Genitori severi e famiglie in dissesto

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Nessuno immagina un’Europa senza Grecia. È solo romanticismo o un’anomalia? Se con la cultura non si mangia, figuriamoci col ricordo. E poi, che gliene frega a lituani del culto di Socrate e della Nike di Samotracia. Un cocktail? La vincitrice di un reality show? Non era mai successa una defezione in 64 anni di unione. È un precedente molto grave. Adesso potrà succedere a chiunque. Vai a farlo capire ai teutonici. Già sapevamo chi era il paese n. 1. Ora conosciamo anche l’ultimo. Ma le graduatorie in famiglia sono pericolose. Non si premiano i migliori, né si castiga chi è in difficoltà. Essendo in competizione tra noi, non siamo più una federazione. Quegli uomini senza cravatta, però, sorridono troppo per essere allegri. Forse un po’ arroganti e indisponenti. Scelti da un elettorato disperato, sono davvero adeguati? La politica è un’arte sofisticata e complicata. Non basta rappresentare la nuova generazione per essere efficienti. Giocano al rialzo, contando sulla solidarietà. Sfidano l’Europa che impone sacrifici, ma i greci non vogliono saperne di uscire dall’euro. Dopo avere scialacquato nei debiti, qualsiasi somma sembra elemosina. I soldi presi in prestito bisogna restituirli. L’Italia non può parlare. Da anni, non rivalutiamo pensioni né stipendi. Rubiamo ai nostri stessi cittadini. Quindi, anche noi siamo debitori insolventi. Tornare alla Dracma sarebbe tragico. Osservino attentamente gli euroscettici che rimpiangono la Lira. Il prossimo barcone potrebbe arrivare dal Pireo. Tsipras scafista d’eccezione.

Le nuove vittime della miseria

Ponte Ronca (Bologna) si è svegliata col corpo penzolante dal balcone di casa di una giovane donna appesa a una corda per il collo. Due bambine di 9 e 11 anni guardano attonite e terrorizzate, senza neppure lacrime liberatorie. Non è solo un suicidio, ma un messaggio di impotenza e disperazione che al giorno d’oggi, purtroppo, nessuno recepisce. Ci vantiamo delle rare nuove assunzioni, della crescita di un PIL, che, invece, è immoto, ma non parliamo della solitudine in cui versa chi perde il lavoro. Senza reddito né assistenza, viene ridotta al minimo l’energia elettrica e tagliato il gas. Subito dopo, implacabile, arriva lo sfratto. Così, nell’indifferenza delle istituzioni, vive e muore l’umanità prevaricata da una società e leggi disumane. Quando, il 16 gennaio 1969, durante la Primavera di Praga, Jan Palach si diede fuoco in Piazza San Venceslao, l’armata sovietica si ritirò sconfitta perché il gesto aveva sollevato l’indignazione mondiale. C’era più dignità in quella dittatura che nella nostra democrazia. Ancora più commovente il recente gesto estremo dell’imprenditore veneto. Non osava sostenere impotente lo sguardo fiducioso dei suoi operai, futuri disoccupati. Si illudeva di attirare l’attenzione su regole che impediscono la serena gestione di un’azienda, seppure di importanza mondiale. Muoiono tutti inutilmente, questi martiri, per l’insensibilità e l’immaturità di chi gestisce le nostre vite. Non possiamo neppure accusarli di essersi appropriati proditoriamente del potere. Li abbiamo eletti noi e ce li meritiamo.

Il papa chiede castità (dal mio ultimo libro “O la borsa o la vita”)

Grazie all’evoluzione sociale, le donne usano con indifferenza il proprio corpo, per piacere o interesse. Tanto, con la morale corrente, non si svaluta. La verginità non ha più valore. Una membrana inutile, probabilmente un errore di fabbrica. Purtroppo questa natura perseverante non vuole ancora adeguarsi alle esigenze delle nostre debolezze. Per esempio, darci un solo figlio e poi interrompere la fertilità, senza bisogno di dover ricorrere a noiose precauzioni. È mai possibile che la creazione non abbia capito che ormai vogliamo soltanto figli unici e poi fare l’amore liberamente? Non possiamo avere una famiglia numerosa. Troppa fatica e responsabilità. L’organo genitale deve essere soprattutto strumento di trastullo. Chissà quali conseguenze avrà la donna, abusando di anticoncezionali per tutta la vita. Cominciando a prendere la pillola sin da giovanissima, può il suo delicato organismo rimanere indenne da conseguenze all’infinito? Non si corre il rischio che tra qualche generazione si accusino segni di sterilità? Hanno drogato anche chi, un tempo, tra una peripezia e l’altra, viveva felice. Bastava guardare un fiore che sboccia sul balcone di casa, il sorriso di un bambino, un tramonto, l’amore per il proprio partner. Non sentivamo il bisogno di tanto sesso. Adesso, invece, che ci è concesso di fare tutto ciò che vogliamo, siamo infelici.

Il diritto di essere presuntuosi

Bisogna diffidare del governo se promette di agevolare il contribuente. Ma il popolo ingenuo, e anche un po’ bue, crede ancora alle favole e cade nel tranello. Come i troiani, che, stolti, accettarono l’infido dono. Il 730 precompilato non è una facilitazione, ma una prova generale per l’abolizione delle detrazioni. Anziché estenderle, per limitare la possibilità di evasione, noi le sopprimiamo. Non essendoci risorse né, tanto meno, idee, dal prossimo anno pagheremo sempre di più. Con la riforma del catasto si prevede una stangata sulla casa e altre disparità. Un giorno, a dispetto delle sentenze della Consulta e dei nostri diritti acquisiti, potrebbero tagliarci pensioni e stipendi. Così è cominciato in Grecia. Del resto, quando alla guida del paese si delega chi è sprovvisto di patente – non avendo neppure l’età per conseguirla – non si può sperare di vincere un Grand Prix. È più probabile, anzi certa, la squalifica. È inevitabile, quindi, che aumentino le tasse, che vengano ridotti i servizi sociali, che dilaghi la delinquenza, che diminuisca l’occupazione, che la brava gente sia sottoposta a ulteriori sacrifici. Non se la prendano a male i poveri, nessuno ce l’ha con loro. Ma purtroppo sono in grande maggioranza e, seppure poco, è più facile attingere da loro e anche da pensionati e disoccupati. Gli intellettuali, mimetizzati tra la folla questuante, non sono più paladini dei deboli. Senza borghesia, il paese non ha guida morale né culturale, e neppure coscienza politica. Non ci salverà nemmeno la dittatura. Non c’è un uomo forte all’orizzonte. Solo ragazzi, saputelli e insolenti, e l’ISIS.