Francoforte rende omaggio alla pittura barocca napoletana

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Per la prima volta un museo tedesco presenta le opere più prestigiose e significative della pittura barocca napoletana. Sarà infatti il Museo delle Arti e delle Scienze naturali di Wiesbaden (Friedrich-Ebert-Allee 2) ad ospitare – dal 14 ottobre e fino al 12 febbraio – la mostra “Gli eredi di Caravaggio – Il Barocco a Napoli”. L’esposizione gode del Patrocinio del Presidente dell’Assia Volker Bouffier e dell’Ambasciata della Repubblica italiana a Berlino e verrà presentata ufficialmente alla stampa tedesca ed italiana martedì 11 ottobre al Museo di Wiesbaden alla presenza di S.E. l’Ambasciatore Pietro Benassi. Mercoledì 13 ottobre è, invece, in programma l’inaugurazione ufficiale. Oltre al Console Generale di Francoforte, Maurizio Canfora, sarà presente anche l’assessore all’Innovazione della Regione Campania, Valeria Fascione, in rappresentanza del Governo regionale. Un ambizioso progetto sostenuto fin dall’ inizio dal Consolato Generale di Francoforte il quale ha agevolato i contatti con principali musei italiani presenti alla mostra. Il Museo di Capodimonte di Napoli, con il prestito di 18 opere provenienti dalla collezione permanente del museo, ha fortemente contribuito alla realizzazione della mostra. Sponsor italiani della mostra saranno inoltre Alitalia e Alfa Romeo.
L’arrivo a Napoli nel 1606 di Caravaggio segna l’inizio vero e proprio dell’epoca barocca nella città costiera. Nel giro di poco tempo egli divenne un modello da seguire per molte generazioni di artisti napoletani. A lui seguirono pittori del calibro di Giovanni Battista Caracciolo, Artemisia Gentileschi o Giuseppe de Ribera, originario di Valencia, i quali nel corso del tempo – insieme ad una nuova generazione di pittori locali quali Salvator Rosa, Mattia Preti, Luca Giordano e Francesco Solimena – svilupparono ed accrebbero la fama della pittura barocca napoletana. Nella mostra 100 dipinti di grande formato daranno testimonianza del realismo e della forza di una pittura in cui si riflettono anche le esperienze della povertà, della brutalità e della rovina. Più di 200 opere di 50 artisti, così come numerosi prestiti da 11 paesi diversi, daranno modo al pubblico di ammirare l’evoluzione della pittura napoletana. Notevoli anche i prestiti provenienti dal Louvre di Parigi, dagli Uffizi di Firenze, dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, dalla collezione privata del “Graf Harach’sche” del castello austriaco di Rohrhau. Per l’occasione verrà pubblicato un ampio e ricco catalogo della mostra, prodotto in collaborazione con l” Istituto di Storia dell’Arte e Musicologia” dipartimento di Storia dell’Arte, dell’Università di Magonza, diretto dalla prof.ssa Elisabeth Oy Marra, e con il rilevante appoggio della fondazione Ernst-von-Siemens.