Genovesi (Fillea): “Governo rispetti parola data su concessionarie autostrade o lotta prosegue”

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Roma, 20 nov. (Labitalia) – Il governo e il Parlamento rispettino la parola data sulla vertenza degli addetti delle concessionarie autostradali, che riguarda circa 3mila lavoratori, o altrimenti i sindacati appoggeranno manifestazioni e presidi dei lavoratori sulle autostrade. E’ stato chiaro Alessandro Genovesi, segretario generale della Fillea Cgil, nel suo intervento in piazza Montecitorio in occasione dello sciopero nazionale di otto ore, proclamato con FenealUil e Filca Cisl, dei lavoratori delle concessionarie autostradali in difesa dei posti di lavoro.

“E’ una vertenza lunga -ha detto Genovesi- non è la prima volta che siamo qua, che manifestiamo, che scioperiamo. E quindi -rivolto ai lavoratori in piazza- non è un grazie retorico, è un grazie vero”.

“L’accordo che avevamo firmato, con il Mise e con il ministero dei Trasporti, prevedeva – ha ricordato – un percorso che ci eravamo conquistati, un emendamento condiviso da portare in Parlamento e su cui le alleanze che avevamo costruito avrebbero dovuto porre la parola fine a questa vertenza, a salvaguardia dei posti di lavoro, a salvaguardia di un settore industriale che, tra i pochi, è a salvaguardia della sicurezza nelle strade italiane. Un pezzo del governo non ha mantenuto la parola data”.

“Noi siamo un sindacato unitario, un sindacato di persone che si alzano alle 4 del mattino per andare a lavorare, ma non siamo un sindacato -ha attaccato Genovesi- che si fa prendere in giro”.

“Quell’emendamento che ci siamo conquistati -ha rimarcato- lo devono approvare se non noi andiamo avanti fino all’ultimo, con tutti i mezzi. Noi diciamo al governo, al Mef, a Calenda, a tutti parlamentari: qui ci sono 3mila lavoratori, se volete stare con il popolo dovete stare con questa piazza, con questi lavoratori. Da qua torneremo a conquistarci lavoro e salario”.

“Rispettino la parola data, altrimenti saremo con voi -ha concluso- in quei caselli, in quelle autostrade, per rivendicare i nostri diritti”.