Gepin, il 15 convocazione a Roma. Fistel Cisl: Accordo di settembre un punto fermo

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È finalmente arrivata dopo due mesi di silenzio la tanto attesa convocazione al Ministero dello Sviluppo Economico per la intricata vertenza Gepin Contact. Lo riferisce in una nota la Fistel Cisl Campania.
Il vice ministro Teresa Bellanova, ricorda il sindacato, aveva proclamato lo scorso 7 aprile la felice conclusione  della vertenza con la promessa di una totale ricollocazione di tutto il perimetro occupazionale dislocato tra Roma e Napoli. 
Ma purtroppo le sue sono rimaste fino ad oggi solo parole che ancora attendono riscontri oggettivi e inoppugnabili. 
Da questa convocazione ora si attendono i fatti concreti che si devono tradurre  in certezze lavorative per i 352 lavoratori ex Gepin di cui 220 solo nel napoletano.
Il prossimo mese scadranno i primi ammortizzatori sociali per i lavoratori al di sotto dei 40 anni che rimarranno senza acun sostegno al reddito. 
Al tavolo convocato per il 15 giugno siederanno tutte le parti in causa: aziende aggiudicatarie della gara Poste Italiane,  organizzazioni sindacali di categoria e per la prima volta dall’inizio della vertenza la stessa Poste Italiane che aveva finora latitato.
“Sarà necessario rimettere immediatamente al centro le vere ragioni dei lavoratori e del lavoro della ex Gepin – dichiara Salvatore Topo, segretario generale Fistel Cisl Campania – Si è perso fin troppo tempo in  lunghe discussioni non sempre coerenti con tali ragioni. L’ accordo del 5 settembre rappresenta un punto fermo dal quale non derogare.  Non ci aspettiamo nessun altro impatto aggiuntivo sugli aspetti economici sigllati in sede governativa cosi come non ci aspettiamo nessun altro peggioramento di un qualsiasi altro parametro retributivo individuale, se non quelli già previsti e sanciti nell’accordo di settembre 2016 che la nostra organizzazione sindacale ha fortemente voluto. Ci aspettiamo – conclude poi il Segretario Generale – solo ed esclusivamente risposte concrete che rimettano al centro le ragioni del lavoro e dei lavoratori della ex Gepin”.