Gaslini Alberti, Doc ‘Terre di Pisa’ progetto importante per territorio

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Pisa, 25 set. (Labitalia) – “Il progetto della Doc ‘Terre di Pisa’ è davvero importante per ottenere una riconoscibilità di questa zona della Toscana. Un progetto nel quale noi crediamo molto perché riteniamo che sia davvero importante fare squadra e ottenere una riconoscibilità per il territorio”. Ad affermarlo Filippo Gaslini Alberti, titolare di Badia di Morrona, 600 ettari di terreno in provincia di Pisa, di cui 110 a vigneto e 40 a oliveto, il resto a bosco e seminativo, con una tenuta di caccia e strutture agrituristiche ricavate da vecchie case coloniche.

“Ad oggi, l’unica denominazione importante che esiste in questo territorio – ricorda Gaslini Alberti, che è anche consigliere del Consorzio Vino Chianti – è ‘Vino Chianti’, che però identifica in giro per il mondo la Toscana ma non questa area. Per cui un processo iniziato parecchi anni fa e da noi assolutamente sostenuto è quello di creare una Denominazione che identifichi il territorio e faccia capire immediatamente dove vengono prodotti questi vini che poi in giro per il mondo si vanno a presentare”.

E l’azienda si appresta a festeggiare i suoi 80 anni. “L’avventura della mia famiglia con Badia di Morrona – racconta – inizia nel 1939. Io rappresento la terza generazione e la quarta, costituita da mio figlio Niccolò e dai miei nipoti Francesca e Lorenzo, è alle porte e mi auguro che scalpiti per affiancarmi e prima o poi anche sostituirmi nella gestione di questa azienda e nel portare avanti il processo di sviluppo. E il processo di sviluppo di un’azienda agricola che fa vino, che vuole farsi conoscere e che vuole crescere non deve, a mio modo di vedere, mai considerarsi concluso”.

Attenzione e rispetto per l’ambiente sono valori imprescindibili che la famiglia Gaslini Alberti persegue a Badia di Morrona e nell’altra azienda vitivinicola che possiede in Piemonte, Poderi dei Bricchi Astigiani. “A Badia – spiega Filippo Gaslini Alberti – si è sempre fatto vino, però a fine anni Ottanta e inizio anni Novanta abbiamo deciso di fare le cose sul serio: è iniziato un processo di reimpianto dei vigneti, di ampliamento dell’azienda e una delle direttrici che abbiamo all’epoca scelto, e che stiamo portando avanti ancora oggi, è quella di valorizzare il vitigno principe della Toscana così come nasce in questa zona, cioè il Sangiovese. Infatti, uno dei nostri vini di punta – prosegue – si chiama VignaAlta ed è un Sangiovese in purezza. Nasce da una vigna che fu piantata originariamente nel 1965, e che è stata poi, fra il 2003 e il 2006, progressivamente reimpiantata: abbiamo replicato quei cloni ed è un processo che stiamo portando avanti e che difendiamo con orgoglio”.

A Badia di Morrona si conducono i vigneti con il metodo della ‘lotta integrata’, quindi con il minimo uso di antiparassitari. La concimazione è solo organica e la potatura viene fatta con forbici elettriche ricaricate con energia prodotta tramite fotovoltaico aziendale. La cantina e il frantoio dispongono di un impianto di fitodepurazione delle acque che possono essere così riutilizzate per l’irrigazione e i lavaggi. “Certamente, abbiamo rispetto – assicura Filippo Gaslini Alberti – anche per la natura: produciamo energia con impianto fotovoltaico, usiamo il favino per dare azoto alle vigne. E’ un processo molto lungo, però abbiamo le idee chiare e andiamo avanti”.

E a Badia di Morrona si fa un primo bilancio della vendemmia: “Facendo un confronto con l’anno scorso, posso dire – sottolinea – che finalmente quest’anno è una vendemmia normale: quella del 2017, infatti, è stata una vendemmia qualitativamente buona ma quantitativamente estremamente difficile”. “Quest’anno torniamo alla normalità. La stagione è stata positiva, il mese di agosto abbiamo avuto qualche pioggia che però non ha dato fastidio e a settembre il tempo ha aiutato. Le uve sono sane, per cui siamo molto fiduciosi di replicare le ottime vendemmie 2015 e 2016”, conclude.