Galaxy Express 999, il treno spaziale di Leiji Matsumoto

60
Tutti i diritti sono dei rispetti proprietari

di Alessandro Spagnuolo

Galaxy Express 999 è un classico assoluto dell’anime* giapponese, nato dalla fantasia visionaria di Leiji Matsumoto (松本 零士, Matsumoto Reiji), pseudonimo di Akira Matsumoto (松本 , Matsumoto Akira, scomparso il 13 febbraio 2023); e prodotto da Toei Animation (東映アニメーション株式会社, Tōei Animēshon Kabushiki-gaisha, famosa per aver realizzato serie come L’Uomo Tigre, Mazinga Z, Capitan Harlock, Dr. Slump, Dragon Ball, I Cavalieri dello zodiaco, Sailor Moon, Slam Dunk, Digimon, One Piece e tanti altri) alla fine degli anni ’70.

L’opera si inserisce all’interno del vasto e affascinante Leijiverse, un’universo narrativo condiviso creato da Leiji Matsumoto. Riunisce molte delle sue opere più celebri, tutte ambientate nello stesso mondo futuristico e collegate da personaggi, eventi e temi comuni. Ne fanno parte serie come Galaxy Express 999, Capitan Harlock, Queen Emeraldas, Space Pirate Captain Harlock, Galaxy Railways, Maetel Legend, Space Symphony Maetel e Cosmo Warrior Zero. In questo grande mosaico narrativo, le avventure dei vari protagonisti si svolgono in parallelo e talvolta si incrociano, creando una continuità coerente tra storie e saghe diverse.

Con il suo stile iconico e le sue tematiche matureimmortalità, identità umana, e il conflitto tra progresso tecnologico e animaGalaxy Express 999 si è affermato come uno dei capisaldi della fantascienza animata. Non è soltanto un viaggio attraverso le stelle, ma un percorso emotivo intriso di malinconia, riflessione e meraviglia, sorretto da animazioni evocative e da una colonna sonora memorabile.

Tutti i diritti sono dei rispetti proprietari

Etimologia del nome
L’etimologia del titolo Galaxy Express 999 affonda le sue radici in un immaginario poetico che unisce nostalgia infantile, simbolismo numerico e un preciso omaggio letterario. In giapponese, infatti, il titolo originale 銀河鉄道999 (Ginga Tetsudō Surī Nain) significa letteralmente “Ferrovia della Via Lattea 999”: un’indicazione diretta dell’ambientazione e del mezzo di trasporto che guida l’opera, un treno in viaggio attraverso la galassia. Il numero 999, letto “three nine”, identifica la linea del convoglio cosmico, ma la scelta va ben oltre la semplice denominazione di una rotta: richiama l’idea di un percorso incompiuto, la soglia immediatamente precedente al “mille”, numero che in Giappone evoca perfezione e compiutezza. È come se Matsumoto avesse voluto suggerire che il viaggio del suo protagonista — e per estensione quello dell’umanitànon sia ancora giunto alla sua piena realizzazione.

Il cuore poetico del nome, tuttavia, risiede in un omaggio esplicito a Una notte sul treno della Via Lattea, il celebre racconto di Kenji Miyazawa (宮沢 賢治, Miyazawa Kenji, scomparso il 21 settembre 1933), che immagina un treno sospeso nell’universo e un viaggio intriso di spiritualità e simbolismi esistenziali. Quel libro ha lasciato un’impronta profonda in Matsumoto, che ne riprende non solo l’idea del treno come mezzo di transito verso dimensioni metaforiche, ma anche la tonalità malinconica e contemplativa. Da quel seme letterario nasce così la visione del Galaxy Express 999, un treno cosmico che attraversa l’infinito non come una navicella ipertecnologica, ma come una locomotiva carica di ricordi, di umanità e di domande sul destino.

