Genocidio o attacchi differenziati

69
In foto Sergey Razov

Tanti giorni dall’inizio del conflitto russo ucraino; troppi. Troppi sicuramente rispetto a quanti ne aveva profetizzato Putin e il suo Ambasciatore Sergey Razov per  risolvere quella che era per lui una operazione militare e non una guerra. Ora le cose appaiono molto ingarbugliate e anche l’opinione dei media incespica sul dare delle definizioni esatte o auspicabili visto che di tregua non si parla. Nonostante ciò come afferma anche il Giornale Diplomatico, molto diplomatico dicono la loro come il recensito Attilio Malliano: “Esitiamo ancora a dire che è Genocidio”: a sostenerlo il consigliere per gli Affari Esteri del sindaco di Odessa Malliano per l’appunto . Poi ha spiegato la sua affermazione dicendo che la Russia ha fatto 22 mila attacchi su obiettivi civili in Ucraina e 300 su militari dall’inizio della guerra : tutto resta un obiettivo da attaccare, dalle case ai centri commerciali, dalle scuole ai siti del patrimonio culturale dell’Unesco. La diffusione di un conflitto però non si discosta troppo dal genocidio perché la massa è anche una sommatoria visto che colpiti sono anche gli obiettivi civili. Si dovrebbe valutare differenziando le due tipologie che non possono far parte dello stesso computo.