Gauguin, il diario di Noa Noa e altre avventure: dal 6 settembre al Museo storico della Fanteria a Roma

Torna dopo anni di assenza nella capitale una mostra dedicata a Paul Gauguin, l’artista francese esponente dello stile pittorico del Sintetismo. Classificato da molti studiosi e critici  come post-impressionista, la sua ricerca è stata dedicata all’esotismo e al primitivismo. Fruibile fino al 25 gennaio 2026 e con oltre 160 opere provenienti da collezioni private e  museali, la rassegna presenta disegni, litografie, bozzetti, xilografie, sculture, tele e  acquerelli che raccontano l’attività creativa dell’artista. Si potranno ammirare infatti, Femme de Tahiti e Paysage Tahitien, le 23 xilografie del Diario di Noa Noa (1893- 1894) scritto dall’artista durante il suo soggiorno nella Polinesia francese, le 16 litografie  a colori della serie Ancien culte Mahorie 1892, la Maschera di donna tahitiana “Tehura” in bronzo patinato, 38 disegni raffiguranti studi sul ritratto, dettagli del corpo umano e  del mondo animale. Presenti anche stampe litografiche contenute nel libro scritto  dall’artista Avant et Après, pubblicato dopo la sua morte e 45 opere realizzate da artisti  iconici dell’800 francese: Vincent van Gogh, Jean François Millet, Adolphe Beaufrère,  Maurice Denise, Émile Bernard, Paul Sèrusier, Louis Anquetin. Non mancheranno anche  fotografie d’epoca, libri, documenti, manufatti per poter rendere l’esperienza del fruitore  affascinante e coinvolgente, immergendolo in un’atmosfera unica di ricordi e frammenti  di vita di uno dei più grandi e rivoluzionari artisti del diciannovesimo secolo. Gauguin,  infatti, è considerato un precursore del Simbolismo e Primitivismo avendo influenzato le  successive correnti artistiche. Sviluppando uno stile personale attraverso il Sintetismo,  utilizzava colori puri, forme piatte, ricercando un’autenticità spirituale, essenziale e primordiale, catturando paesaggi e realtà incontaminate risparmiate dall’artificio  umano. L’elemento del selvaggio e di tutti quegli aspetti cancellati progressivamente  dall’industrializzazione risuona nella sua filosofia creativa, evocando archetipi e simboli che affondano le loro radici nella genesi di un mondo e di una umanità ai suoi esordi. Raffigurando una realtà mitica, la sua creazione artistica subisce il fascino delle religioni  e della mistica orientale. L’esposizione è prodotta da Navigare Srl, curata da Vincenzo  Sanfo e patrocinata dalla Regione Lazio e Comune di Roma.