Francia, una libreria italiana nel cuore di Parigi

46

Nel IX arrondissement di Parigi, nell’elegante quartiere rinomato per teatri e musei, tra il Palais Garnier e il Musée Gustave Moreau, tra le vie dello shopping e i Grands Boulevards, al civico 89 di Rue du Faubourg Poissonnière c’è “La Libreria”: una libreria italiana che anima la vita culturale parigina dal 2006. Andrea De Ritis, romano trapiantato a Parigi, è dal 2007 socio della fondatrice Florence Raut, con cui porta avanti un progetto ad ampio respiro che sarebbe riduttivo esemplificare da un punto di vista meramente imprenditoriale. Perché questo, come dice Andrea, è “uno dei mestieri più belli del mondo: il libraio è 10% ispirazione e 90% traspirazione, 10% pensare ai libri e il resto è traspirare per aprire pacchi, imballare, registrare, rispondere ai clienti al telefono, portare avanti quella parte del lavoro che non si vede” e che non diminuisce “la passione che muove chi è libraio”.

“Quando mi sono trasferito ho portato con me il lavoro di traduttore per la rivista “Internazionale”, lavorando al computer posso farlo dappertutto. Stare tutto il giorno in casa è pesante e, dopo molti anni, volevo fare qualcosa fuori dall’ambito domestico. Prima ancora che socia e collega, Florence è una carissima amica da tanti anni: qualche mese prima del mio arrivo in Francia ha aperto La Libreria, le ho chiesto se le occorresse un aiuto e ho cominciato a lavorare, subentrando anche come socio”. La Libreria si connota come italiana: “Sia io sia Florence abbiamo sempre avuto la passione per i libri. L’idea è stata di creare qualcosa che fosse innanzitutto italiana e poi, vivendo il quartiere, ci siamo resi conto che mancava una libreria-punto di riferimento in zona e abbiamo voluto ampliare il nostro bacino di clienti aggiungendo testi in francese. Così, per chi arriva in negozio, sono disponibili libri francesi e poi, nella sala più grande, abbiamo allestito l’area specializzata in libri italiani, cercando di privilegiare per lo più autori italiani, lasciando un po’ di spazio ad autori stranieri tradotti in italiano”. Sul sito internet www.libreria.fr e sulle pagine social La Libreria è definita come “un luogo di incontro in cui accogliere autori e lettori attorno a un libro, un’opera, un tema”: “Nel tempo – spiega Andrea a 9colonne – abbiamo capito che c’era disponibilità da parte di autori italiani a presentare le loro opere in libreria e abbiamo iniziato a organizzare incontri e serate. Oggi siamo una delle librerie italiane di riferimento in Francia”. Ma come viene vissuta la cultura italiana nella città-fulcro della nazionalità e dell’identità francese? “Riscontro un grande interesse verso la cultura italiana, senza dimenticare che a Parigi ci sono tantissimi italiani per i quali è un piacere entrare e sfogliare libri nella propria lingua. Un altro dato interessante riguarda i francesi di origine italiana, di seconda o terza generazione, che hanno un vago ricordo della lingua ma si interessano alla cultura italiana. In moltissimi, ancora, vengono in libreria e ci raccontano che vorrebbero imparare la lingua italiana. E a noi fa piacere rispondere alle esigenze delle persone, è il nostro punto forte”.

Gli eventi in libreria sono stati sospesi quando anche la Francia ha deciso di optare per le chiusure nel primo lockdown. “Come tutti all’inizio siamo rimasti traumatizzati. A marzo 2020 le librerie sono state chiuse, la rete di distribuzione ha subito uno stop, non è stato possibile rifornirci, procedere con le spedizioni è stato quasi impossibile perché nei primi tempi gli uffici postali erano chiusi. Ricordo che al mattino recuperavo i libri e, compilate le complicate attestazioni di lavoro, andavo alla ricerca di un ufficio postale per fare le spedizioni, una su dieci era aperta con file lunghissime. Non è stato facile anche per ciò che riguarda il sostegno statale, gli aiuti erano molto ridotti. Questa dura esperienza ha insegnato qualcosa e durante il secondo lockdown a ottobre gli aiuti sono stati migliori e immediati ed è stato possibile lavorare, grazie anche al funzionamento del back office: potevamo ordinare i libri in Italia, i corrieri ce li consegnavano, gli uffici postali per spedire i libri ai clienti funzionavano, abbiamo lavorato con il click and collect. Poi, dopo la chiusura di ottobre, siamo stati considerati attività essenziale e abbiamo beneficiato delle aperture”. Questa essenzialità ha trovato un riscontro effettivo in un rinnovato interesse per la lettura. “Mi sono reso conto che il lockdown ha portato nuovamente la gente a leggere: il libro è ritornato a essere popolare, la gente ha riscoperto la voglia di lettura. Speriamo che questo trend continui”. Tra i titoli in voga, indubbiamente quelli delle star del momento, tra virologi e scienziati, ma soprattutto letteratura, “romanzi – dice Andrea – per evadere dalla quotidianità. Ci sono state anche persone che venivano a comprare libri e ci confidavano che non riuscivano a concentrarsi talmente erano stressati”.

In attesa di riprendere in autunno i tanto attesi eventi culturali, quando la situazione generale sarà più chiara e si potrà ricominciare a organizzare le attività, Andrea stila una personale cinquina di libri imperdibili, tra best seller del passato e ultime uscite. “’Il giovane Holden’ di Salinger, primo libro che mi fulminò a quattordici anni, ‘La lucina’ di Antonio Moresco, un libro che mette d’accordo Florence e me, ‘M’ di Antonio Scurati, Premio Strega 2019, in cui la prospettiva del racconto in prima persona è intrigante, ‘Il colibrì’ di Sandro Veronesi, Premio Strega 2020, ‘Helgoland’ di Carlo Rovelli, fisico e saggista, un libro che ho da poco finito di leggere e che mi ha appassionato per la capacità di coniugare divulgazione scientifica e uno sguardo sulla realtà comprensibile anche per me che sono un profano in materia”.

(Fonte:9Colonne)