Il Garante: Poggioreale, diritti umani violati. Esposto in Procura per un caso di maltrattamento

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Il Garante nazionale dei detenuti ha pubblicato il rapporto sulla visita al carcere napoletano di Poggioreale: quattro giorni di visita non annunciata nell’istituto più popoloso d’Italia, con l’intero Collegio e una delegazione di sei persone. “Con i suoi oltre 2000 detenuti – si legge – la Casa circondariale di Poggioreale è l’istituto con il maggior numero di persone ristrette: ai primi di maggio, durante la visita del Garante, erano 2.373, su 1.633 posti previsti e una capienza reale di 1.515. Oggi i detenuti sono 2085 su 1.423 posti disponibili. Le condizioni materiali dell’Istituto risentono degli anni e della visione custodiale degli inizi del secolo scorso, quando è stato costruito, rendendolo poco compatibile con le esigenze trattamentali: mancano gli spazi comuni per le attività lavorative, culturali o ricreative, le sale per la socialità di reparto. Tutto ciò nonostante la realizzazione di alcuni lavori di ristrutturazione e la programmazione di altri”. Il Garante definisce “disagevoli le condizioni degli ambienti di lavoro, con l’ufficio della matricola, operativo 24 ore al giorno, che si trova in un semi-interrato insalubre, con luce insufficiente e forte umidità, come già segnalato dal Garante a seguito della visita effettuata a fine 2017, inizio 2018. Le stanze di pernottamento delle persone detenute sono estremamente disomogenee. Si va dai cosiddetti ‘cubicoli’ con i servizi igienici a vista, ai cameroni da 14 persone. Particolarmente degradate alcune sezioni, come quella per persone malate o disabili, con letti a castello anche a tre piani”. Il Garante nazionale ritiene “che le condizioni verificate in alcuni reparti dell’Istituto di Napoli-Poggioreale possono essere facilmente considerate in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la tutela delle libertà fondamentali e dei diritti umani che inderogabilmente vieta ‘trattamenti o pene inumane o degradanti’, secondo l’interpretazione che di tale precetto è data dall’elaborazione giurisprudenziale della Corte di Strasburgo”. Riguardo alla qualità della vita detentiva, il Garante nazionale rileva “la carenza dell’offerta lavorativa e la difficoltà a realizzare le attività trattamentali data la grave scarsità di spazi” ma “apprezza tuttavia l’impegno messo in campo dalla Direzione per attivare nuove e diverse iniziative”.
Il Garante nazionale dei diritti dei detenuti ha inoltre presentato un esposto alla Procura di Napoli in merito a un caso di presunto maltrattamento avvenuto all’interno del carcere napoletano di Poggioreale. Nel corso della sua visita al carcere, si legge in una nota, “il Garante nazionale ha riscontrato alcuni episodi che sono stati oggetto di approfondimento. In particolare, il caso di una persona che, a seguito di crisi di natura psichica, è stata sottoposta a sorveglianza a vista e trasferita il giorno della visita del Garante in un altro Istituto per generici motivi “disciplinari”, senza consentire al Garante stesso di incontrarla”. Per tale motivo, prosegue la nota, “una parte della delegazione si è recata all’istituto dove tale persona si trovava e ha constatato direttamente i visibili segni di lesioni che aveva su varie parti del corpo. Tale situazione, sulla quale il Garante ha fatto una serie di approfondimenti, è stata oggetto di un esposto alla Procura della Repubblica di Napoli, presso cui è stato istituito il ‘Gruppo specializzato intersezionale per i reati commessi in luoghi di custodia o di detenzione e comunque in danno di soggetti privati della libertà personalé che collabora con il Garante nazionale”.
Lo stesso Garante nazionale ha assicurato alla Direzione “il suo pieno appoggio a ogni azione tesa a combattere la cultura della violenza, ribadendo la necessità di riaffermare la non tolleranza di episodi di maltrattamento e il pieno impegno alla lotta all’impunità rispetto a tali comportamenti”, conclude la nota