Garanzia Giovani si allarga: coinvolti anche i praticanti

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Anche se il saldo complessivo tra assunti e cessati è positivo, il numero di dipendenti degli studi professionali campani che hano detto addio al proprio impiego tra gennaio e luglio 2013 Anche se il saldo complessivo tra assunti e cessati è positivo, il numero di dipendenti degli studi professionali campani che hano detto addio al proprio impiego tra gennaio e luglio 2013 è comunque significativo. A fronte di 2110 ingressi tra dipendenti e apprendisti, si registrano infatti 1651 rapporti di lavoro interrotti con un saldo complessivo di 459 unità. A cavarsela peggio di tutti, tra le 13 categorie considerate, sono gli avvocati con 171 assunzioni e 194 cessazioni, con un saldo negativo di 23 professionisti. Vanno meglio le professioni sanitarie, come i medici o i tecnici di laboratori di analisi. I dati emergono da un’analisi di Confprofessioni Campania che lancia l’allarme occupazione e lavora per un’inversione di rotta sostanziale. Numerosi sono, in tal senso, i fronti aperti dalla sigla che riunisce ben 19 libere professioni. Grande favore ha riscontrato la misura del microcredito a favore dei professionisti gestita da Campania al Lavoro, piano dell’assessorato regionale al Lavoro. A illustrare questa e altre soluzioni, durante il convegno organizzato martedì scorso a Napoli da Confprofessioni, l’assessore Severino Nappi. “Con il microcredito anche i giovani professionisti – spiega – che vogliano dare vita a un’attività lavorativa possono accedere a finanziamenti da 5mila a 25mila euro, da restituire a tasso zero. Il 10 per cento dei progetti finanziati è stato presentato dai professionisti”. Un altro passo è il programma Garanzia Giovani. “Siamo la prima federazione regionale ad aver sottoscritto un protocollo d’intesa con la Regione per promuovere i percorsi formativi anche per chi svolge pratica professionale o attività di ricerca – precisa Giuseppe Della Rocca, presidente di Confprofessioni Campania – dando così un senso di responsabilità ai datori di lavoro e la possibilità a giovani professionisti di fare esperienza”. Le difficoltà della crisi, infatti, sono trasversali. “Non solo, l’incertezza non è più passeggera, ma strutturale – prosegue Della Rocca –: c’è un’intera generazione esclusa dal mondo del lavoro. Non dimentichiamo che i professionisti rappresentano il 12,5 per cento del Pil italiano”. Qual è la soluzione? “Oltre alle misure messe in campo dalla Regione, rivolte soprattutto alla creazione di imprese, vanno potenziate le nuove professionalità, come accade in altri paesi europei – conclude –. In Germania, per esempio, si contano oltre 150 categorie diverse”.