I genii del bene

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in foto José Antonio Abreu

1.
In questo mondo attraversato dal “demone” del Male, per fortuna nascono anche “Genii del Bene”, che ti conciliano con la vita. Uno di questi è sicuramente José Antonio Abreu, venezuelano, l’inventore del “metodo” che porta il suo nome. Rocco Cotroneo, sul Corriere della Sera di venerdì 6 marzo, ne parla in questi termini: “…Sorto nel 1975, il “Sistema nazionale delle orchestre giovanili ed infantili”, da allora per tutti “El Sistema”, è probabilmente il maggior progetto di divulgazione musicale di tutti i tempi. Per la capillarità della sua presenza nel Paese di origine (novecentomila i bambini e ragazzi coinvolti in Venezuela con diecimila docenti), ed anche per i 50 tentativi, quasi sempre ben riusciti, di imitazione in altrettante nazioni del Mondo. Italia compresa, dove le orchestre giovanili sono state introdotte nel 2010 dal Claudio Abbado grande amico ed estimatore di Abreu.” Anche a Napoli l’orchestra della Sanità, Sanitansamble, e quella dei Quartieri Spagnoli si ispirano a “El Sistema” di José Antonio Abreu. “El Sistema”, dà speranza ed inculca ben altri valori nei nostri giovani, troppo spesso tentati da “Il Sistema”, di cui “Gomorra” ha raccontato le “gesta” tragiche. Abreu è morto in questi giorni, Claudio Abbado qualche anno fa: hanno seminato bene, hanno dato voce alla speranza di tanti ragazzi, altrimenti “destinati” ad un avvenire precario, “ispirato” dalla devianza e dalla violenza. Che è sempre violenza: dalle favelas di Bogotà alle periferie della nostra Città. Se poi le Istituzioni, come denuncia Padre Antonio Loffredo, Parroco di Santa Maria alla Sanità, pensassero di mettere a disposizione un “luogo” per chi vuole fare Musica a Napoli, sarebbe cosa buona.

2.
All’incredulo San Tommaso, come ci racconta San Giovanni nel suo Vangelo, il Cristo Risorto disse: “Perché tu hai veduto, tu hai creduto. Beati coloro che pur non avendo visto crederanno.” La Resurrezione del Cristo: il fondamento del Cattolicesimo. Non solo una Verità di Fede, ma un “fatto” storicamente provato, come ci ammoniva Don Guido Aceti, per lunghi anni direttore della Rivista del Clero, quando teneva le lezioni di Morale Cattolica alla nostra Università. Mi aspetto già le obiezioni, datate da secoli, di quanti sostengono che la prova storica che la Resurrezione del Cristo sia realmente avvenuta è data solo dai Vangeli e dalla testimonianza degli Apostoli. Naturalmente non ho l’autorevolezza per confutare queste tesi. Ricordo solo la definizione che San Paolo dà della Fede: “La speranza delle cose che non si vedono.” Per questo non ho alcuna pretesa di entrare nell’eterno “conflitto” tra Fede e Ragione. Mi piace pensare alla Fede come ad un Dono, così come alla Resurrezione come ad una Festa. Una grande Festa dell’Animo, che si rigenera alla Speranza ed alla Bellezza. Naturalmente la Resurrezione è il coronamento del percorso del Cristo su questa Terra: predicazione e testimonianze, arricchite da numerosi Miracoli, all’insegna dell’Amore. Fino all’imperativo di “amare i propri nemici” e di “porgere l’altra guancia a chi ti percuote”. Che questo sia lo spirito della Pasqua di Resurrezione. Anche del nostro animo, spesso ottenebrato da rancori, miserie, mediocrità. Auguri!