Frenata sui direttori stranieri nei musei, ira di Franceschini

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Roma, 2 feb. (AdnKronos) – Torna in discussione la legittimità dei direttori stranieri alla guida dei musei italiani dopo la sentenza del Consiglio di Stato che rimanda all’adunanza plenaria di Palazzo Spada la decisione. “Davvero difficile fare le riforme in Italia”, scrive su Twitter il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, che sbotta: “Dopo 16 decisioni del Tar e 6 del Consiglio di Stato, quest’ultimo cambia linea e rimette la decisione sui direttori stranieri dei musei all’adunanza plenaria. Cosa penseranno nel mondo?”.

“I direttori di Museo scelti con la selezione internazionale, italiani o stranieri che siano – aggiunge Franceschini sul suo profilo Facebook – in soli due anni hanno portato a risultati straordinari, dai 12 milioni di visitatori in più al miglioramento dei servizi e dell’attività scientifica. Il loro lavoro ha fatto il giro del mondo, suscitando consensi e ammirazione per l’Italia”.

“Sin dall’inizio – prosegue il ministro – la riforma ha incontrato resistenze di ogni tipo. Sono stati presentati decine di ricorsi, ci sono state 16 decisioni del Tar Lazio, 6 del Consiglio di Stato, l’ultima delle quali a favore della possibilità di nominare direttori stranieri. Ora invece lo stesso Consiglio di Stato cambia posizione e rimette la decisione che riguarda la nomina di Peter Assman, direttore del Palazzo Ducale di Mantova, all’Adunanza plenaria. Si ricomincia. E ci vorranno mesi per una decisione”.

“Io rispetto tutte le sentenze della Magistratura – rimarca Franceschini – e sono fiducioso della decisione finale, ma non posso che chiedermi: cosa penseranno nel mondo di un Paese in cui una riforma che ha funzionato viene rimessa continuamente in discussione? E cosa penseranno di noi quelle nazioni che da anni hanno direttori italiani a dirigere i loro musei più prestigiosi?”. “E cosa penseranno quei cittadini che hanno visto il lavoro straordinario dei direttori degli Uffizi, di Brera, di Capodimonte, di Palazzo Ducale di Mantova, di Urbino, di Paestum?”, conclude il ministro.