Fotografia: Di Meo, calendario sulle orme di Tolstoj

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“Mosca, ovvero Italia” scrive- Vittorio Sgarbi nel presentare la nuova tappa del Calendario Di Meo, itinerante catalogo d’arte nato in cantina. Ginecologo, Generoso Di Meomai avrebbe pensato una quindicina d’anni fa di diventare il promotore di un’avventura culturale che avrebbe assorbito gran parte del suo tempo libero. L’azienda vitivinicola di famiglia sembrava riguardare solo i suoi due fratelli: Erminia, responsabile degli aspetti finanziari e commerciali, e Roberto l’enologo. E invece sappiamo com’è andata.generoso Oggi il calendario Di Meo è una sorta di Grand Tour in cui ogni anno il vino è presentato nei luoghi più belli del mondo con una grande festa con protagonista proprio il calendario, legato ogni anno a un tema specifico. Dopo Londra, l’Associazione culturale “Di Meo Vini ad Arte” punta per il 2016 sulla capitale russa, con un racconto fotografico che intreccia architettura e letteratura. Un viaggio tra luoghi e protagonisti nel solco del capolavoro tolstoiano “Guerra e pace”, straordinario itinerario attraverso alcuni dei luoghi più significativi del passato e del presente di Mosca. Un racconto per immagini e suggestioni che firmato da Massimo Listri, fotografo di fama mondiale, che presenterà i suoi scatti nelle magnifiche sale del “Museo 1812” il prossimo 14 novembre. “Gli invitati – afferma Generoso Di Meopotranno godere dell’opulenza neorinascimentale del Museo della Guerra Patriottica del 1812, da cui si domina la vastità suggestiva della Piazza Rossa. Un luogo mitico, costruito per divenire sede della Duma e poi Museo di Lenin, prima di celebrare la vittoria della Russia su Napoleone. Un’arca di evocazione fondamentale, grazie alla presenza dei cimeli della Battaglia di Borodino, che occupa alcune pagine salienti del romanzo tolstoiano, che segnò la disfatta di Napoleone in Russia”. Ci sono dunque tutti gli ingredienti necessari per attendersi un nuovo appuntamento in “stile Di Meo”, dal suo debutto del 2002 nella tenuta agricola familiare di Salza, fino alle più recenti feste di presentazione a New York (2007), Marrakech (2010), Berlino (2011) e appunto Londra. Gli scatti di Listri raccontano alcuni dei più prestigiosi tesori architettonici della capitale russa, attraversando lo splendore del Museo Letterario Puškin, il ricovero dei poveri Strannopriimnyj Dom, il Palazzo di Ostankino, il Castello di Pietro, il Club inglese, la Cattedrale di Cristo Salvatore. Poi l’Università, con la sala restaurata dal Girardi proprio dopo l’incendio del 1812 e infine il Cremlino e la residenza moscovita di Lev Tolstoj. “Osservando le immagini di Massimo Listri che accompagnano Guerra e Pace – scrive Sgarbi nell’introduzione al calendario – avvertiamo quanto ci unisce al popolo russo ben più di quanto ci divide. Un’aria di casa, Mosca come Milano. A me pare di essere entrato e di aver visto le case che, nel suo stile italiano, Listri ci illustra”. Un aspetto più di altri colpisce il critico, ma anche il semplice oservatore: tutti i luoghi sono quasi metafisici, privi di uomini. “Lo sguardo di Listri non incrocia gli umani. Legge l’armonia delle cose, le simmetrie, i rapporti fra le colonne e le volte, in una perpetua metafisica. Gli spazi vivono senza vita. Non vogliono essere disturbati. Listri ne coglie l’anima, l’intima sacralità. E nelle simmetrie, volute dagli uomini, c’è l’ombra del pensiero di Dio”. A corredare le immagini è il percorso testuale tracciato da Federica Rossi, professore invitato all’Istituto di architettura di Mosca. Premio internazionale per la storia dell’architettura James Ackerman, la studiosa da lungo tempo si occupa dei legami artistico-architettonici tra Italia e Russia, lungo una peculiare e interessante linea di ricerca.