Tutti i diritti sono dei rispetti proprietari

L’uso del termine “Express” sottolinea poi il fascino dei treni a lunga percorrenza del primo Novecento, un immaginario che appartiene all’infanzia dello stesso autore: locomotive a vapore, stazioni illuminate dalla nebbia, il ritmo costante delle rotaie. Inserito nel contesto galattico, questo elemento crea un contrasto poetico potentissimo: il familiare che si fonde con l’ignoto, il passato che attraversa le stelle per proiettarsi nel futuro. Così il titolo Galaxy Express 999 diventa molto più che una semplice etichetta: è la dichiarazione d’intenti di un autore che racconta il viaggio cosmico come percorso dell’anima, sospeso tra nostalgia, meraviglia e un eterno desiderio di scoprire ciò che si trova oltre l’orizzonte stellare.

Trama (senza spoiler)
La vicenda inizia con Tetsuro Hoshino (星野鉄郎 Hoshino Tetsurō), un ragazzo povero di 13 anni, chiamato Masai nell’edizione italiana, ossessionato dal sogno dell’immortalità. In un futuro avanzato l’umanità può trasferire la propria coscienza in corpi meccanici, ma solo i ricchi se lo possono permettere. Il protagonista, rimasto orfano dopo un tragico evento, incontra per caso Maetel (メーテル Mēteru), una misteriosa donna vestita di nero che gli ricorda la madre e che gli offre un passaggio gratuito sul leggendario Galaxy Express 999, un treno spaziale che una volta all’anno parte dalla Terra verso il pianeta Andromeda, dove si può ottenere un corpo meccanico gratuito. I due partono allora per un lungo viaggio fra pianeti esotici e avventure pericolose. Lungo il percorso Tetsuro scopre che l’immortalità meccanica ha un prezzo: molte persone trasformate in “uomini-meccanici” rimpiangono di aver perso la loro umanità. Con il procedere del viaggio, i due compagni incontrano amici e nemici, come l’ultramoderno Kikai Hakushaku (機械伯爵, Kikai Hakushaku, denominato Conte Meccanico) e vengono a patti con la vera natura del sogno di vita eterna. Il tono della serie resta avventuroso, ma col passare degli episodi si fa sempre più riflessivo: i giovani spettatori imparano insieme a Tetsuro che certe aspirazioni troppo ardite possono rivelarsi amare.

Tutti i diritti sono dei rispetti proprietari

Episodi
La serie fu trasmessa in Giappone dal settembre 1978 all’aprile 1981 su Fuji TV per un totale di 113 episodi. La regia principale fu affidata a Nobutaka Nishizawa (西沢 信孝, Nishizawa Nobutaka), con la collaborazione di Masayuki Akehi (明比正行, Akehi Masayuki) e la sceneggiatura a Keisuke Fujikawa (藤川 桂介), nome d’arte di Hideo Ito (伊藤 英夫) e Hiroyasu Yamamura (山村 宏康, Yamamura Hiroyasu), con character design di Shigeru Kogawa (小川 , Kogawa Shigeru) e Shingo Araki (荒木 伸吾, Araki Shingo, scomparso il 1° dicembre 2011). Le musiche originali furono composte da Nozomi Aoki (青木 Aoki Nozomi). Lo studio responsabile era Toei Animation, una delle case di produzione più importanti dell’epoca, e la serie fu apprezzata per la sua qualità e profondità. In Italia Galaxy Express 999 fu trasmesso su Rai 2 a partire dal febbraio 1982 (prima parte) e su emittenti locali fino al 1985; furono mantenuti i 113 episodi integrali, ciascuno di 24 minuti di durata.

Manga one-shot
Il manga** originale, anch’esso intitolato Galaxy Express 999, fu pubblicato su riviste giapponesi. Il primo ciclo, noto come “Edizione Andromeda”, uscì su Weekly Shōnen King (週刊少年キング, Weekly Shōnen King) dal 24 gennaio 1977 al 6 novembre 1981, raccogliendo 91 capitoli in 18 volumi. Dopo una pausa quindicennale, Matsumoto riprese la serie con una continuazione chiamata “Eternal” (ambientata un anno dopo gli eventi originali, con la Terra distrutta), serializzata fra il 1996 e il 2001 su Big Gold. Questa seconda edizione porta il totale a 143 capitoli (in 25 volumi giapponesi complessivi). Galaxy Express 999 è quindi un manga di grande successo, vincitore del prestigioso Premio Shogakukan nel 1978. In Italia il manga è stato pubblicato da Panini Comics (lo stesso editore delle edizioni di Captain Harlock e altri lavori di Matsumoto).

