Gaza, tregua umanitaria di tre giorni

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A cura di Antonio Arricale Tre giorni di tregua per dare respiro e aiuto alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza, allo stremo dopo 25 giorni di bombardamenti. Israele e Hamas hanno accettato A cura di Antonio Arricale Tre giorni di tregua per dare respiro e aiuto alla popolazione palestinese della Striscia di Gaza, allo stremo dopo 25 giorni di bombardamenti. Israele e Hamas hanno accettato la proposta di cessate il fuoco avanzata dall’ONU e dagli Stati Uniti. Nulla di personale, però: si tratta infatti di una tregua umanitaria, per permettere l’arrivo di aiuti quali acqua, cibo e medicine a chi ha perso tutto sotto il fuoco nemico. La sospensione del conflitto è iniziata ieri alle 8.00 di mattina, non prima dell’uccisioni di 14 palestinesi e della morte di 5 soldati di Israele, periti al confine della Striscia. Durerà in tutto 72 ore, sperando che non venga interrotta come successo in precedenza, e con ogni probabilità non si tramuterà in una pace permanente. Prima del cessate il fuoco, infatti, il Premier israeliano Netanyahu ha affermato che Israele andrà avanti fino a che non avrà distrutto tutti i tunnel scavati lungo il confine dai militanti palestinesi. Secondo le ultime stime, dall’inizio dell’offensiva sono stati uccisi 1.460 palestinesi, per la maggior parte civili, e 63 israeliani, di cui 60 militari. Mercati asiatici Borsa di Tokyo negativa. Crolla Yahoo! Japan dopo i conti Passo indietro per il Nikkei che ha ceduto lo 0,63%, archiviando l’ultima seduta della settimana a 15523,11 punti. L’indice non è riuscito a dare seguito all’allungo partito a inizio ottava mantenendosi tuttavia al di sopra di area 15500. Questa circostanza permette di continuare a credere nel proseguimento dello slancio rialzista partito in aprile in direzione di 15950/16000 punti. Sarebbero però necessari movimenti oltre questo ostacolo per sgombrare il ca mpo da dubbi sulla capacità di ripresa e riportare fiducia negli acquisti. Probabile in tal caso la ripresa del cammino verso l’area critica successiva, a 16300 per un nuovo test dei record di fine dicembre. L’ipotesi rialzista verrebbe minacciata solo nel caso di ritorno sotto 15200, per poi essere abbandonata in caso di violazione di quota 15000. Probabile in tal caso l’affondo sul supporto a 14700. In calo anche il Topix che ha terminato la seduta a 1281,30 punti (-0,63%). Sul versante macroeconomico, giungono notizie di un rallentamento dell’attività manifatturiera del Sol Levante in luglio. Il dato finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Jmma è sceso a 50,5, contro il preliminare di 50,8 e il finale di giugno a 51,5. Il Giappone resta sopra 50, soglia che separa progresso da decrescita, ma l’effetto del rallentamento della produzione si fa sentire sull’economia del Paese. Più c he indicazioni sullo stato dell’economia del Sol Levante, Haruhiko Kuroda, governatore della Bank of Japan, ha espresso speranze perché la ripresa possa tornare a essere solida. Di fatto, Kuroda ha confermato che l’obiettivo di un’inflazione al 2% è raggiungibile, ma per il momento le note positive (miglioramento in occupazione e salari) fanno solo da contrappeso a quelle negative (l’ancora forte impatto sulla spesa legato all’aumento della tassa sui consumi in vigore dal 1° aprile scorso). Kuroda ha poi indicato un orizzonte temporale di tre anni perché il Giappone possa a tornare a esprimere il suo potenziale economico. In merito agli scambi commerciali, Kuroda ha sottolineato che l’export del Giappone “verosimilmente crescerà moderatamente a causa della lenta ripresa delle altre economie”. Continua a crescere l’economia della Cina. Il dato finale dell& rsquo;indice Pmi stilato da Markit/Hsbc resta infatti sopra la quota 50, che separa crescita da contrazione, e si attesta a 51,7 punti, sotto i 52 punti della lettura preliminare e delle attese degli economisti, ma comunque ai massimi degli ultimi 18 mesi. In giugno il dato si era fermato a 50,7 punti. Nel mese di luglio l’indice Pmi manifatturiero della Cina sale a 51,7 punti, oltre le attese degli economisti per 51,4 punti e a fronte dei 51,0 segnati in giugno. Continua la crescita dell’economia di Pechino, e il dato, diffuso dall’Ufficio nazionale di statistica cinese, segna il livello massimo degli ultimi sette mesi. Sul fronte societario spicca il