G7, il Papa ai potenti del mondo: Attenti all’intelligenza artificiale, strumento affascinante e tremendo

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in foto il Papa con Giorgia Meloni al G7

“Uno strumento affascinante e tremendo”. Così Papa Francesco definisce l’intelligenza artificiale, intervenendo alla sessione del G7 di Borgo Egnazia dedicata a questo tema. A introdurre la riflessione del pontefice il premier Giorgia Meloni, padrona di casa in questo summit dei grandi della Terra ospitato in Puglia: “È la prima volta che un pontefice partecipa a un incontro del Gruppo dei Sette, e questo rende inevitabilmente storico l’appuntamento di oggi. Quindi non la ringrazierò mai abbastanza per essere qui, Santità”. “Non possiamo dubitare che l’avvento dell’intelligenza artificiale rappresenti una vera e propria rivoluzione cognitivo-industriale, che contribuirà alla creazione di un nuovo sistema sociale caratterizzato da complesse trasformazioni epocali – sottolinea il Papa – Ad esempio, l’intelligenza artificiale potrebbe permettere una democratizzazione dell’accesso al sapere, il progresso esponenziale della ricerca scientifica, la possibilità di delegare alle macchine i lavori usuranti; ma, al tempo stesso, essa potrebbe portare con sé una più grande ingiustizia fra nazioni avanzate e nazioni in via di sviluppo, fra ceti sociali dominanti e ceti sociali oppressi, mettendo così in pericolo la possibilità di una ‘cultura dell’incontro’ a vantaggio di una ‘cultura dello scarto'”. Secondo il pontefice, “di fronte ai prodigi delle macchine, che sembrano saper scegliere in maniera indipendente, dobbiamo aver ben chiaro che all’essere umano deve sempre rimanere la decisione, anche con i toni drammatici e urgenti con cui a volte questa si presenta nella nostra vita. Condanneremmo l’umanità a un futuro senza speranza, se sottraessimo alle persone la capacità di decidere su loro stesse e sulla loro vita condannandole a dipendere dalle scelte delle macchine. Abbiamo bisogno di garantire e tutelare uno spazio di controllo significativo dell’essere umano sul processo di scelta dei programmi di intelligenza artificiale: ne va della stessa dignità umana”.

Francesco sottolinea anche che “in un dramma come quello dei conflitti armati è urgente ripensare lo sviluppo e l’utilizzo di dispositivi come le cosiddette ‘armi letali autonome’ per bandirne l’uso, cominciando già da un impegno fattivo e concreto per introdurre un sempre maggiore e significativo controllo umano. Nessuna macchina dovrebbe mai scegliere se togliere la vita ad un essere umano”. Citando l’enciclica “Fratelli tutti” , il PAPA rileva che “per molti la politica oggi è una brutta parola, e non si può ignorare che dietro questo fatto ci sono spesso gli errori, la corruzione, l’inefficienza di alcuni politici. A ciò si aggiungono le strategie che mirano a indebolirla, a sostituirla con l’economia o a dominarla con qualche ideologia. E tuttavia, può funzionare il mondo senza politica? Può trovare una via efficace verso la fraternità universale e la pace sociale senza una buona politica?”. “Questa mia riflessione sugli effetti dell’intelligenza artificiale sul futuro dell’umanità ci conduce così alla considerazione dell’importanza della ‘sana politica’ per guardare con speranza e fiducia al nostro avvenire” conclude il PAPA, aggiungendo che “solo una sana politica potrebbe averne la guida, coinvolgendo i più diversi settori e i più vari saperi”.