Geologi, monito di Russo alla politica: In Campania servono risorse per interventi strutturali

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“Quando c’è da recuperare risorse, i primi fondi ad essere tagliati sono quelli della difesa del suolo”: è una forte denuncia quella che lancia il presidente dei geologi campani Francesco Russo a margine del primo congresso nazionale di categoria in svolgimento all’Hotel Continental di Napoli. “In questi anni abbiamo lanciato tantissimi allarmi – dice Russo al denaro.it – Il problema è che questo non basta più. Ecco perché in questo congresso abbiamo deciso di presentare proposte reali per la gestione e il controllo del territorio”. 
 
In Campania, da ciò che affermate, la situazione appare ancor più preoccupante rispetto allo scenario nazionale.
“E’ così. In Campania non ci facciamo mancare niente: dal dissesto idrogeologico al rischio sismico, al pericolo Vesuvio. A questo poi vanno aggiunti i fattori antropici, cioè la devastazione, il consumo del suolo, la cementificazione selvaggia, l’inquinamento, il problema dei rifiuti e quello delle cave. Per questo è necessario tornare ad investire sul territorio”. 

E’ un monito alle istituzioni?
“A tutti. Occorre maturare una nuova cultura della tutale ambientale. Non si può pensare che il territorio sia qualosa che appartiene ad altri. E’ di tutti, e quindi anche nostro, e dobbiamo averne cura. Basta dunque con le emergenze e con le soluzioni tampone che servono solo a innescare gare sul ‘chi arriva prima’ e sospetti nella gestione dei fondi pubblici. Occorrono una politica seria di interventi strutturali”.

Ci sono stati già dei contatti con il nuovo governo della Regione?
“Sì, abbiamo parlato dei presidi territoriali. Ma vorremmo fare anche altro, a cominciare dai piani di protezione civile e da quelli delle bonifiche. Rimaniamo disponibili, come lo siamo sempre stati, a partecipare a tavoli di concertazione mettendo a disposizione del territorio professionalità che riteniamo uniche e insostituibili”.