Frodi assicurative e Rc Auto, sistema al limite: Civicrazia chiede un confronto nazionale

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di Riccardo Vizzino*

La petizione promossa da Civicrazia in materia di frodi assicurative e di responsabilità civile auto ha raggiunto una fase di piena maturazione, nella quale il tempo dell’analisi e della proposta può dirsi compiuto e si apre quello, più impegnativo e decisivo, dell’indirizzo pubblico e della responsabilità.

Il percorso sin qui svolto ha consentito di portare alla luce criticità strutturali che da tempo incidono sulla sostenibilità del sistema R.C. Auto, di ricondurle a cause identificabili e di tradurle in una proposta civica coerente, formalmente presentata e ormai pienamente inserita nel dibattito istituzionale.

In questa prospettiva, la tavola rotonda nazionale rappresenta non un momento di mera discussione, ma un momento di confronto nazionale, nel quale Civicrazia intende chiarire, con la necessaria nettezza, quali siano le condizioni imprescindibili per una riforma effettiva.

L’intervento che verrà svolto in tale sede costituirà una presa di posizione di indirizzo, volta a riaffermare che la questione della R.C. Auto non è un tema settoriale, ma un problema di legalità, equità e fiducia nelle regole.

Frodi assicurative e R.C. Auto – la fase critica del sistema

Il sistema della responsabilità civile auto ha raggiunto una fase nella quale le distorsioni che lo attraversano non possono più essere considerate effetti collaterali, ma indicatori di un assetto che ha esaurito la propria capacità di autoregolazione. L’aumento dei premi non rappresenta più un segnale di rischio, bensì la manifestazione di un sistema che non riesce più a correggere le proprie inefficienze con gli strumenti ordinari.

In questa fase, il peso economico viene trasferito in modo automatico e indifferenziato sugli assicurati corretti e sul ceto medio, non per un aumento della sinistrosità, ma per l’assenza di meccanismi efficaci di selezione, responsabilizzazione e riequilibrio. Il principio di mutualità, privo dei necessari contrappesi, si è progressivamente trasformato da strumento di solidarietà in fattore di squilibrio.

Le frodi assicurative, in tale contesto, non costituiscono più soltanto una causa del problema, ma il segnale più evidente dell’inadeguatezza dell’attuale assetto del sistema. La loro diffusione seriale e organizzata indica che il sistema non è più in grado di distinguere in modo tempestivo tra legalità e abuso, né di garantire una risposta proporzionata ed efficace. È questo il punto in cui il rinvio non è più possibile e in cui l’intervento strutturale diventa una necessità istituzionale.

Interventi in materia di contrasto penale alle frodi assicurative

Il primo asse dell’intervento riguarda l’assetto della risposta penale, che appare oggi inadeguato ad affrontare fenomeni di natura economica, organizzata e seriale. La frammentazione dei procedimenti, la durata incompatibile con la funzione deterrente del processo e la dispersione delle competenze compromettono la capacità dell’ordinamento di intercettare e reprimere efficacemente le condotte illecite.

Particolarmente critica è la disciplina della competenza territoriale, radicata lontano dal luogo in cui il fatto si è verificato. Tale assetto indebolisce l’attività investigativa, rende più complessa l’acquisizione della prova e priva l’azione penale del necessario contatto con il contesto reale in cui le frodi maturano. In queste condizioni, la frode tende a configurarsi come condotta a basso rischio e ad alto rendimento, con effetti emulativi e moltiplicativi.

L’intervento di Civicrazia ribadirà quindi la necessità di una riforma penale che non sia meramente simbolica, ma strutturale e coerente, fondata su:

  • il radicamento della competenza nel luogo del sinistro;

  • la specializzazione degli uffici giudiziari;

  • la previsione di riti accelerati nei casi a prova evidente;

  • l’introduzione di aggravanti per le frodi organizzate e seriali.

Tali misure non rappresentano opzioni discrezionali, ma condizioni di sistema: senza un presidio penale credibile, ogni intervento sul piano tariffario è destinato a produrre effetti parziali e instabili.

Interventi in materia di equità tariffaria nel sistema R.C. Auto

Il secondo asse dell’intervento riguarda l’assetto tariffario del sistema R.C. Auto, che presenta criticità strutturali analoghe a quelle riscontrabili sul piano penale: assenza di proporzionalità, perdita del legame tra comportamento individuale e costo della copertura, redistribuzione indiscriminata dei costi derivanti da inefficienze e condotte illecite.

In tale assetto, il principio di mutualità risulta progressivamente snaturato e trasformato in una forma di socializzazione regressiva del danno, nella quale i comportamenti corretti e responsabili finiscono per essere penalizzati, mentre quelli opportunistici non incontrano adeguati meccanismi di riequilibrio.

Per questa ragione, l’intervento di Civicrazia ribadirà la necessità di una riforma tariffaria non simbolica, ma strutturale, fondata su criteri di equità, responsabilità e proporzionalità, e in particolare su:

  • l’adeguamento dei premi assicurativi al rischio reale e all’effettivo utilizzo del veicolo, superando automatismi e distorsioni territoriali;

  • l’introduzione di un bonus efficace per gli assicurati a bassa sinistrosità, quale riconoscimento del comportamento prudente e responsabile;

  • l’applicazione di franchigie per i soggetti ad elevata sinistrosità, come strumento di responsabilizzazione e contenimento della socializzazione del danno.

Tali interventi non costituiscono misure tecniche isolate, ma condizioni di sistema, senza le quali il mercato assicurativo non può recuperare equilibrio, sostenibilità e legittimazione sociale. Essi consentono di ristabilire il nesso tra responsabilità individuale e costo collettivo, rafforzando la coerenza del sistema senza mai incidere sul diritto dei terzi al pieno risarcimento.

Stato dell’iniziativa e fasi successive del confronto

La tavola rotonda rappresenta, dunque, il passaggio dal tempo della proposta al tempo della responsabilità. Con questa iniziativa, Civicrazia intende riaffermare che la partecipazione civica, per essere credibile, deve accompagnare le istituzioni non solo nella denuncia delle criticità, ma nella definizione delle condizioni concrete per una riforma effettiva, sostenibile e duratura.

Il percorso avviato entra così nella sua fase più impegnativa, quella in cui legalità, equità e razionalità economica devono tradursi in scelte coerenti, nell’interesse dei cittadini e della qualità della convivenza civile.

*Responsabile nazionale Civicrazia contro le truffe assicurative