi li educa. Che ne sanno alla loro età dei campi di sterminio? Sono i discorsi dei genitori a ispirare tale aggressività. Hanno rievocato una pagina terrificante di storia di cui si dovrebbe parlare anche alle elementari. Che tali orrori siano esistiti e che qualcuno si auguri di restaurare possono averlo imparato solo a casa.

Chi guida una rivoluzione dà fastidio a qualsiasi potere

Brutta quell’immagine in Vaticano di chi vuole salvare il pianeta! Per chi è dalla parte degli inquinatori è una Gretina. La chiamano, infatti, col volgare diminutivo per manifestare disprezzo. Il Papa, non è arrivato a tanto, ma si è notata la freddezza. Merita più considerazione, Santità, chi, a soli 16 anni, guida la rivolta per il futuro dell’umanità. Lei non l’ha ricevuta, ma solo incontrata, tra la folla. Appena una fugace stretta di mano, divisi dalla transenna. Non l’ha nemmeno abbracciata. Eppure è una bimba. Chi l’ha accolta come si deve, guarda caso, è una donna al Senato. Brava presidente.

E pensare che eravamo un popolo di artisti, eroi, poeti e persino di santi

Non si gioisce più per la scoperta della verità. Né per un’iniziativa umanitaria. Si cerca sempre l’interesse in chi lotta. Qualsiasi cosa si immagina fatta per denaro. La sorella di Cucchi non combatte da 10 anni perché si faccia giustizia su un obbrobrioso crimine. È una strega che vuole speculare sulla morte del fratello e intascare un sacco di soldi. Greta non è l’eroina col merito di trascinare i giovani nella crociata che migliori il pianeta. Ma un manichino manovrato. Come molti di noi farebbero se pagati. Purtroppo non siamo in grado di pensare a qualcosa fatta perché ci si crede.