Galantino (Cei): “No a interventi da ferro e fuoco sui migranti”

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Roma, 22 set. (AdnKronos) – No a interventi da ‘ferro e fuoco’, guardare alla persona non a “trarre profitti da certi atteggiamenti”. Monsignor Nunzio Galantino, presidente dell’Apsa e segretario generale uscente della Cei, in una intervista all’Adnkronos in occasione dell’uscita del suo volume ‘Vivere le parole – Per un vocabolario dell’esistenza’ (Piemme edizioni) con la prefazione firmata dal Papa, si sofferma anche sul decreto migranti che lunedì arriverà al Cdm.

“Guardiamo negli occhi la storia delle persone e guardiamo la realtà italiana che non è così negativa da fare interventi da ‘ferro e fuoco’. C’è da capire – dice Galantino – cosa di bello hanno maturato gli italiani, con limiti, tra tanta confusione e lasciati soli da realtà internazionali come l’Europa ma guardiamo con realismo per smettere atteggiamenti curvaioli e da stadio che non ci fanno percepire il senso della realtà”. Pur premettendo di non avere visto nelle pieghe il decreto legge che arriverà lunedì al Consiglio dei ministri, Galantino osserva: “Questo decreto come tanti altri, fatto da questo o da altri governi, dipende dal motivo per cui si scrivono perché se si scrivono per dovere ricavare il massimo di profitto da certe parole o atteggiamenti e non si scrivono per un servizio alla persona quale che sia la sua condizione e nazionalità.. qualsiasi decreto, legge, intervento, dipende dall’obiettivo che si deve raggiungere”.

L’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) proprio ieri ha lanciato l’allarme sul fatto che il decreto sancisce la cancellazione degli Sprar “l’unico sistema pubblico di accoglienza che funziona”. Galantino, che nei cinque anni in Cei ha frequentato tanti campi profughi all’estero (è stato in Kurdistan, in Giordania, in Libano) ma ha raccolto testimonianze anche nel nostro Paese, osserva: “Gli Sprar dove sono tenuti bene, e sono la stragrande maggioranza, sono istituzioni straordinarie perché il modo in cui sono stati concepiti dà garanzie”.

Galantino bolla come ‘bufala’ la “storia dei 35 euro dati agli immigrati: “E’ una balla grossa perché tutti sanno che lo Sprar non si fa all’aria aperta ma in un locale che deve avere sua consistenza per legge, una sua cura, deve avere operatori e tutte queste realtà non possono essere fatte in nero. Se ciò accade, è bene che il governo intervenga e punisca ma dovere poi leggere tutte queste realtà che hanno capacità belle di promozione, è come minimo fuori posto perché gli operatori che sono lì sono italiani e vengono pagati con quei soldi. Le utenze sono pagate all’Italia, il cibo è comprato in Italia quindi sono soldi che di fatto restano qui eccetto quei 2.50 euro che vengono dati a queste persone”.