Francia, in orbita il nuovo satellite “cacciatore” di pianeti: è made in Italy

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È decollato mercoledì 18 dicembre dalla base spaziale europea di Kourou nella Guyana francese il vettore Soyuz. A bordo il primo satellite Cosmo-SkyMed di seconda generazione (Csg) dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) e del ministero della Difesa, in missione per osservare la Terra, e la sonda Cheops, dell’Agenzia spaziale europea (Esa), per studiare i pianeti esterni al sistema solare. Il lancio è stato effettuato alle 9.54 dopo un rinvio di 24 ore. Il satellite italiano Cosmo-SkyMed si affiancherà agli altri quattro di prima generazione già in orbita migliorando le prestazioni complessive.

“La nuova generazione – spiega il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia – rafforzerà la leadership del nostro Paese nel settore dell’osservazione della Terra da satellite e dei suoi servizi e applicazioni, quale efficace strumento di crescita economica e benessere sociale. Sarà caratterizzata, grazie ai significativi investimenti dell’Asi e della Difesa italiana, da nuove funzionalità, migliori prestazioni e maggiore flessibilità di utilizzo”.

Il compito della sonda Cheops è invece quello di studiare i pianeti potenzialmente simili alla Terra, già precedentemente individuati, e orbitanti attorno a stelle della nostra galassia. Per fare ciò Cheops si concentra sulla misura delle deboli variazioni di luminosità delle stelle dovute al passaggio dei propri pianeti, in modo da rilevarne la dimensione e la caratterizzazione gassosa o rocciosa.

Anche alla missione Cheops, frutto di una partnership tra la Svizzera e il programma scientifico dell’Esa, ha partecipato l’Italia: il telescopio è stato progettato dai ricercatori dell’Inaf di Padova e Catania. Entusiasmo anche da parte dell’astronauta italiano al comando della Stazione spaziale internazionale, Luca Parmitano, che lunedì aveva twittato: “Saremo dall’altra parte della Terra durante il lancio di Cheops e allora gli auguriamo un ‘In bocca al lupo!’ per la sua caccia agli esopianeti”.