Gaia, è italiana la prima casa stampata in 3D usando terra cruda

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Una casa creata da una stampante 3d utilizzando prevalentemente il terreno circostante. In occasione dell’evento “Viaggio a Shamballa” e della conferenza “A call to save the world”, Wasp presenta Gaia, un caso studio di costruzione stampata in 3d attraverso la nuova tecnologia Crane Wasp con materiali naturali forniti da RiceHouse. L’impegno dell’azienda italiana, fin dalle origini nel 2012, e’ stato costantemente rivolto allo sviluppo di strumenti per la fabbricazione additiva a scala architettonica e l’inaugurazione di Gaia rappresenta un importante traguardo, anche alla luce di tutte le ricerche condotte nei settori di stampa 3d, design e scienza dei materiali, ricerche che nel 2015 si sono concretizzate con la presentazione mondiale della Big Delta Wasp 12 metri. Gaia, denominata tale per l’utilizzo di terra cruda come principale legante della miscela costituente, puo’ essere considerata un nuovo modello architettonico ecosostenibile con particolare attenzione all’impiego di materiali naturali di scarto, provenienti dalla filiera produttiva del riso e orientati alla realizzazione di murature particolarmente efficienti dal punto di vista bioclimatico e di salubrita’ degli ambienti.
Tale ricerca è stata possibile anche attraverso la collaborazione con RiceHouse, startup italiana che opera nel campo della bioedilizia attraverso l’uso degli scarti provenienti dalla produzione del riso. Per la realizzazione di Gaia, RiceHouse ha fornito le fibre vegetali attraverso le quali Wasp ha sviluppato una mescola composta per il 25% da terreno prelevato in sito (30% argilla, 40% limo e 30% sabbia), per il 40% da paglia di riso trinciata, per il 25% da lolla di riso e il 10% da calce idraulica. La mescola e’ stata impastata attraverso l’uso della molazza, in grado di rendere il composto omogeneo e lavorabile. Gaia e’ un modulo altamente performante sia dal punto di vista energetico che della salubrita’ indoor, con un impatto ambientale quasi nullo. Stampata in poche settimane grazie alla sua muratura non necessita ne’ di riscaldamento ne’ di un impianto di condizionamento, in quanto mantiene al suo interno una temperatura mite e confortevole sia d’inverno che d’estate. Il progetto bioclimatico firmato RiceHouse, oltre a sfruttare l’apporto passivo del sole grazie all’orientamento a Sud-Ovest dove e’ posizionata una grande vetrata per ottimizzare la luce naturale, e’ centrato nella definizione delle stratigrafie sia nella copertura, realizzata in legno con un isolamento in calce-lolla (RH300), sia nel massetto contro terra realizzato in calce-lolla, leggero ma termico per permettere di raggiungere un fabbisogno energetico pari a una classe A4. La parete monolitica stampata in 3d e’ poi stata rifinita internamente con una rasatura in argilla-lolla (RH400), levigata e oliata con oli di lino.