Tutti i diritti sono dei rispetti proprietari

Stile visivo e qualità dell’animazione
Lo stile grafico della serie è tipico degli anime anni ’70: disegni eleganti, personaggi dai lineamenti affilati e scenari spaziali spesso psichedelici. Il character design di Araki porta linee nitide e movimenti a volte stilizzati ma ricchi di espressività. Per l’epoca, la serie vantava una produzione di alto livello, con sfondi dipinti a mano e modellini di locomotive a vapore che ricordano il passato, ad esempio, il treno ispirato alla locomotiva reale JNR C62, fusi con un’ambientazione futuristica. La qualità dell’animazione può sembrare datata oggi (fotogrammi limitati in alcune scene d’azione), ma resta affascinante per la cura del dettaglio e la regia di Rintarō nei film collegati. In definitiva, il prodotto Toei è considerato qualitativamente superiore alla media delle serie TV di quel tempo, con almeno un colpo d’occhio memorabile per ogni episodio.

Musiche
La colonna sonora di Galaxy Express 999 unisce orchestrazioni epiche a canzoni animate. Il brano più celebre rimane la sigla italiana “Galaxy” degli Oliver Onions del 1982, adottata per il pubblico nostrano.

In Giappone l’apertura TV è affidata al canto solenne di Isao Sasaki (ささきいさお, Sasaki Isao) con il Coro dei Bambini di Suginami, intitolato “銀河鉄道999” (Galaxy Express 999).

La sigla di chiusura originale giapponese si intitola “Seishun no Umi” (青春の海, “Mare della Gioventù”), ed è cantata sempre da Isao Sasaki insieme al Coro dei Bambini di Suginami. Quindi, proprio come per la sigla di apertura, Isao mantiene la voce solenne e drammatica anche per l’ending, creando continuità emotiva tra apertura e chiusura degli episodi.

Nel film del 1979 Matsumoto fece eseguire al famoso gruppo rock Godiego la traccia “The Galaxy Express 999”, un pezzo pop-rock in inglese/giapponese diventato un classico.

Anche i film successivi ebbero sigle importanti: nell’OAV Adieu Galaxy Express 999 del 1981 spiccano due canzoni di Mary MacGregor, la prima dal titolo “Love Light”

e quella di chiusura “Sayonara”,

con versioni giapponesi cantate da Kumiko Kaori (かおりくみこ, Kaori Kumiko).

Questi temi musicali (tanto nella versione originale che nei vari adattamenti italiani) sono stati spesso reinterpretati o proposti in cover.

Film animati OAV***
La saga fu estesa anche al cinema con tre lungometraggi principali:

  • 1979 – Galaxy Express 999 (銀河鉄道999, Ginga Tetsudō Surī Nain): il primo film diretto da Rintarō (りんたろう), pseudonimo di Shigeyuki Hayashi (林政行, Hayashi Shigeyuki) adatta la storia principale in chiave cinematografica, condensando alcuni archi narrativi.
  • 1981 – Addio Galaxy Express 999 – Capolinea Andromeda (さよなら銀河鉄道999: アンドロメダ終着駅, Sayonara Ginga Tetsudō 999: Andoromeda shūchakueki) diretto sempre da Rintarō: sequel originale del film, con una trama nuova ambientata tre anni dopo.
  • 1998 – Galaxy Express 999: Eternal Fantasy (銀河鉄道999 エターナル・ファンタジー, Ginga Tetsudō 999 Etānaru Fantajī) regia di Kônosuke Uda (宇田 幸之助, Uda Kônosuke): terzo film, che riprende Tetsuro e Maetel in una nuova avventura alcuni anni dopo.

