Gaza: la Charitas è latitante e, nonostante ciò che sta accadendo, la Vergogna non riesce a occuparne il posto lasciato vuoto

Fare la carità, inteso come un invito a dare un obolo, in denaro e altro, a chiunque possa averne bisogno o, peggio, necessità assoluta e non rinviabile, dovrebbe rappresentare uno degli obblighi imprescindibili di ogni essere umano. Probabilmente corrisponde a quanto propone Hegel dissertando sui Doveri Morali. Inoltre, il modo di pensare e di agire di conseguenza degli agricoltori, che se lo portano cucito addosso da secoli, in sintesi si esprime con l’affermazione che non esitano a pronunciare in circostanze opportune: “quando si può mettere in atto un qualsiasi comportamento che possa togliere dai carboni ardenti uno o più dei propri simili, non si deve aspettare che venga richiesto, ma si deve intervenire prontamente di propria iniziativa”.

Quanto sta accadendo a Gaza e dintorni è l’esatto contrario di quanto appena descritto nelle righe precedenti. A oggi questi i fatti: nonostante gli arrivi continui di derrate alimentari inviate dai vari luoghi dove sono prodotte, sono pochissimi quanti, stremati dalla fame, riescono ad accaparrarsi almeno le briciole di quanto è stato inviato loro. Non si tratta di gruppi di persone comprendenti poche unità, ma di vere e proprie adunanze di una determinata quantità di individui omogenei, al cui interno si possono contare moltissimi bambini. Se dal resto del mondo non si interverrà più che tempestivamente, l’Umanità assisterà a una replica più cruda della Strage degli Innocenti.

È pur vero che, attualmente, chi dovrebbe farsi parte diligente a tal riguardo, solo per dare nome e cognome della più importante di quelle realtà, gli USA, è impegnata anche su altri fronti, il più importante l’Ucraina. Nonostante l’enormità di quanto sta accadendo a nord-est dell’Europa, non c’è paragone che tenga con i fatti appena descritti e sotto gli occhi del mondo, principalmente quelli che accadono in Palestina: si sta tentando di annientare un’etnia con una modalità aberrante, il digiuno forzato e altre forme che conducono alla fine. Questo modo di fare non ha nulla di meno rispetto alla deportazione nei campi di sterminio nazisti, anzi probabilmente la supera.

Tutto ciò quando l’umanità, avendo superato ben due millenni di storia, si sta accingendo a percorrere il terzo. Solo per fare un esempio: se un contadino, per sua trascuratezza, lascia morire di stenti un animale, da dopo lo sgradevole incidente e per sempre sarà additato dai suoi conoscenti come una persona da tenere a distanza.

Sui Doveri Morali. Inoltre, il modo di pensare e di agire di conseguenza degli agricoltori, che se lo portano cucito addosso da secoli, in sintesi si esprime con l’affermazione che non esitano a pronunciare al tempo giusto: “quando si può mettere in atto un qualsiasi comportamento che tolga dai carboni ardenti uno o più dei propri simili, non bisogna aspettare che venga richiesto, ma bisogna intervenire prontamente di propria iniziativa”.

Quanto sta accadendo a Gaza e dintorni è l’esatto contrario di quanto appena descritto nelle righe precedenti. A oggi questi i fatti: nonostante gli arrivi continui di derrate alimentari inviate da tutti i luoghi dove sono prodotte, sono pochissimi quanti, stremati dalla fame, riescono ad accaparrarsi almeno le briciole di quanto inviato loro. Non si tratta di gruppi di persone comprendenti poche unità, ma di vere e proprie compagini sociali, al cui interno si contano moltissimi bambini. Se dal resto del mondo non si interverrà più che tempestivamente, l’Umanità assisterà a una replica della Strage degli Innocenti.

È pur vero che, attualmente, chi dovrebbe farsi parte diligente a tal riguardo, solo per dare nome e cognome della più importante di quelle realtà, gli USA, è impegnata anche su altri fronti, il più importante l’Ucraina. Nonostante l’enormità di quanto sta accadendo a nord-est dell’Europa, non c’è paragone che tenga con i fatti appena descritti e sotto gli occhi del mondo, principalmente in Palestina: si sta tentando di annientare un’etnia con una modalità aberrante, il digiuno forzato. Questo modo di fare si equipara a quello della deportazione nei campi di sterminio nazisti, anzi probabilmente lo supera.

Tutto ciò quando l’umanità, avendo superato ben due millenni di storia, si sta accingendo a percorrere il terzo. Solo per fare un esempio: se un contadino, per sua trascuratezza, lascia morire di stenti un animale, da dopo lo sgradevole incidente e per sempre sarà additato dai suoi conoscenti come una persona da tenere a distanza.