Frutta Gallo chiude, se ne va un pezzo di storia del commercio napoletano

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“Don Ciccio, Santo e Tonino Gallo ringraziano e si congedano dalla splendida clientela che li ha accompagnati in questo lungo, gratificante e soddisfacente percorso lavorativo durato 64 anni. Frutta Gallo, 1954 – 2018. Firmato Francesco Gallo, fondatore”. Con questo biglietto virtuale, pubblicato sulla pagina Facebook, Francesco Gallo con i figli Santo e Tonino annunciano la chiusura del loro esercizio commerciale, che, in queste ultime ore, da quando si è cominciata a diffondere la notizia, è meta di tanti affezionati quanto increduli clienti i quali, dispiaciuti e addolorati, non si rassegnano al fatto che da domani le saracinesche del locale, posto nel quartiere Arenella, alla via Ugo Niutta, 8, saranno definitivamente abbassate, lasciando il posto a un’altra attività “. A dare la notizia è Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari, che da tempo segue le vicende legate al terziario commerciale della collina, con particolare riferimento alle cosiddette botteghe storiche
“Sulla stessa pagina – aggiunge Capodanno – troviamo anche un breve riepilogo della nascita della storica bottega, con l’insegna “Frutta Gallo”, fondata a Napoli nel 1954, grazie a un centenaria tradizione della famiglia Gallo nella selezione e vendita di frutta e verdura. Una tradizione poi tramandata da Francesco Gallo, “Don Ciccio”, e dalla moglie Anna Canciello, ai figli Antonio e Santo protagonisti, insieme al padre, del punto vendita, tra i più famosi a Napoli, nello specifico settore nonché importante riferimento, per gli acquisti dei prodotti ortofrutticoli, per gli abitanti dei quartieri collinari del Vomero e dell’Arenella”.
“Ho avuto occasione di intrattenermi a parlare della vicenda con uno dei tre titolari che mi ha confermato le motivazioni di carattere prettamente personali della difficile scelta della famiglia Gallo, molto conosciuta e apprezzata in zona – puntualizza Capodanno -. Un’attività, quella dell’esercizio di frutta e verdura, peraltro, molto sacrificata che inizia all’alba e che termina a tarda sera e che richiede, oltre a un impegno diuturno, grande competenza e disponibilità per riuscire ad accontentare una clientela sempre più attenta e giustamente esigente nell’acquisto di prodotti alimentari, cercando sempre di coniugare, in maniera ottimale, qualità e prezzo”.
“L’area collinare della città, che comprende i quartieri del Vomero e dell’Arenella – sottolinea Capodanno -, fino all’inizio di questo secolo, era stata una delle aree commercialmente più attive e interessanti, anche per varietà, dell’intero territorio metropolitano, ma, negli ultimi anni, sono emersi, sempre con maggiore evidenza, i segni di una forte quanto irreversibile crisi in diversi settori, dall’artigianato alle cosiddette botteghe storiche, a conduzione familiare. Sicché il numero di esercizi commerciali tradizionali che hanno abbassato definitivamente le saracinesche è lievitato col passare del tempo e, purtroppo, questa tendenza non accenna a fermarsi, come dimostrano anche le recenti chiusure, tra le quali quest’ultima del negozio di frutta Gallo”.