Speciali televisivi
Gli speciali televisivi di Galaxy Express 999 ampliano l’universo della serie animata originale, offrendo episodi autoconclusivi o riadattamenti di storyline chiave con maggiore profondità emotiva. Questi speciali, trasmessi tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, permettono ai fan di seguire nuove avventure dei personaggi principali o di rivivere momenti importanti della serie sotto una luce diversa.

  • 1979 – Ginga Tetsudō 999: Kimi wa Senshi no Yō ni Ikirareru ka!! (君は戦士のように生きられるか!!, Can You Live Like a Warrior!?) – Primo TV special che riprende e amplia alcune avventure iniziali di Tetsuro e Maetel, ponendo le basi per le successive sfide intergalattiche.
  • 1980 – Ginga Tetsudō 999: Eien no Tabibito Emeraldas (永遠の旅人エメラルダス, Eternal TravelerEmeraldas) – Special televisivo incentrato sul personaggio di Emeraldas, approfondendo la sua storia e i legami con i protagonisti.
  • 1980 – Ginga Tetsudō 999: Kimi wa Haha no Yō ni Aiseru ka!! (君は母のように愛せるか!!, Can You Love Like a Mother!?) – Racconto drammatico tratto dagli episodi 51-52, che esplora temi di maternità e sacrificio nello spazio.
  • 1981 – Ginga Tetsudō 999: Shōnen no Tabidachi to Wakare (少年の旅立ちと別れ, Il Viaggio e l’Addio del Giovane) – Special che narra momenti di passaggio e crescita dei protagonisti, con un focus sulle emozioni dei viaggi interstellari.

Live action
Al momento esistono versioni live-action solo recenti e non ampiamente distribuite:

  • 2018 – Galaxy Express 999 (銀河鉄道999 – Galaxy Live Drama): uno speciale televisivo giapponese/spagnolo trasmesso su BS Sky PerfectTV che riadatta fedelmente la storia originale con attori in carne e ossa.

Spin-off e crossover
La saga ha generato diversi spin-off ambientati nello stesso universo (“Leijiverse”):

  • 2000 – Maetel Legend – Sinfonia d’inverno (メーテルレジェンド, Mēteru Rejendo): miniserie OVA*** in due parti che funge da prologo alla serie, spiegando l’origine di Maetel e del pianeta Prometheum.
  • 2004 – Space Symphony Maetel (宇宙航海士メーテル~銀河鉄道999外伝~, Uchū Kōkōshi Mēteru: Ginga Tetsudō 999 Gaiden): serie TV di 13 episodi (Animax) che collega Maetel Legend al film originale, approfondendo storie di altri pianeti.
  • 2003 – The Galaxy Railways (銀河鉄道物語, Ginga Tetsudō Monogatari): serie anime prodotta da Matsumoto ambientata in un futuro alternativo con treni spaziali, spirituale spin-off di 999. Le trame sono diverse, ma l’ambientazione continua quella degli Space Railroad e ne riprendono temi e tecnologie.
in foto il la locandina di Space Symphony Maetel – Tutti i diritti sono dei rispettivi proprietari

Ordine cronologico del Leijiverse
Ecco un possibile itinerario per scoprire le opere principali del Leijiverse:

