Geotermia, a Napoli asse tra associazioni e imprese

75
Il Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo Eu-Med, in accordo quadro con la Associazione Green Salus, hanno collaborato, con studi, ricerche, missioni, anche internazionali, simposi scientifici, benchmarking, proposte e progetti.
Le due associazioni scientifiche e culturali, hanno concordato e conseguente accolto favorevolente questa iniziativa concreta e immediata e pertanto la divulghiamo.
E stata elaborata insieme a queste componenti del mondo imprenditoriale.
ANTUR e SHub candidano il cuore storico della città a diventare il primo laboratorio urbano di energia geotermica sostenibile
Per secoli Napoli ha custodito nel proprio sottosuolo una ricchezza invisibile. Oggi quella stessa energia naturale può diventare la chiave per costruire una città più sostenibile, resiliente e indipendente dal punto di vista energetico.
È questa la visione emersa durante il Tavolo Tecnico dedicato alla geotermia e alla transizione energetica, che si sta riunendo, questo è il sesto incontro, presso la Fondazione Centro Storico di Napoli, fondata dal Professore emerito della Federico II e Presidente Svimez Adriano Giannola, dove è stata avanzata la proposta di realizzare uno dei primi progetti pilota di Comunità Energetica Geotermica Urbana basata sull’utilizzo della geotermia a bassa entalpia integrata con sistemi fotovoltaici e tecnologie avanzate per il recupero energetico.
A raccogliere questa sfida è ANTUR S.r.l. Benefit, società impegnata nella ricerca, nell’innovazione sostenibile e nella misurazione degli impatti ambientali, che propone SHub – Sustainable Hub Museum come luogo ideale per dare vita a questa sperimentazione.
All’interno dell’antico opificio della storica Villa Pignatelli di Monteleone, destinato a trasformarsi in un hub dedicato alla sostenibilità, alla ricerca e all’innovazione, potrebbe nascere un modello energetico capace di sfruttare le caratteristiche naturali del sottosuolo napoletano per generare benessere ambientale, ridurre i consumi e migliorare la qualità della vita delle persone.
L’obiettivo non è semplicemente produrre energia.
L’obiettivo è dimostrare che una città può dialogare con il proprio territorio invece di consumarlo.
Che un edificio storico può diventare una piattaforma di innovazione.
Che il patrimonio culturale può trasformarsi in infrastruttura per il futuro.
SHub nasce proprio con questa missione: creare connessioni tra ricerca, impresa, cultura, sostenibilità e comunità, trasformando un luogo simbolo della memoria napoletana in un laboratorio permanente di innovazione responsabile.
“Le città del futuro non saranno quelle che consumeranno più risorse, ma quelle che sapranno valorizzare meglio ciò che possiedono. Napoli ha sotto i propri piedi una straordinaria opportunità. Oggi abbiamo il dovere di trasformare questa opportunità in un progetto concreto, misurabile e replicabile.”
 Lo affermano il Vicepresidente del Centro Studi Regione Mezzogiorno Mediterraneo Paolo Pantani e la Dott.ssa Maria Luisa Conza, Responsabile Scientifica e Sustainability Manager di ANTUR S.r.l. Benefit.
Attraverso l’integrazione tra geotermia a bassa entalpia, fonti rinnovabili, criteri ESG e metodologie di Life Cycle Assessment (LCA), il progetto punta a diventare un modello di riferimento per la rigenerazione sostenibile degli edifici storici e per la nascita di nuove comunità energetiche urbane.
Non si tratta soltanto di innovazione tecnologica.
Si tratta di immaginare una nuova relazione tra uomo, energia e territorio.
Si tratta di costruire oggi la Napoli che le prossime generazioni erediteranno domani.
Perché il futuro non è qualcosa che arriva.
Il futuro è qualcosa che si realizza.
E forse la sua energia più potente è sempre stata qui.
Sotto i nostri piedi.