“Fuga” verso il Nord: il Sud perde 65mila abitanti, il 58% da Campania e Sicilia

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Nel 2018 i trasferimenti di residenza intercomunali sono stati circa 1 milione e 359mila. Per il terzo anno consecutivo si è registrata una variazione positiva sull’anno precedente, segnatamente dell’1,8%, a conferma di una riaccesa vitalità nella mobilità residenziale interna. E’ quanto emerso dal report diffuso oggi dall’Istat sugli indicatori demografici. I movimenti interregionali (tra Comuni di regioni diverse) sono stati oltre 330mila e hanno rappresentato il 24,3% dei trasferimenti totali, in aumento sull’anno precedente (+2,4%). I restanti trasferimenti, all’interno delle regioni, hanno avuto un volume di circa 1 milione 28mila unita’ e sono risultati a loro volta in crescita dell’1,7%.
Invariabilmente negli anni, anche nel 2018 le regioni del Nord, e in particolar modo quelle del Nord-est, hanno acquisito flussi netti positivi dal Mezzogiorno: la Provincia di Bolzano ha marcato un saldo netto del +3,5 per mille, davanti all’Emilia-Romagna (+3,1), alla Provincia di Trento (+2,7) e al Friuli-Venezia Giulia (+2,3). Tra le regioni del Nord-ovest la Liguria, con un tasso del +1,5 per mille, ha preceduto la Lombardia con +1,3. Nel Centro la sola regione a registrare un saldo positivo è stata la Toscana (+0,7 per mille); ferme al palo, invece, Lazio e Umbria, ambedue con saldo migratorio nullo, e addirittura con saldo negativo le Marche (-0,3). Nel Mezzogiorno i saldi migratori sono sempre negativi e la perdita di popolazione dell’intera area è stata pari a oltre 65mila individui, il 58% dei quali dalle sole Campania e Sicilia. In termini relativi, tuttavia, tra le regioni piu’ penalizzate si sono collocate la Calabria (-4,4 per mille), la Basilicata (-4,0) e il Molise (-3,8). La regione del Mezzogiorno piu’ vicina al pareggio di bilancio tra ingressi e uscite e’ stata invece l’Abruzzo (-0,6 per mille).