  1. “Maetel Legend – Sinfonia d’inverno” (メーテルレジェンド, Maeteru Rejendo) — 2000
    Una OVA in 3 episodi che funge da prologo ideale ad alcune delle opere più note. Racconta l’origine del pianeta Maetel (che poi diventerà Andromeda) e le vicissitudini che preparano il terreno per Galaxy Express 999. Ottimo punto di partenza per conoscere le radici del mito.
  2. “Space Symphony Maetel – Galaxy Express 999 Outside” (宇宙交響詩メーテル ~銀河鉄道999外伝, Uchū Kōkyōshi Maetel ~ Ginga Tetsudō 999 Gaiden ~) — 2004–2005 (TV, 13 episodi)
    Serie che fa da ponte tra Maetel Legend e il mondo di Galaxy Express 999. Perfetta come secondo passo: introduce nuove ambientazioni e arricchisce il background dell’universo.
  3. “Galaxy Express 999” (銀河鉄道999, Ginga Tetsudō 999) — 1977–1981 (serie TV, 113 episodi)
    Il cuore del Leijiverse: la serie classica che ha fatto la storia. Segue le avventure di Tetsuro e Maetel a bordo del treno galattico, tra viaggi nello spazio, questioni morali, sogni e speranze. Imperdibile per comprendere l’anima dell’universo Matsumoto.
  4. “Arcadia of My Youth” (わが青春のアルカディア, Waga Seishun no Arcadia) — 1982 (film)
    Film fondamentale per introdurre il personaggio di Captain Harlock e la sua mitica nave, l’Arcadia. Spesso considerato uno dei pilastri del Leijiverse, getta le basi per molte storie di pirati spaziali e ribellione.
  5. “Arcadia of My Youth: Endless Orbit SSX” (わが青春のアルカディア 無限軌道SSX, Waga Seishun no Arcadia – Mugen Kidō SSX) — 1982–1983 (serie TV, 22 episodi)
    Segue gli eventi del film, espandendo la saga di Harlock e proseguendo le sue avventure nello spazio. Consigliato dopo il film per proseguire la narrazione della “via di Arcadia”.
  6. “Space Pirate Captain Harlock” (宇宙海賊キャプテンハーロック, Uchū Kaizoku Captain Harlock) — 1977–1979 (serie TV)
    Classico dell’epoca, introduce le avventure spaziali di Harlock, ribellione e libertà contro oppressione — temi cari a Matsumoto. Anche se la continuità con le altre opere non è sempre rigorosa, rappresenta un fondamentale tassello dello spirito “Leijiverse”.
  7. “The Galaxy Railways” (銀河鉄道物語, Ginga Tetsudō Monogatari) — 2003–2007 (serie TV)
    Una reinterpretazione più moderna del concetto di “ferrovia spaziale”: pur non avendo collegamenti narrativi stretti con le serie classiche, riprende l’idea del viaggio interstellare su rotaia, offrendo un tono diverso e più contemporaneo. Ottima per vedere un altro lato del mito.
  8. Altri titoli minori / spin-off
    Dopo aver visto i “capisaldi”, è possibile esplorare le opere secondarie: serie, film, OVA e spin-off meno noti che ampliano l’universo con idee, esperimenti narrativi o semplici variazioni stilistiche. Nel Leijiverse la coerenza cronologica è spesso flessibile, per cui questi titoli vanno fruiti come espansioni, non come “continuazioni rigide”.

Il “Leijiverse” non è pensato come un universo con una cronologia unica e coerente — molte opere sono indipendenti, altre sono reinterpretazioni, e spesso i collegamenti sono più tematici che narrativi. L’ordine che suggerisco serve a entrare gradualmente in questo universo, coglierne motivi ricorrenti (viaggio, libertà, nostalgia, ribellione, umanità vs tecnologia) e apprezzarne lo stile in evoluzione. Non è una “linea narrativa assoluta”, ma piuttosto un percorso consigliato per spettatori/appassionati.

Ordine cronologico di Galaxy Express 999

  1. Maetel Legend (OVA, 2000) – prequel che introduce l’universo di 999.
  2. Galaxy Express 999 (serie TV, 1978–1981) – l’opera principale da vedere per prima.
  3. Galaxy Express 999 (film 1979) – riassume parte della serie con maggior drammaticità.
  4. Adieu Galaxy Express 999 (film 1981) – sequel cinematografico.
  5. Galaxy Express 999: Eternal Fantasy (film 1998) – terzo lungometraggio.
  6. Space Symphony Maetel (TV anime 2004–05) – ambientato dopo i primi film.
  7. The Galaxy Railways (serie TV 2003–07) – spin-off correlato (opzionale).

In alternativa, si possono leggere i manga originali prima della serie anime per conoscere dettagli aggiuntivi.

Premi
Galaxy Express 999 ha goduto di riconoscimenti prestigiosi:

  • 1978 – Shōgakukan Manga Award nella categoria shōnen per il manga Galaxy Express 999.
  • 1980 – Japanese Academy Award for Popularity assegnato al film Galaxy Express 999 del 1979.
  • 1981 – Animage Grand Prix alla serie animata televisiva Galaxy Express 999 come miglior anime dell’anno.

