Francia, scoperti complessi riti funerari di 30 mila anni fa: nello studio coinvolti anche ricercatori italiani

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Nella grotta paleolitica di Cussac, nella regione francese della Dordogna, un gruppo di ricercatori dell’Università di Bordeaux, tra cui alcuni italiani, ha scoperto dei complessi riti funerari risalenti a quasi 30 mila anni fa. La ricerca, pubblicata nei giorni scorsi dalla prestigiosa rivista scientifica statunitense PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America), rivela un comportamento funerario precedentemente sconosciuto nella preistoria: i cacciatori-raccoglitori del Paleolitico deponevano i loro morti nelle profondità della terra, all’interno delle depressioni create dagli orsi delle caverne quando si ibernavano. Dopo la decomposizione, le ossa venivano poi mescolate e riarrangiate in altre depressioni simili e i crani venivano asportati. Di particolare interesse archeologico sono le imponenti manifestazioni artistiche: complessi “pannelli” di incisioni rupestri sovrapposte raffiguranti centinaia di animali selvatici tra cui cavalli, mammuth, stambecchi e orsi. “I resti umani e le manifestazioni artistiche di Cussac – spiega ad Askanews l’antropologo genovese Vitale Sparacello – risalgono al Gravettiano, una cultura Paleolitica che si diffuse tra circa 30 e 20 mila anni fa in tutta Europa”.