Galleria aperta, lezione caprese. Senesi: Così è nato un sogno

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Restituire all’isola azzurra un ruolo da protagonista anche nel panorama artistico contemporaneo. Dopo il riuscito test dell’edizione numero zero dello scorso anno, “Capri The Island Of Art” sta in questi giorni mostrando anche ai più scettici che si tratta di una sfida vinta sia sul piano culturale sia su quello economico. La trasformazione dell’isola azzurra in una galleria a cielo aperto si protrae fino a dicembre allungando la stagione caprese, fino ad inverno inoltrato. Artefice dell’iniziativa è Franco Senesi, imprenditore culturale e fondatore di Liquid Art System, che sostiene il progetto.

Franco SenesiCom’è nata l’idea di una rassegna d’arte interamente dedicata al contemporaneo?

L’idea è nata circa due anni fa, quando presentai un progetto all’amico Roberto Faravelli. Insieme abbiamo abbozzato l’organizzazione di Capri – The Island Of Art, proponendoci di coinvolgere, oltre ai due Comuni dell’isola, il Polo Museale per realizzare una grande manifestazione che includesse anche la Certosa, e di essere tra i pochi sull’isola a curare, come poi avvenuto, il restauro di alcune aree dell’antico Monastero.

Tra i tanti nomi spicca senz’altro quello di Santiago Sierra e il suo “NO Global Tour” dell’artista?

Il grande “NO” di Santiago Sierra è stato pensato come un punto di inizio, come un’opera attorno alla quale raccogliersi e partire per conoscere la storia, la cultura ma anche l’aspetto dell’isola: è un’opera portatrice di suggestioni ed idee di cui si è caricata nel viaggio per il mondo. Contrariamente al significato letterale della parola che rappresenta, l’opera non è portatrice di un messaggio negativo ma è un invito ad osservare Capri con occhi diversi: non come meta di turismo di massa ma come luogo unico, suggestivo e ricco di storia.

Mi parli della novità di quest’anno, il gemellaggio tra Capri The Island Of Art e Anm.

Questo “ponte verso terra” è nato sviluppando un suggerimento di Luciana Arbace. L’intento è stato duplice: da una parte Capri – The Island Of Art si presenta come un’ideale continuazione delle Stazioni dell’Arte; dall’altra, Capri offre alle Stazioni dell’Arte la possibilità di creare una base, reale e concreta, per far conoscere ad un pubblico sempre più internazionale il modello “museale non convenzionale” napoletano in tutto il mondo.

Quest’anno la manifestazione si avvale anche dell’App MprojectArt, un supporto social che rende l’arte “tascabile”. Cosa vi ha convinti a creare un’applicazione dedicata all’evento?

Un tempo esistevano solo i cataloghi e le brochure per raccontare un evento. La promozione ed il successo dell’evento erano legati quasi esclusivamente alla possibilità di distribuire i materiali per coinvolgere i visitatori. Oggi, invece, smartphone e tablet ci permettono, grazie alla rete, di inviare informazioni e raggiungere facilmente chiunque desideri approfondire e partecipare. In questo modo, ogni installazione diventa una “interfaccia” per conoscere, attraverso i QR codes ed il sito web, non solo il progetto caprese ma tutto il network del contemporaneo napoletano.