Videogiochi
La popolarità di Galaxy Express 999 portò alla realizzazione di alcuni videogiochi, tutti giapponesi per console e arcade:

  • 1986 – Galaxy Express 999: Freedom Fighter (arcade LaserDisc) – Rail-shooter basato su filmati animati originali dei film, in cui il giocatore pilota navicelle all’inseguimento di navi nemiche.
  • 1992 – Escape From Cyber City (Philips CD-i) – versione per CD-i del gioco arcade sopra, con la stessa azione di sparatutto spaziale.
  • 2001 – Matsumoto Leiji 999: Story of Galaxy Express 999 (PlayStation) – gioco d’avventura/action (solo in Giappone) che ripercorre la storia anime con fasi di combattimento e puzzle.
  • 2010 – Ginga Tetsudō 999 DS (Nintendo DS) – gioco mix di avventura e battaglie a turni, con grafica manga, basato sulle vicende di Tetsuro e Maetel.

Censura italiana
La trasmissione italiana di Galaxy Express 999 degli anni ’80 fu per lo più integrale. Non risultano tagli drastici ai contenuti, data l’epoca e il target giovanile. Si segnala qualche adattamento nei dialoghi (ad esempio Tetsuro diventa Masai, Maetel Maisha) e lievi censure stilistiche sulle scene più cruente, come era prassi all’epoca. In generale, le parti drammatiche restarono in onda (il cattivo Conte Meccanico era perfino divertito in trasmissione), e il messaggio finale rimase intatto. Al contrario, la nuova edizione DVD Blu-Ray italiana (Discotek Media) del 2018 è nota per aver restaurato integralmente la serie senza alcuna censura, con doppiaggio inedito.

Tutti i diritti sono dei rispetti proprietari

Curiosità

  • Il treno spaziale Galaxy Express 999 è visivamente basato su una locomotiva reale giapponese, la JNR Class C62.
  • La canzone Fantasy del film Bomber nasce direttamente dalla base musicale di Galaxy Express 999. Il regista, grande appassionato del brano degli Oliver Onions, chiese infatti di utilizzarla anche nel film. Per questo il duo riscrisse semplicemente un nuovo testo mantenendo la stessa melodia originale. Il risultato è una sorta di omaggio: Fantasy e Galaxy condividono la stessa atmosfera e lo stesso inconfondibile tema musicale.
  • L’identità, le origini e le motivazioni di Maetel sono volutamente ambigue. La sua storia completa viene svelata solo in opere successive come Maetel Legend.
  • Nel manga Tetsuro è più piccolo e rappresentato in modo più “infantile”, mentre nell’anime viene disegnato più grande per creare maggiore empatia con il pubblico televisivo.
  • I mondi visitati non sono semplici scenari: ognuno rappresenta una “lezione”, un vizio umano o una distorsione sociale (consumismo, alienazione, immortalità meccanica, ecc.).
  • Il lungometraggio del 1979 cambiò il finale rispetto al manga, introducendo un epilogo più compiuto e cinematografico, da molti considerato uno dei migliori finali dell’animazione giapponese.
  • Le apparizioni di Emeraldas e Capitan Harlock in Galaxy Express 999 non sono semplici cameo, ma segnali chiari della continuità narrativa dell’universo creato da Leiji Matsumoto. La loro presenza conferma che le varie saghe si svolgono nello stesso mondo e che le storie dei protagonisti procedono in parallelo, intrecciandosi nei punti chiave del Leijiverse.
  • Un’anime che mescola fantascienza e critica sociale: pur presentando ambientazioni futuristiche e spaziali, Galaxy Express 999 affronta temi duri — come le disuguaglianze sociali, l’alienazione, il prezzo dell’immortalità tecnologica, il valore (o la perdita) dell’umanità.
  • Il numero 999 ha un valore simbolico ma anche pratico: nelle ferrovie giapponesi tradizionali i numeri alti venivano dati ai treni espresso più prestigiosi. Nel contesto Matsumoto lo usa per enfatizzare il leggendario status del treno. Il numero viene esplicitamente letto in inglese giapponese “surii nain” nel titolo.
  • Galaxy Express 999 fu il primo anime in Italia a parlare di nanotecnologia e innesti meccanici così dettagliatamente (concetti allora poco esplorati). Molti fan dell’epoca rimasero affascinati dal dibattito etico presente nell’opera su cosa significhi essere umani.
  • Il franchise ha influenzato persino i videogiochi giapponesi: il famoso game designer Fumito Ueda (上田 文人, Ueda Fumito, autore di ICO ha citato Galaxy Express 999 come ispirazione per il rapporto tra il giovane eroe e la guida femminile nel suo gioco.

