Gardini (Alleanza Coop): “Promesse elettorali tanto costose quanto impraticabili”

20

Roma, 7 feb. (Labitalia) – “Diciamo che ho visto campagne elettorali migliori. Non è certo sfuggito agli elettori il massiccio ricorso che è stato fatto in tema di promesse elettorali, specie sul lavoro e sulle pensioni. Promesse tanto costose quanto impraticabili”. Lo dice a Labitalia Maurizio Gardini, presidente Confcooperative e Alleanza Cooperative Italiane. Alla vigilia di una nuova tornata elettorale, Gardini elenca le priorità che il nuovo governo dovrà affrontare, anche relativamente al mondo cooperativo.

“Il nostro paese -dice- ha in primo luogo bisogno di stabilità politica e certezze normative. Basta con le riforme, diamo attuazione a quelle già fatte e poi vediamo se servono correttivi. Le imprese cooperative hanno bisogno di orizzonti certi per programmare investimenti, sviluppo di nuove produzioni, crescita della forza lavoro”.

“L’incertezza -ribadisce Gardini- paralizza e crea stagnazione in tutte le economie. Vanno aumentati gli investimenti in formazione anche per l’autoimprenditorialità e per la ricerca, bisogna proseguire in un’opera di detassazione robusta e permanente del costo del lavoro”. Gardini, che non è candidato (“non me lo hanno chiesto -dice- e a ogni modo ritengo di avere ancora tanto lavoro da fare nella mia veste di presidente di Confcooperative e di Alleanza delle Cooperative”), parla del “dovere della politica nei confronti del paese e dei nostri figli che oggi, paradossalmente, pur avendo a disposizione maggiori strumenti dei loro padri, hanno prospettive di futuro meno ambiziose”.

“Rischiamo di perdere un’intera generazione, specie al Sud, dove manca un ricambio di classe dirigente e troppi giovani emigrano per studiare e per lavorare. In dieci anni il Sud ha perso oltre 5 miliardi di euro in capitale umano, come è emerso da un nostro studio realizzato dal Censis”.

Gardini traccia un bilancio della legislatura che si è appena chiusa, osservando che “gli interventi in materia di lavoro sono stati sicuramente tra i più numerosi”. “In linea generale, possiamo dire – sottolinea – che le misure siano andate nella giusta direzione, in particolare il Jobs Act che ha contribuito a stabilizzare, seppur per un periodo di 3 anni, condizioni di precarietà, ha semplificato le tipologie contrattuali, ha messo a regime le agevolazioni fiscali sul salario di produttività. Ovviamente, queste misure non hanno risolto tutti i problemi, l’esaurirsi delle risorse disponibili hanno arrestato l’efficacia del provvedimento”.

E “in materia di riduzione del costo del lavoro bisogna incidere ancora”, spiega Gardini chiedendo “interventi più efficaci per ridurre lo scarto tra il costo del lavoro e l’effettivo ammontare della retribuzione dei lavoratori, questo per rendere più competitive le imprese e lasciare più soldi nelle tasche dei lavoratori”.

Anche sulle cooperative le misure decise dal governo hanno avuto il loro impatto, a partire dagli 80 euro passando per le misure del Jobs Act. “Veniamo da una lunga crisi -ricorda il presidente di Alleanza Cooperative- che ha messo a nudo le criticità e i punti deboli del sistema Italia. La ripresa è in atto, ma è ancora troppo eterogenea, a macchia di leopardo, e sta toccando solo alcuni territori”. Insomma, avverte, “si tratta di un quadro in gran parte realizzato ma non completato”.

“Credo siano necessarie misure per stabilizzare i rapporti di lavoro che sono stati avviati in questi anni, con una grande attenzione alle politiche attive affinché nessuno venga espulso dal mercato, ma accompagnato verso la riconversione. Abbiamo dimostrato che la formula cooperativa è una valida soluzione sulle aziende in crisi e il sostegno alle operazioni di Wbo sono buoni investimenti. Questa credo sia una delle sfide decisive delle prossime legislature”, dice Gardini.

Infine, la sfida di Impresa 4.0 che coinvolge anche le coop. “Al governo abbiamo richiesto -annuncia Gardini- di aprire, non solo formalmente, la cabina di regia sull’Impresa 4.0 all’Alleanza Cooperative Italiane. Le politiche dell’agenda 4.0 dovrebbero, infatti, coinvolgere le cooperative e le pmi per far sì che anche i ‘piccoli’, che danno lavoro a 13,7 milioni di persone, possano restare agganciati al treno dell’innovazione”, ricorda. “Dedicare un programma del governo alle sole imprese di dimensioni medio-grandi finirebbe per accentuare la polarizzazione tra poche grandi imprese e l’ossatura imprenditoriale delle pmi italiane”, conclude Gardini.