rialzo di Sony (+4,68%). Il colosso nipponico dell’elettronica ha pubblicato ieri i risultati del secondo trimestre indicando un margine operativo inaspettatamente raddoppiato ma evidenziando una perdita netta attesa di 500 miliardi di yen (3,6 miliardi di euro) nell’esercizio in chiusura il 31 marzo 2015. Sony ha anche tagliato le previsioni di vendita di smartphone da 50 a 43 milioni di unità. Yahoo! Japan ha perso il 6,55% dopo la pubblicazione di una trimestrale deludente: lo scorso trimestre l’utile operativo non è cresciuto. Perdono quota anche i titoli esportatori: Toyota Motor ha ceduto lo 0,81%, Suzuki l’1,01% e Pioneer l’1,08%. In territorio negativo anche altre principali piazze asiatiche: in calo la borsa di Hong Kong con l’Hang Seng che segna un -0,77%. Seoul scende dello 0,15%. Debole anche la borsa di Shanghai (-0,37%). Mercato Usa Wall Street chiude in netto ribasso A New York i principali indici hanno chiuso la seduta in netto ribasso. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno l’1,88%, l’S&P500 il 2% e il Nasdaq Composite il 2,09%. I listini americani sono stati zavorrati dal nuovo default tecnico dell’Argentina, dal rischio deflazione nell’Eurozona e da alcuni dati macroeconomici deludenti. Le nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana terminata il 25 luglio si sono attestate a 302 mila unità, superiori alle attese degli analisti pari a 301 mila unità e al dato rilevato la settimana precedente (279 mila unità). Il numero totale di persone che richiede l’indennità di disoccupazione si attesta a 2,539 milioni, superiore ai 2,495 milioni attesi. L’Indice PMI Chicago (attivita’ manifatturiera) nel mese di luglio e’ sceso a 52,6 punti dai 62,6 punti del mese precedente, risultando anche inferiore alle attese degli addetti ai lavori, fissate su un indice pari a 63,0 punti. Sul fronte societario Exxon Mobil -4,17%. Il colosso petrolifero ha chiuso il secondo trimestre con ricavi e utili superiori alle attese. A deludere è stato il dato sulla produzione, scesa nello scorso trimestre più del previsto. Kellogg -6,12%. Il produttore di cereali ha tagliato le stime per il 2014 dopo aver pubblicato una trimestrale piuttosto debole. Yum Brands -4,93%. Il gruppo della ristorazione ha avvertito che lo scandalo della carne avariata consegnata da un fornitore sta avendo un effetto negativo sulle vendite in Cina. Whole Foods Market -2,25%. La catena di supermercati di prodotti biologici ha rivisto al ribasso la guidance per l’intero esercizio. Nike -3,12%. Il titolo della rivale tedesca Adidas è crollato a Francofort e dopo aver lanciato un profit warning. Twitter -2,4%. Sul titolo del social media sono scattate le prese di beneficio dopo il rally di mercoledì. T-Mobile US +6,46%. L’operatore mobile controllato da è finito nel mirino della francese Iliad. Mercati europei Borse europee negative, forti vendite su Iliad, Vinci e Areva Le principali Borse europee hanno aperto l’ultima seduta della settimana in ribasso. Il Dax30 di Francoforte cede lo 0,4%, il Cac40 di Parigi lo 0,79%, il Ftse100 di Londra lo 0,3% e l’Ibex35 di Madrid l’1,1%. Axa +2,5%. Il gruppo assicurativo ha chiuso il primo semestre con un utile di 3,01 miliardi di euro, in crescita rispetto ai 2,47 miliardi dello stesso periodo di un anno prima. Il dato è anche superiore alle attese (consensus 2,67 miliardi). ArcelorMittal -4%. Il colosso dell’acciaio ha rivisto al ribasso le stime per il 2014. Deutsche Telekom +2,5%. La controllata americana T-Mobile US è finita nel mirino di Iliad (-12%). Il gruppo francese ha messo sul piatto 15 miliardi di dollari. Adidas -3%. Ubs ha tagliato il rating s ul titolo del gruppo di abbigliamento sportivo a neutral. Raymond James ha abbassato il giudizio a marketperform. Ieri la società tedesca ha lanciato un profit warning. Iag +1,5%. La casa madre delle compagnie aeree British Airways e Iberia ha chiuso il primo semestre con un risultato operativo prima degli oneri straordinari di 230 milioni di euro contro la perdita di 33 milioni di un anno prima. Vinci -8%. Il gruppo francese delle concessioni ha tagliato le stime di ricavi per l’esercizio in corso. Areva -13%. Il gruppo nucleare ha chiuso il primo semestre con una perdita di 694 milioni di euro ed ha rivisto al ribasso la guidance 2014.. Apertura mercato italiano Borsa italiana sotto la parità, Ftse Mib -0,38%. Il Ftse Mib segna -0,38%, i l Ftse Italia All-Share -0,42%, il Ftse Italia Mid Cap -1,10%, il Ftse Italia Star -1,28%. Borse europee in ulteriore ribasso. Ieri sera a Wall Street l’S&P 500 ha terminato a -2,00%, il Nasdaq Composite a -2,09%, il Dow Jones Industrial a -1,88%. I future sui principali indici USA al momento sono in parità. A Tokyo il Nikkei 225 ha chiuso a -0,63%, mentre a Hong Kong l’Hang Seng segna al momento a -1% circa. In forte calo troviamo Buzzi Unicem (-2,9%), Atlantia (-2,9%), Azimut (-2,6%). Gtech (-2,7%) in netto ribasso dopo i dati trimestrali pubblicati ieri pomeriggio dopo la chiusura del mercato. Il secondo quarto è andato in archivio con ricavi consolidati pari a €751 milioni rispetto ai €762 milioni dello scorso anno. L’EBITDA è stato pari a €267 milioni rispetto ai €273 milioni del secondo trimestre del 2013. L’utile netto di per tinenza del Gruppo è stato di €61 milioni, rispetto ai €67 milioni dell’anno scorso. Vendite su Finmeccanica (-2%) che ieri ha comunicato che nel secondo trimestre i ricavi sono saliti del 2,3% a/a, con perdita netta di 27 milioni di euro (in riduzione dai -68 milioni di un anno fa). Ordini in rialzo di ben il 76,7% a/a. La società ha peggiorato la stima sul free operating cash-flow da -100/0 milioni di euro a -250/-350 milioni di euro. Prysmian (-1,8%) perde terreno in scia ai dati semestrali pubblicati ieri pomeriggio dopo la chiusura del mercato. La prima metà del 2014 si è chiusa con utile netto rettificato in calo di oltre il 48% rispetto a un anno fa a causa dell’impatto negativo delle problematiche riscontrate relativamente alla commessa Western HVDC Link. Prysmian prevede per l’intero esercizio 2014 un EBITDA rettificato nell’intervallo €506-€556 milioni (€600-€650 milioni escluso l’effetto negativo del progetto Western Link stimato pari a 94 milioni per l’intero esercizio 2014) rispetto agli €613 milioni registrati nel 2013. In forte calo Safilo Group (-4,4%) che ha archiviato il secondo trimestre 2014 con ricavi in rialzo del 3,9% a/a, ma EBITDA adjusted in flessione del 3,9% a/a. Rinnovata per 5 anni per l’accordo di licenza mondiale per il design, lo sviluppo, la produzione e la distribuzione delle collezioni di montature da vista e occhiali da sole Tommy Hilfiger. Continua a muoversi in controtendenza Generali (+1,3%): Mediobanca ha migliorato il giudizio sul titolo da “underperform” (farà peggio del mercato/settore) a “neutral”. La compagnia triestina ha archiviato il primo semestre con risultato operativo superiore a €2,5 mld (+9,5% a/a), utile netto stabile a oltre €1 mld e risultato netto da attività correnti a +12,5% a/a. Premi a €35,4 mld (+3,4% a /a) con una crescita significativa nel vita (+5,4% a/a). Già superato il target 2015 di Solvency I che raggiunge 162% (+21 p.p. da fine 2013). Per quanto riguarda i dati macroeconomici in agenda oggi segnaliamo alle 10:00 indice PMI manifatturiero nell’eurozona, alle 10:30 indice PMI manifatturiero in Gran Bretagna, negli USA alle 14:30 nuovi lavoratori dipendenti non agricoli, tasso di disoccupazione, redditi e consumi, alle 15:45 indice Markit PMI manifatturiero, alle 15:55 indice Fiducia consumatori (Univ. Michigan) (finale), alle 16:00 indice ISM manifatturiero e spesa in costruzioni. Continua a crescere l’economia della Cina. Il dato finale dell’indice Pmi stilato da Markit/Hsbc resta infatti sopra la quota 50, che separa crescita da contrazione, e si attesta a 51,7 punti, sotto i 52 punti della lettura preliminare e delle attese degli economisti, ma comunque ai massimi degli ultimi 18 mesi. In giugno il dato si era fermato a 50,7 punti.


Dati macro attesi Venerdì, 01 agosto 03:00 CINA Indice PMI manifatturiero lug; 03:35 GIA Indice PMI manifatturiero lug; 03:45 CINA Indice HSBC PMI manifatturiero (finale) lug; 05:30 GIA Intervento Kuroda BoJ; 09:15 SPA Indice PMI manifatturiero lug; 09:45 ITA Indice PMI manifatturiero lug; 09:50 FRA Indice PMI manifatturiero (finale) lug; 09:55 GER Indice PMI manifatturiero (finale) lug; 10:00 EUR Indice PMI manifatturiero (finale) lug; 10:30 GB Indice PMI manifatturiero lug; 14:30 USA Deflatore consumi giu; 14:30 USA Nuovi lavoratori dipendenti non agricoli lug; 14:30 USA Tasso di disoccupazione lug; 14:30 USA Redditi giu; 14:30 USA Consumi giu; 15:45 USA Indice Markit PMI manifatturiero; 15:55 USA Indice Fiducia consumatori (Univ. Michigan) (finale) lug; 16:00 USA Indice ISM manifatturiero lug; 16:00 USA Spesa in costruzioni giu.