Conclusione
A oltre quattro decenni dal suo debutto, Galaxy Express 999 rimane un’opera imprescindibile per gli appassionati di fantascienza anime. Il suo mix di avventura spaziale, sentimento umano e riflessione filosofica è ancora attuale, e trasmette un senso di meraviglia e nostalgia unico. Ogni nuovo spettatore che sale su quel treno galattico scopre una storia straordinaria, un mosaico di anime classici e un tributo all’ingegno creativo di Matsumoto – un viaggio che, come insegna la serie, può davvero cambiare chi lo compie.

Per apprezzarla al meglio si consiglia la visione in lingua originale con i sottotitoli in italiano, attualmente è possibile solo acquistarla o noleggiarla.

Buona visione

*Anime
Gli anime sono produzioni animate provenienti dal Giappone, disponibili in TV, al cinema o sulle piattaforme di streaming. A differenza dei cartoni animati occidentali, gli anime si distinguono per il loro stile artistico distintivo, trame avvincenti e una grande diversità di generi, che includono azione, commedia, fantasy e dramma.

Si dividono in:

Kodomo (dal giapponese bambino/a) rivolto ad un pubblico di bambini. Esempi: Doraemon, Pokemon e Heidi.

Shōnen (dal giapponese ragazzo) per un pubblico di ragazzi adolescenti. Esempi: Dragon Ball, One Piece e Naruto.

Shōjo (dal giapponese ragazza) indirizzati ad un pubblico di ragazze adolescenti Esempi: Sailor Moon, Mila e Shiro e Kiss me Licia.

Seinen (dal giapponese uomo giovane) destinati ad un pubblico adulto maschile dai 18 anni in su. Esempi: Berserk, Vinlad Saga, Psycho Pass.

Josei (dal giapponese donna) per un pubblico adulto femminile. Esempi: Nana, Paradise Kiss e Vampire Knight.

**Manga
I manga sono fumetti giapponesi. Si distinguono per alcune caratteristiche uniche. Innanzitutto, la lettura avviene sempre da destra verso sinistra, partendo dall’ultima pagina. Molti manga sono stampati in bianco e nero, focalizzandosi sul dettaglio del tratto e sull’espressività dei personaggi. Lo stile di disegno è spesso caratterizzato da occhi grandi e intensi, capelli dalle forme e colori vivaci, e un’enfasi sulle reazioni emotive attraverso espressioni facciali e simbolismi visivi.

Spokon
Il termine spokon (
スポ根) nasce in Giappone dall’unione di “sport” (スポーツ, supōtsu) e “konjō” (根性), che significa grinta, forza di volontà. Questo genere racconta storie sportive dove l’elemento centrale non è solo la competizione, ma soprattutto il percorso interiore dei protagonisti, fatto di sacrifici, allenamenti estenuanti e determinazione incrollabile. Lo spokon celebra la volontà di non arrendersi mai, trasformando lo sport in una scuola di vita. È un racconto epico in cui ogni partita è una battaglia, e ogni sconfitta diventa un passo verso la crescita.

Manga one-Shot
Nel mondo del manga, un one-shot è una storia autoconclusiva, generalmente pubblicata in un singolo capitolo, che presenta una trama completa con personaggi, ambientazione e conclusione all’interno di un numero limitato di pagine. La sua caratteristica fondamentale è l’autonomia narrativa: non prevede seguiti o serializzazioni, e si sviluppa interamente in una sola pubblicazione, anche se può variare in lunghezza da una quindicina a oltre cento pagine.

Mecha
Il termine mecha (
メカ) — abbreviazione di mechanical — indica un genere dell’animazione e del fumetto giapponese incentrato su robot giganti pilotati o controllati da esseri umani. Nato negli anni ’60 con serie come Tetsujin 28-go (鉄人28), il genere esplose nel decennio successivo grazie a Mazinga Z (マジンガーZ) di Gō Nagai, che introdusse l’idea del pilota all’interno del robot, trasformando la macchina in un’estensione dell’uomo.

Negli anni ’70 e ’80 i mecha divennero un fenomeno di massa, evolvendosi in due filoni principali:

  • Super Robot, dominato da eroi invincibili e battaglie spettacolari come Jeeg Robot d’acciaio, Ufo Robot Goldrake, Daiking, Getter Robot.
  • Real Robot, più realistico e militare, inaugurato da Mobile Suit Gundam (機動戦士ガンダム) nel 1979, dove i robot sono armi e i conflitti hanno un peso politico e umano, Macross, Patlabor, Armored Trooper VOTOMS.

Il fascino dei mecha risiede nel loro equilibrio tra potenza tecnologica e dramma umano: sono storie che raccontano la fusione tra l’uomo e la macchina, tra progresso e identità, tra mito e futuro.

Negli anni ’90 e 2000 il genere si è rinnovato con opere più psicologiche come Neon Genesis Evangelion (新世紀エヴァンゲリオン, Shin Seiki Evangerion) di Hideaki Anno, e più di recente con rivisitazioni moderne come Code Geass (コードギアス) o Gurren Lagann (天元突破グレンラガン, Tengen Toppa Guren Ragan).

Manhwa
Il termine manhwa indica i fumetti prodotti in Corea del Sud, e in alcuni contesti si riferisce anche al fumetto coreano in generale. La parola è composta da due ideogrammi cinesi: “man” (
) che significa “libero, spontaneo, senza limiti” e “hwa” () che significa “disegno, pittura”. Quindi, letteralmente, manhwa può essere tradotto come “disegno spontaneo” o “fumetto libero”.

Il manhwa si distingue dal manga giapponese soprattutto per stile graficoformato di pubblicazione e modi di lettura:

  • Formato e distribuzione: tradizionalmente pubblicato su riviste settimanali o mensili, spesso in bianco e nero, ma con la crescente diffusione dei webtoon, molti manhwa oggi sono realizzati per la lettura digitale, con pagine verticali ottimizzate per smartphone.
  • Stile artistico: i tratti tendono a essere più realistici rispetto al manga, con attenzione ai dettagli architettonici e all’abbigliamento.
  • Temi e target: i manhwa spaziano dai generi romantici e scolastici agli action, horror e fantasy, spesso con una narrazione più matura e drammatica, riflettendo differenze culturali tra Corea e Giappone.

In sintesi, il manhwa è il corrispettivo coreano del manga giapponese, ma con caratteristiche peculiari che lo rendono immediatamente riconoscibile, soprattutto nella grafica e nella fruizione digitale moderna.

***OAV o OVA
L’OAV (Original Animation Video) è un episodio o una serie di episodi anime che vengono prodotti direttamente per il mercato home video (VHS, DVD, Blu-ray, streaming on demand) senza essere trasmessi prima in televisione o al cinema. Pensa agli OAV come a degli “speciali” o delle “uscite dirette per il video” che spesso approfondiscono storie secondarie, esplorano universi alternativi o continuano trame di serie TV già concluse, offrendo maggiore libertà creativa rispetto alle produzioni destinate al palinsesto televisivo.

Moe
La parola “moe” (
萌え) è un termine giapponese usato nel mondo degli anime e manga per descrivere un sentimento di affetto, attrazione o tenerezza verso un personaggio (di solito femminile) che ha caratteristiche adorabili, ingenue o protettive.